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Seminario La Materia del Vuoto a Venezia

A cura di Chiara Bertola e Renato Bocchi, presso la Fondazione Querini Stampalia, il 24 maggio, dalle 10 alle 17

Il tema dell’immateriale e tutte le declinazioni dell’essere senza materia e dell’andare oltre la materia - coprendo un arco di significati idealmente compreso fra il tradizionale spirituale e il contemporaneo virtuale - sta trovando un rinnovato interesse nelle ricerche di molti artisti e architetti contemporanei.


A questo proposito Università Iuav di Venezia e Fondazione Querini Stampalia presentano DELL’IMMATERIALE, un ciclo di iniziative congiunte, a cura di Chiara Bertola e Renato Bocchi, che si propone di sondare e analizzare questo vasto territorio attraverso appuntamenti teorici in cui si propone l’analisi di opere artistiche e di architetture che trovano il proprio senso nella smaterializzazione e nelle alterazioni percettive che dissolvono il confine tra il reale e la sua visione: opere fatte di luce, di suono, di spazi impalpabili, ed altre generate dalla condizione relazionale, dal coinvolgimento diretto ed emotivo di azioni performative.


Primo appuntamento del ciclo martedì 24 maggio, dalle 10 alle 17, in Fondazione Querini Stampalia con il seminario LA MATERIA DEL VUOTO.


Introducono: Alberto Ferlenga, rettore Università Iuav e Marino Cortese, presidente Fondazione Querini Stampalia.
Intervengono, nel corso della giornata: Enrico Castelli Gattinara, Università Roma Sapienza; Kosme de Barañano, Universidad Miguel Hernandez, Elche-Altea; Agostino De Rosa, Università Iuav di Venezia; Paola Veronica Dell’Aira, Università Roma Sapienza; Sebastian Irarrazaval, Universidad Catolica, Santiago del Cile; Giuliano Sergio, Accademia di Belle Arti di Urbino; Gianpaola Spirito, Università Roma Sapienza; Angela Vettese, Università Iuav di Venezia.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Il tema dell’immaterialità fu affrontato in modo critico e filosofico già a metà degli anni Ottanta nella mostra “Les Immatèriaux” progettata da Jean–Francois Lyotard al Beaubourg di Parigi. La mostra definiva il concetto di immateriale come pura irrealtà virtuale e accostava, nel percorso espositivo, visioni impalpabili di paesaggi, figure e linguaggi senza materia ai grafici dell’andamento della Borsa, che sui monitor variavano in continuazione, e alle popolari serie televisive che incollavano milioni di persone allo schermo. Quella mostra fu il segno che le cose erano cambiate, che bisognava ripensarle in un’altra prospettiva, che la condizione postmoderna non era una diagnosi teorica ma un futuro già iniziato. La dimensione dell’essere senza materia, di cui parlava Lyotard negli anni Ottanta, continua a imporre con forza nella vita modi e ritmi, a trasformare la nostra percezione e la dimensione spazio-temporale, spingendo molti artisti e architetti a reagire e a cercare nella smaterializzazione la possibilità di varcare nuovi confini e ritrovare il senso del loro fare. Dell’immateriale nasce dall’incontro di un progetto artistico-curatoriale elaborato da Chiara Bertola per il

Comune di Bellinzona e l’Accademia di Mendrisio con gli studi sul tema del vuoto nelle sue tangenze fra esperienze artistiche e spazi architettonici condotti all’Università IUAV di Venezia da Renato Bocchi e contenuti nel libro La materia del vuoto (Universalia, Pordenone 2015).
Con il progetto Dell’immateriale si dà avvio ad un protocollo d’intesa tra Università Iuav di Venezia e Fondazione Querini Stampalia finalizzato all’acquisizione, sviluppo e applicazione di nuove metodologie di indagine nel campo dei rapporti fra architettura e arti contemporanee. L’obiettivo è approfondire la collaborazione sia nella ricerca che nella divulgazione dei risultati attraverso conferenze e seminari, attività espositive, workshops scientifici e didattici, attività didattiche.


Fondazione Querini Stampalia
Castello 5252, 30122 Venezia
tel.0412711411
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www.querinistampalia.org