Modigliani e l'inquisizione

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Modigliani e l'inquisizione

 

Modigliani Amedeo 14

 Modigliani, Jean Hebuterne with large hat

 

"Io non so se quei dipinti di Modigliani siano falsi ,so che non sono autentiche le esperte che lo dicono".

Con questa frase Vittorio Sgarbi concludeva un suo articolo su " il Giornale" del 10 Gennaio. Il suo scritto è stato esaustivo e interessante e riferito all'episodio del sequestro dei venti dipinti a firma Modigliani esposti al Palazzo Ducale a Genova e ritenuti falsi.

Io non sono in grado di stabilire l'autenticità o meno però posso far notare ulteriori inesattezze da quanto riportano gli organi d'informazione. Uno degli argomenti a sostegno della falsità è riferito alle cornici non coeve ed in verità questo ha stupito anche alcuni giornalisti anche perchè non credo che Amedeo Modigliani abbellisse i suoi dipinti con chissà quali cornici, visto che fino a ieri si è detto che era povero in canna. Le analisi scientifiche sicuramente saranno state più credibili, d'altronde quelle esguite sulle famose sculture del Fosso Reale di Livorno ne avevano stabilito l'autenticità. A questo proposito, ogni volta che si accendono i riflettori su Modigliani salta fuori la vicenda livornese; ora vorrei far notare che quelle teste erano tre e che alcuni anni fa svariate reti nazionali ricordavano l'episodio sbagliando in primis il numero e quasi regolarmente gli autori. E così è avvenuto anche questa volta! Infatti le interviste sono state rivolte a quelli che allora erano dei ragazzi che avevano fatto uno scherzo realizzando una scultura. Ci siamo ancora di nuovo dimenticati che le altre due erano state scolpite da Angelo Froglia con un'operazione estremamente raffinata, provocatoria e soprattutto documentata. Infatti la stampa nazionale che, si dice accreditata, si dimentica proprio di Angelo Froglia attribuendo la scultura esclusivamente agli studenti e confondendo di nuovo il numero delle opere. Pensare invece che il Vernacoliere, giornale umoristico e sboccato, uscì con la locandina dove era scritto chiaramente che Modigliani aveva tre teste di pietra; credo che sbagliasse sul numero delle palle perchè gliene attribuiva sei di piombo.Voglio ricordare una dimenticanza inaccettabile perchè sul quotidiano nazionale la Stampa, Mario Spagnol per primo sollevò il dubbio che l'esecutore fosse Modigliani. In questo contesto di debole memoria dove in tanti vogliono essere i primi ad aver riconosciuto l'assenza della mano di Modigliani, devo dire tranquillamente che molti potevano notare questa assenza in quanto perfettamente informati dell'operazione del Froglia. La cosa che più mi stupisce è il metodo inquisitorio. La nostra Costituzione garantisce presunzione d'innocenza e i processi negli Stati civili garantiscono il diritto alla difesa; sul rogo le streghe ci andavano in base alle accuse almeno però con una difesa formale che in questo caso, secondo quello che riportano i media, non abbiamo avuto. Forse le opere sono veramente tutte false, però mi sarebbe piaciuto che intorno ai dipinti si fossero riuniti anche gli "avvocati" della difesa e un gruppo numeroso di specialisti. Inoltre non mi risulta che mai in casi di questo genere si sia sentito il parere di pittori nei quali io vedo una notevole competenza e sensibilità. I venti quadri in oggetto, sempre secondo i media, erano stati esposti in altre occasioni analoghe a questa e cioè in mostre museali, quindi non finalizzate alla vendita ed essendo almeno alcuni proprietà di collezionisti non vedo truffatori ma truffati.Ora questi collezionisti non hanno acquistato opere di poco valore economico ma dipinti milionari e quasi certamente ne avranno altri di valore simile. Mi sembra difficile che tutti si siano rivolti al medesimo esperto e che tutti questi consulenti siano o degli incompetenti o dei truffaldini; inoltre devo pensare che chi acquista queste opere magari non è esperto d'arte però è sicuramente miliardario e per rimanere tale lo vedo persona accorta. Quanto elencato non vuole essere una difesa dell'autenticità ma credo dimostri una successione di stranezze che saltano all'occhio e più che un caso intorno alla truffa mi sembra un caso psichiatrico. Ci sono pittori lenti quanto veloci nell'esecuzione. Ora tutti ci raccontano che Modigliani era velocissimo, disegnava in continuazione e dipingeva più opere al giorno. Per quanto morto giovane invito a fare un semplice calcolo aritmetico e quando sento dire un illustre critico che  le uniche opere di Amedeo sono quelle pubblicate ormai in un lontano passato, la sola riflessione che mi viene di consigliare è proprio un ripasso delle tabelline.

Comunque il continuo ripetersi di episodi del genere, non solo intorno a Modigliani, credo che non giovi non soltanto al nome dell'artista ma anche e ancor più a coloro che oggi dipingono e scolpiscono con serietà e bravura perché  il clima di diffidenza che logicamente si é diffuso non facilita certamente il loro mercato.

Gregorio Rossi