Nan Goldin The Ballad of Sexual Dependency alla Triennale di Milano

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Nan Goldin The Ballad of Sexual Dependency alla Triennale di Milano

Dal 19 settembre al 26 novembre 2017, a cura di Francois Hébel, promossa dal Museo di Fotografia Contemporanea

La prima mostra-evento promossa dal Museo di Fotografia Contemporanea presso La Triennale di Milano è The Ballad of Sexual Dependency della fotografa statunitense Nan Goldin, a cura di François Hébel: una delle pietre miliari della fotografia contemporanea. L'opera, dopo la recente tappa al MoMA di New York nei primi mesi del 2017 e la prima esposizione nel 1986 al Festival di Arles, approda per la prima volta in Italia alla Triennale di Milano, dal 19 settembre al 26 novembre 2017.

La “Ballad” è il lavoro più celebre e fortunato dell’artista statunitense Nan Goldin (Washington, 1953): un work in progress avviato agli inizi degli anni Ottanta e poi continuamente ampliato e aggiornato, che viene oggi ampiamente riconosciuto tra i capolavori della storia della fotografia.

È un’opera immersiva, costituita da circa 700 immagini a colori montate in sequenza filmica, per una durata di circa 45 minuti, e accompagnate da una colonna sonora che spazia dal punk all’opera. Un diario visivo autobiografico e universale, intimo e corale sulla fragilità degli esseri umani, sulla tensione continua tra l’individualità e il bisogno di relazione. Un susseguirsi di immagini che raccontano di vita, sesso, trasgressione, droga, amicizia, solitudine.

Lo sguardo di Nan Goldin abbraccia ogni momento della propria quotidianità e del proprio vissuto. L’artista fotografa se stessa e le travagliate vicende dei suoi compagni, nella downtown di Boston e New York tra gli anni ’70 e ’80. La sua è una fotografia istintiva, incurante della bella forma, che va oltre l’apparenza, verso la profonda intensità delle situazioni, senza mediazione alcuna. Nella totale coincidenza del percorso artistico con le vicende di una biografia sofferta e affascinante Nan Goldin ha indubbiamente creato un genere: studiate, utilizzate e imitate in tutto il mondo, le sue immagini sono un modello rimasto intatto fino a oggi.

Tra biografia e ricerca artistica, si sviluppa anche il personaggio Nan Goldin, oggi tra le star indiscusse della fotografia mondiale. Il suo immaginario visivo conquista il mondo dell’arte e le case di moda, le sue immagini compaiono sulle copertine dei magazine più diffusi e nelle campagne realizzate per i grandi marchi di abbigliamento, profumi e accessori.

L’installazione è costituita da una scenografia ad anfiteatro che accoglie il pubblico e consente la visione dell’opera, un video che viene proiettato ogni ora, preceduto da una breve introduzione alla mostra. Completano l’esposizione materiali grafici e alcuni manifesti originali, utilizzati per le prime perfomance di Nan Goldin nei pub newyorkesi.

La tappa milanese sarà accompagnata, nel mese di novembre, anche dal concerto esclusivo dei Tiger Lillies presso il Teatro dell’Arte. Il trio britannico porterà in scena, oltre al proprio repertorio musicale, la performance live della colonna sonora della Ballad.

Il video, della durata di 45 minuti, viene proiettato ogni ora, a partire dalle 10.30 (ultima proiezione alle 19.30).

 

Bio

Nancy Goldin nasce a Washington nel 1953 da genitori ebrei appartenenti alla classe media americana. Cresce a Boston, dove frequenta la School of the Museum of Fine Arts e dove inizia ad avvicinarsi al mondo underground dei club notturni.
Alla fine degli anni ’70 si trasferisce a New York per dedicarsi alla fotografia e alle sperimentazioni, che traggono ispirazione dalla sua vita e dalla sottocultura metropolitana dentro la quale è immersa, tra sesso, alcool e droga.

A partire dalla seconda metà degli anni ’80, dopo la morte di numerosi amici, Nan Goldin decide di dedicarsi completamente all’arte. Si sposta in Europa, vive a Berlino, lavora a Napoli, inizia a viaggiare molto tra Occidente e Oriente, Bangkok, Manila, Tokyo. Collabora con numerosi artisti affermati, pubblica diversi libri ed espone i suoi lavori nei principali musei del mondo.

Nel 1996 il Whitney Museum di New York le dedica la sua prima grande retrospettiva, I’ll Be Your Mirror, sul suo sguardo diretto, specchio della società.
Nan Goldin ha vinto numerosi premi, sia cinematografici che di fotografia, ha ottenuto importanti committenze, ad esempio dal Musée du Louvre.