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NEGRI-CLEMENTI STUDIO LEGALE ASSOCIATO È STUDIO DELL’ANNO NELLA CATEGORIA DIRITTO DELL’ARTE

Giovedì 11 giugno 2020, all’ottava edizione dei IP & TMT Awards organizzata da Legalcommunity, il team arte di Negri-Clementi Studio Legale Associato è stato premiato per il terzo anno di seguito nella categoria Arte come miglior Studio dell’Anno nel diritto dell’Arte 2020.

Giovedì 11 giugno 2020, all’ottava edizione dei IP & TMT Awards organizzata da Legalcommunity, il team arte di Negri-Clementi Studio Legale Associato, sotto la guida dell’avv. Annapaola Negri-Clementi – socio fondatore e managing partner dello Studio –, è stato premiato per il terzo anno di seguito nella categoria Arte e, specificamente, come miglior Studio dell’Anno nel diritto dell’Arte 2020.

Negri-Clementi Studio Legale Associato si è distinto nella rosa dei cinque finalisti grazie a “un team fortemente specializzato nella materia, lo Studio è in assoluto il più segnalato sia dai peer che dagli operatori del mercato nell’area di attività dedicata all’Arte. ” Queste le motivazioni del premio, conferito da una selezionata giuria di esperti in materia.
La specializzazione nel diritto dell’Arte è uno dei tratti distintivi di Negri-Clementi, una boutique legale tra le prime in Italia a credere nelle potenzialità e nell’importanza di questa practice legale e a possedere un dipartimento interno specifico dedicato. Il motto dello Studio è “Appassionati d’arte, esperti di diritto”. Negri-Clementi in ambito Proprietà Intellettuale, nel 2019, ha fatto registrare il 40% dell’attività nell’area dedicata all’Arte.
Per la prima volta nella storia dei IP & TMT Awards, la premiazione si è svolta online con la partecipazione di oltre 350 professionisti del mondo IP e TMT per festeggiare le eccellenze del settore. A consegnare questo prestigioso riconoscimento all’avv. Annapaola Negri-Clementi e al suo team, è stato il direttore Nicola Di Molfetta insieme alla dottoressa Ilaria Musco, Head of Legal and Regulatory Affair di Dazn Italy.

L’Arte è un settore in cui lo Studio Legale Negri-Clementi è storicamente presente per passione e professione. L’Avv. Annapaola Negri-Clementi ha ritirato il premio con queste parole: “Devo assolutamente dire che è un premio che va allo Studio e, quindi, anche ai professionisti del team arte che in questo momento non sono qui.” Alla domanda quanto conta la passione nell’occuparsi di questa materia così peculiare l’avvocato chiarisce che “la passione conta molto, la passione per l’arte è un andare oltre i propri limiti e una ricerca costante di innovazione ed è la stessa passione che ci guida anche nelle altre aree del diritto di cui lo Studio si occupa.”

 

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FMAV Coming Soon incontra con Willie Doherty

 L'artista nordirlandese Willie Doherty sarà il protagonista del secondo appuntamento del calendario di live talk online con gli artisti e i curatori della prossima stagione di Fondazione Modena Arti Visive.

Giovedì 11 giugno 2020 alle ore 18, l'artista nordirlandese Willie Doherty sarà il protagonista del secondo appuntamento di FMAV Coming Soon, il calendario di live talk online con gli artisti e i curatori della prossima stagione di Fondazione Modena Arti Visive.

Iscrivendosi all'evento, il pubblico avrà accesso a un format particolare di webinar, attraverso cui potrà intervenire in diretta. Willie Doherty dialogherà con il curatore Daniele De Luigi e Anne Stewart, Senior Curator of Art dell'Ulster Museum di Belfast, a proposito della sua personale Where / Dove, tra le mostre di punta del programma espositivo 2020-2021 di Fondazione Modena Arti Visive.

Doherty è noto a livello internazionale per il suo lavoro fotografico e videoinstallativo, che ha avuto origine nella sua personale esperienza del conflitto nordirlandese vissuta a Derry, sua città natale, nota per essere stata lo scenario nel 1972 del drammatico “Bloody Sunday”. Nelle sue opere, l'artista affronta, in modo particolarmente acuto e tagliente, temi inerenti il terrorismo e le linee di frattura, tanto reali quanto percepite, che dividono gli individui e le comunità.

La mostra, co-prodotta insieme all’Ulster Museum con il sostegno del British Council, offre una panoramica della carriera di Doherty attraverso opere fotografiche e video focalizzate sul tema dei confini, dai primi lavori degli anni Ottanta fino a una nuova video installazione commissionata appositamente per l’occasione da Fondazione Modena Arti Visive in collaborazione con la Kerlin Gallery di Dublino.

FMAV Coming Soon | Prossimi appuntamenti

Giovedì 25 giugno, ore 18
Sergio Brancato in dialogo con Francesca Fontana ed Enrico Valbonesi
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Giovedì 9 luglio, 18
Quayola in dialogo con Daniele De Luigi
Con la partecipazione di Daniele Francesconi, direttore di festivalfilosofia di Modena
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Giovedì 23 luglio, ore 18
Mario Cresci in dialogo con Chiara Dall’Olio
Con la partecipazione di Martina Bagnoli, direttrice di Gallerie Estensi
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 Caroline Achaintre Louis Q. 2020

 Caroline Achaintre, Louis Q., 2020 

 

 "Permanente" la prima personale romana dell'artista Caroline Achaintre

 La Fondazione Giuliani è lieta di presentare "Permanente" la personale dell’artista francese Caroline Achaintre visibile dal 24 giugno fino al 10 ottobre.

Fondazione Giuliani è lieta di presentare dal 24 giugno fino al 10 ottobrePermanente, prima personale romana dell’artista francese Caroline Achaintre. La mostra fornisce uno spaccato della sua produzione artistica includendo arazzi trapuntati a mano, sculture in ceramica, disegni ad acquerello e opere in vimini. Per la mostra in Fondazione, Achaintre ha realizzato un’opera ex novo, Louis Q. (2020), un arazzo nato nel periodo trascorso dall’artista in lockdown a Londra. Questa sua ultima creazione trova ispirazione nell’emblematica maschera con il becco del medico della peste del 17 secolo che, in questo caso, perde però le sue caratteristiche tipicamente macabre impregnandosi dell’ironia tipica dello spirito carnevalesco.

Achaintre fonda le sue radici nell’Espressionismo e nel Primitivismo tedesco da cui si sviluppano alcune delle tematiche protagoniste della sua produzione. Le sue creazioni sono maschere deformate e profondamente legate alle collezioni etnografiche occidentali, richiamano il dualismo e ci accompagnano in una parata del carnevale dell’assurdo. La bellezza delle sue opere risiede nella distorsione, nel perturbante freudiano e nella coesistenza tra l’oscurità e la luce come parti complementari di un unico essere.

Se i grandi arazzi ci ipnotizzano principalmente per il loro spirito ludico, la qualità viscosa delle opere in ceramica ci seduce con eleganza attraverso i richiami più o meno espliciti al controverso mondo del fetish. Le opere in ceramica dalle superfici lucide e seducenti appaiono in contrasto con le opere trapuntate in lana decisamente più calde e familiari, creando una tensione che incoraggia lo spettatore a conversare con il cast di personaggi animati e poliedrici dell’artista. Le opere tessili, in particolare, incorporano molteplici personaggi che coesistono all’interno della trama colorata dei fili rievocando l’aspetto sciamanico e animista che collega omogeneamente la sua produzione artistica. I disegni a inchiostro e acquerello possiedono una natura figurativa e astratta che esplora l’interesse di Achaintre nei confronti dell’analisi psicologica dei test di Rorschach e degli inquietanti film di fantascienza e horror connessi all’estetica della musica heavy metal. La modalità in cui i lavori di Achaintre si caricano di umorismo, prendendo vita di fronte ai nostri occhi, viene accentuato anche dall’approccio dadaista utilizzato dall’artista per la scelta dei titoli delle sue opere che spesso nascono dallo stesso flusso di libere associazioni da cui prendono vita anche le sculture.

Permanente fornisce uno spaccato della produzione artistica di Caroline Achaintre, tra cui arazzi trapuntati a mano, sculture in ceramica, disegni e sculture in vimini. 

In accordo alle misure di distanziamento sociale non ci sarà un'inaugurazione in concomitanza all'apertura della personale. La Fondazione sarà lieta di accogliervi in occasione del ciclo di visite guidate che verranno organizzate durante il periodo della mostra.
Permanente è una coproduzione tra Fondazione Giuliani e il Museo Belvedere 21 di Vienna, il MO.CO Montpellier Contemporain e il CAPC di Bordeaux. Per la mostra in Fondazione si ringrazia la Fondazione Nuovi Mecenati.

Caroline Achaintre è nata a Toulouse, in Francia, nel 1969 e attualmente vive e lavora a Londra. Una selezione delle sue recenti mostre personali più rappresentative include: Permanent Wave, MO.CO Montpellier Contemporain (2019-2020), Dauerwelle/Permanent Wave, Belvedere 21, Vienna (2019), Fantômas, De La Warr Pavilion, Bexhill-on-Sea, UK (2018), Duo Infernal, Art: Concept, Parigi (2018), Dissolver, Dortmunder Kunstverein, Dortmund (2018), Scanner, Arcade Gallery, Londra (2018), Caroline Achaintre, FRAC Champagne-Ardenne, Reims (2017), Boo, c-o-m-p-o-s-i-t-e, Bruxelles (2016), Caroline Achaintre, BALTIC Centre for Contemporary Art, Gateshead, UK (2016), Caroline Achaintre, Art Now, Tate Britain, Londra (2015). Nel 2016 è stata artista residente alla Fondation Albert-Gleizes a Sablons in Francia, nel 2015 a Tokyo invitata dall’AIT in Giappone e nel 2014 presso il Camden Arts Centre di Londra.

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Paola Pivi, I wish I am fish, 2009 / stampa fotografica / 160x240 cm / photo: Hugo Glendinning / Coprodotto da Paola Pivi, Auckland Art Gallery Toi o Tamaki, Auckland, The Chartwell Trust, Auckland / Courtesy Galleria Massimo De Carlo, Milano, Galerie Emmanuel Perrotin, Paris-Miami

 

VIAGGI DA CAMERA alla FONDAZIONE NICOLA TRUSSARDI

Si conclude lunedì 1 giugno 2020 il progetto online per il sito e i social network della Fondazione. Dal 27 marzo, ogni giorno un diverso contributo realizzato da 67 artisti italiani.

Si conclude il prossimo lunedì 1 giugno Viaggi da camera, il progetto online della Fondazione Nicola Trussardi che per 67 giorni ha raccolto e distribuito quotidianamente immagini, video e testi, scelti da artisti invitati a raccontare il proprio spazio domestico e i loro viaggi immaginari durante il lockdown. Ogni giorno, dal 27 marzo 2020, è stato pubblicato un diverso contributo sul sito web e i canali social della Fondazione.

Ispirato al celebre romanzo settecentesco di Xavier De Maistre Viaggio intorno alla mia camera – scritto durante un soggiorno obbligato di 42 giorni in una stanza di Torino – Viaggi da camera ha invitato gli artisti ad aprire le porte delle loro stanze reali e immaginarie.

Negli anni molti artisti ci hanno insegnato a guardare gli spazi che ci circondano da nuovi punti di vista: da Giorgio Morandi, chiuso nel suo studio nel mezzo della Seconda Guerra Mondiale, a Marisa Merz, che nella sua casa di Torino ci spronava a guardare il mondo con gli occhi chiusi, che per lei erano "straordinariamente aperti", gli artisti hanno immaginato lo spazio domestico come un territorio aperto a infinite scoperte.

Nei due mesi di chiusura forzata in casa, Viaggi da camera ha stimolato a intraprendere nuovi viaggi all’interno del perimetro della propria stanza, per provare a scoprire nuove mappe della fantasia e nuovi punti di fuga.

La Fondazione Nicola Trussardi dedica il progetto Viaggi da camera alla memoria di Germano Celant e Nanda Vigo, due instancabili viaggiatori che ci hanno lasciato durante il periodo della quarantena.

Artisti (in ordine alfabetico): Valerio Ambiveri, Yuri Ancarani, Giorgio Andreotta Calò, Salvatore Arancio, Micol Assael, Atelier dell'Errore, Rosa Barba, Marco Basta, Marco Belfiore, Elisabetta Benassi, Carlo Benvenuto, Simone Berti, Irma Blank, Monica Bonvicini, Lupo Borgonovo, Paolo Bottarelli, Letizia Cariello, Valerio Carrubba, Maurizio Cattelan, Matilde Cerruti Quara, Andrea Contin, Mario Cresci, Ra di Martino, Patrizio Di Massimo, Linda Fregni Nagler, Giuseppe Gabellone, Alberto Garutti, Francesco Gennari, Genuardi/Ruta, Massimo Grimaldi, Paolo Icaro, Emilio Isgrò, Luisa Lambri, Armin Linke, Marcello Maloberti, Domenico Antonio Mancini, Domenico Mangano & Marieke van Rooy, Diego Marcon, Eva Marisaldi, MASBEDO, Marzia Migliora, Valerio Nicolai, Adrian Paci, Giulio Paolini, Giuseppe Penone, Diego Perrone, Gabriele Picco, Paola Pivi, Farid Rahimi, Pietro Roccasalva, Antonio Rovaldi, Sven Sachsalber, Andrea Sala, Carolina Sandretto, Marinella Senatore, Elisa Sighicelli, Priscilla Tea, Grazia Toderi, Federico Tosi, Patrick Tuttofuoco, Franco Vaccari, Grazia Varisco, Nico Vascellari, Francesco Vezzoli, Nanda Vigo, Luca Vitone, Lorenzo Vitturi.

 

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 Peacock di Ren Hang - lo scatto iconico del grande fotografo cinese diventa un filtro Instagram

 Lo scatto iconico del grande fotografo cinese diventa un filtro Instagram.

Il Centro Pecci di Prato lancia il progetto digitale in occasione della mostra NUDI a cura di Cristiana Perrella, prima personale in Italia dedicata al geniale artista scomparso tragicamente nel 2017. La mostra sarà aperta fino al 23 agosto 2020.

Con la mostra Nudi a cura di Cristiana Perrella, il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta per la prima volta in Italia una selezione di 90 fotografie dell’acclamato fotografo e poeta cinese Ren Hang (1987- 2017).

In occasione della mostra attraverso opere provenienti da importanti collezioni internazionali, approfondisce quella ricerca su corpo, identità, sessualità e rapporto uomo-natura che ha reso l’artista famoso in tutto il mondo - il museo presenta anche un inedito progetto digitale: un filtro Instagram ispirato a una delle fotografie più note e iconiche di Ren Hang: Peacock (pavone).

 

Il filtro Instagram utilizza il pavone come oggetto di scena, permettendo agli utenti di ritrarsi nella stessa posizione della modella dello scatto originale. Immerso in un’atmosfera fiabesca ed evocativa ognuno ha la possibilità di diventare protagonista della fotografia più celebre di Ren Hang: un omaggio dallo spirito ludico che il Centro Pecci rende a questo artista geniale tragicamente scomparso a nemmeno trent’anni per contribuire a far conoscere ancor di più in modo trasversale la sua opera e la sua ricerca.

 

Il filtro si trova direttamente sul profilo Instagram del Centro Pecci.

 

 

https://instagram.com/centropecci?igshid=h1n7yd5oz5o4

 

 

 

 KENRO IZU Requiem for Pompei

Kenro Izu, Pompei, Casa del Menandro, 2016 © Kenro Izu. Courtesy Fondazione di Modena - Fondazione Modena Arti Visive

 

KENRO IZU - Requiem for Pompei

Riapre sabato 30 maggio a ingresso libero la mostra di Kenro Izu.

Dal 30 maggio al 2 giugno, e per ogni fine settimana fino al 28 giugno, si potrà tornare a visitare la mostra del fotografo giapponese Kenro Izu, chiusa dallo scorso 8 marzo per l'emergenza sanitaria negli spazi del MATA di Modena. Al loro interno riapre anche il bookshop di Fondazione Modena Arti Visive, con una selezione di cataloghi – molti dei quali rari e firmati – edizioni limitate e gadget.

Fondazione Modena Arti Visive è felice di annunciare la riapertura di Requiem for Pompei, mostra personale di Kenro Izu (Osaka, 1949), che era rimasta chiusa dallo scorso 8 marzo causa emergenza sanitaria.

A partire da sabato 30 maggio a martedì 2 giugno e ogni sabato e domenica fino al 28 giugno, le sale del MATA accoglieranno nuovamente i visitatori, che potranno visitare, a ingresso libero, l'esposizione curata da Chiara Dall'Olio e Daniele De Luigi, composta da 55 fotografie inedite, donate dall’artista giapponese alla Fondazione di Modena, frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C.

La riapertura della mostra avviene applicando le prescrizioni di sicurezza, con una capienza massima di 10 persone e mascherina obbligatoria.

Il fascino esercitato dalle vestigia delle antiche civiltà, ha portato Kenro Izu a realizzare delle serie di immagini all’interno dei siti archeologici più importanti e conosciuti al mondo, dall’Egitto alla Cambogia, dall’Indonesia all’India, dal Tibet alla Siria.

A Modena l'artista presenta Requiem for Pompei, un progetto iniziato nel 2015, in collaborazione con Fondazione Fotografia Modena, dedicato alla città campana distrutta dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. e sepolta sotto la cenere e i lapilli. Gli scavi archeologici hanno restituito non solo gli edifici, ma anche le forme esatte dei corpi degli abitanti nel momento della morte, grazie ai calchi eseguiti sui vuoti che essi hanno lasciato sotto la coltre pietrificata.

L’esposizione propone una selezione di 55 immagini inedite, donate da Kenro Izu alla Fondazione di Modena, scattate tra le rovine di Pompei, dove l'artista ha collocato, con un poetico gesto di pietà, le copie dei calchi originali dei corpi che spiccano come bianche sagome umane.

L’intenzione di Kenro Izu non è quella di documentare i resti di Pompei, quanto di trasmettere il carattere sospeso fra meraviglia e distruzione che proviene dalle rovine, insistendo sull’idea di quanto è rimasto, il giorno dopo l’eruzione del Vesuvio.

 

Kenro Izu. Requiem for Pompei

FMAV - MATA

Informazioni (in orario di mostra)

Tel. +39 059 4270657 | www.fmav.org