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 Leopoldo Metlicovitz: Il ragno azzurro, 1916, cromolitografia su carta, 206 x 145 cm. Museo Nazionale Collezione Salce, Treviso

 

 

METLICOVITZ. L'arte del desiderio Manifesti di un pioniere della pubblicità

A lui la città di Trieste dedica, nel 150° anniversario della nascita, la prima grande retrospettiva monografica.

150 anni fa nasceva a Trieste Leopoldo Metlicovitz, uno dei maestri assoluti del cartellonismo italiano. È lui l’autore di decine di manifesti memorabili, dedicati a prodotti commerciali e industriali, ma anche a grandi eventi come l'Esposizione internazionale di Milano del 1906, a famose opere liriche (Madama Butterfly, Manon Lescaut, Turandot) e a film dell'epoca del muto (primo fra tutti Cabiria, storico precursore del kolossal).
Assieme ad artisti quali Hohenstein, Laskoff, Terzi e al più giovane concittadino Marcello Dudovich, Metlicovitz (che di quest'ultimo fu il "maestro") operò per decenni alle Officine Grafiche Ricordi di Milano, dopo un avvio come pittore paesaggista nella città natale e un apprendistato come litografo (professione ereditata dal padre) in uno stabilimento grafico di Udine.
Fu proprio grazie all'intuito di Giulio Ricordi, che Metlicovitz poté esplicare, dagli ultimi anni dell'Ottocento, tutte le proprie potenzialità espressive, non solo come grande esperto dell'arte cromolitografica, ma pure come disegnatore e inventore di quegli "avvisi figurati" (così chiamati allora) che, affissi a muri e palizzate, mutarono il volto delle città con il loro vivace cromatismo, segnando anche in Italia la nascita di quell'arte della pubblicità sintonizzata su quanto il "modernismo" internazionale andava proponendo nelle arti applicate sotto i vari nomi di Jugendstil, Modern Style, Art Nouveau, Liberty.

A lui la città di Trieste dedica, nel 150° anniversario della nascita, la prima grande retrospettiva monografica. Con il titolo “Metlicovitz. L'arte del desiderio. Manifesti di un pioniere della pubblicità”, resterà allestita al Civico Museo Revoltella e al Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl” dal 16 dicembre 2018 al 17 marzo 2019, per poi passare al Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso dal 6 aprile al 18 agosto 2019.
La mostra è promossa e realizzata dal Comune di Trieste - Assessorato alla Cultura, Sport e Giovani - Area Scuola, Educazione, Cultura e Sport - Servizio Musei e Biblioteche in collaborazione con il Ministero dei Beni e delle Attività Culturali - Polo Museale del Veneto - Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso e con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia.
La rassegna è curata dallo storico dell’arte e scrittore Roberto Curci e diretta da Laura Carlini Fanfogna, direttrice del Servizio Musei e Biblioteche, e da Marta Mazza, direttrice del Museo Nazionale Collezione Salce.
Nella grande monografica rivive l'intero arco della produzione dell'artista. Le opere esposte, 73 manifesti (alcuni di dimensioni “giganti”), tre dipinti e una ricca selezione di "grafica minore" (cartoline, copertine di riviste, spartiti musicali ecc.), saranno organizzate in otto sezioni espositive, sette delle quali ospitate presso il Civico Museo Revoltella e una – la sezione dedicata ai manifesti teatrali per opere e operette – nella Sala Attilio Selva al pianterreno di Palazzo Gopcevich, sede del Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl".
Le opere provengono per la gran parte dal Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso (68 manifesti), oltre che dalle collezioni civiche (Civico Museo Revoltella e Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl") e da raccolte private.
“La produzione cartellonistica di Metlicovitz, così come quella dell'amico Dudovich, fu – sottolinea Roberto Curci – particolarmente intensa negli anni precedenti la Grande Guerra, con la creazione di autentici capolavori rimasti a lungo nella memoria visiva degli italiani e a tutt'oggi largamente citati e riprodotti in ogni studio sull'evoluzione del messaggio pubblicitario del Novecento. A questo eccellente artista, caratterialmente schivo ed estraneo ad ogni mondanità, alle prove – affascinanti per verve ed eleganza stilistica – da lui devolute sia a realtà commerciali come i popolari Grandi Magazzini napoletani dei Fratelli Mele sia all'universo musicale e teatrale, spiritualmente a lui congeniale (conoscente di Verdi, fu amico soprattutto di Puccini), è dedicata questa mostra che si propone di rappresentare il "tutto Metlicovitz”, straordinario cartellonista, certo, ma anche eccellente pittore ed efficace grafico e illustratore”.

La mostra è corredata da un raffinato catalogo, a cura di Roberto Curci e Marta Mazza (Lineadacqua Edizioni).


Info e prenotazioni:
Civico Museo Revoltella - Galleria d'Arte Moderna
Biglietteria/Informazioni
via Diaz 27
+ 39 040 675 4350
www.museorevoltella.it

Civico Museo Teatrale "Carlo Schmidl"
Sala Attilio Selva
Biglietteria/Informazioni
via Rossini 4
+ 39 040 675 4039
www.museoschmidl.it

orari
La mostra sarà visitabile negli orari di apertura dei due musei.

Civico Museo Revoltella - Galleria d'Arte Moderna
via Diaz 27
tutti i giorni 9-19 (martedì chiuso)

Civico Museo Teatrale “Carlo Schmidl”
Sala Attilio Selva
via Rossini 4
tutti i giorni 10-17

 

 

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Giovanni Gastel: Fabbri Fashion

 

 13 ANNI E UN SECOLO – FOTOGRAFIA. Premio Fabbri per l’arte sesta Edizione

Per la nuova edizione del Premio Fabbri, diciannove fotografi italiani tra i maggiori hanno puntato i loro obiettivi sull'Amarena, il mitico, centenario prodotto dell'azienda bolognese.

Per la nuova edizione del Premio Fabbri, diciannove fotografi italiani tra i maggiori hanno puntato i loro obiettivi sull'Amarena, il mitico, centenario prodotto dell'azienda bolognese. Un marchio, quello dell'Amarena Fabbri, che nel campo del food è la goloseria che unisce generazioni e Paesi.
A riunirli per interpretare Amarena Fabbri è stato Nino Migliori, fotografo anch'egli di grande tradizione e artista a tutto tondo, che con Fabbri ha una lunga consuetudine: è stato, in gioventù, un collaboratore dell'azienda ed ha partecipato alla prima edizione del Premio Fabbri risultando tra i vincitori.

"E' la prima volta che il Premio Fabbri, assegnato con cadenza triennale, sceglie in modo specifico la fotografia. Scultura e pittura avevano fatto da padrone in tutte le precedenti edizioni. Una scelta - afferma Nicola Fabbri, amministratore delegato della Fabbri - che trova ragione nella sempre maggiore internazionalità del nostro marchio, oggi presente in più di 100 nazioni nei 5 continenti. Il linguaggio della fotografia appare oggi più "universale" di quello, pur assoluto, dell'arte. Già in questa edizione vantiamo autori di provenienza o respiro internazionale per cogliere le visioni originali, diverse, sicuramente stimolanti che vogliamo far emergere dalle sensibilità di ciascun territorio".

Per questa edizione Nino Migliori ha selezionato esattamente 19 maestri della fotografia, proponendo accanto ad interpreti di lunga fama, altri più giovani, di sicura qualità e livello. Ecco, in rigoroso ordine alfabetico, i loro nomi: Angelo Anzalone, Linda Bertazza, Paola Binante, Massimiliano Camellini, Silvio Canini, Alessia De Montis, Vincenza De Nigris, Franco Fontana, Giovani Gastel, Piero Gemelli, Mataro da Vergato, Stefano Mazzali, Brigitte Niedermair, Joe Oppedisano, Pierpaolo Pagano, Gianni Pezzani, Stefano Scheda, Pio Tarantini, Rui Wu.
Le loro personalissime interpretazioni di Amarena saranno protagoniste di una mostra dedicata negli spazi, davvero prestigiosi, della Pinacoteca Nazionale di Bologna. 13 anni e un secolo - Fotografia, questo il titolo della sesta edizione del Premio Fabbri, si potrà ammirare a Palazzo Pepoli Campogrande dal 7 dicembre al 13 gennaio 2019 (apertura al pubblico dalle 9.00 alle 19.00, lunedì escluso - ingresso libero).


 

 

 

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Ultima abitazione di Pollak in Palazzo Odescalchi, evidenziati a colori 3 quadri giunti nelle raccolte capitoline dopo la morte dell'archeologo

 

 

Ludwig Pollak. Archeologo e mercante d’arte

Le opere in mostra ripercorrono la storia professionale e personale del grande collezionista: dalle sue origini nel ghetto di Praga, agli anni d'oro del collezionismo internazionale, alla tragica fine nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

Ludwig Pollak. Archeologo e mercante d’arte (Praga 1868 – Auschwitz 1943) Gli anni d'oro del collezionismo internazionale. Da Giovanni Barracco a Sigmund Freud in mostra dal 5 dicembre 2018 al 5 maggio 2019

Saranno presenti: Luca Bergamo, Vicesindaco con delega alla Crescita culturale Riccardo Di Segni, Rabbino Capo della Comunità Ebraica di Roma Ruth Dureghello, Presidente della Comunità Ebraica di Roma Claudio Parisi Presicce, Sovrintendente Capitolino ai Beni Culturali ad interim Orietta Rossini, Responsabile Museo di Scultura Antica Giovanni Barracco Giovanni Ascarelli, Assessore al Museo Ebraico di Roma Olga Melasecchi, Direttore del Museo Ebraico di Roma.

Le opere in mostra, al Museo Barracco e al Museo Ebraico di Roma, ripercorrono la storia professionale e personale del grande collezionista: dalle sue origini nel ghetto di Praga, agli anni d'oro del collezionismo internazionale, alla tragica fine nel campo di sterminio di Auschwitz-Birkenau.

 

 

 

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 G. Colombo, Ugo Mulas e Gae Aulenti nel box della scrittura, mostra Olivetti formes et recherche, Parigi, Musée des Arts Décoratifs, 20 novembre 1969 – 1 gennaio 1970, Associazione Archivio Storico Olivetti, Ivrea.

 

Olivetti formes et recherche, una mostra internazionale

Oltre 70 fotografie provenienti dall’Associazione Archivio Storico Olivetti offrono la possibilità di raccontare l’ormai leggendaria esposizione nelle sue diverse tappe, attraverso servizi fotografici di grandi maestri.

CAMERA - Centro Italiano per la Fotografia e l’Associazione Archivio Storico Olivetti presentano la mostra 1969. Olivetti formes et recherche, una mostra internazionale, una selezione di fotografie dell’omonima mostra che la Società Olivetti organizzò nel novembre del 1969 a Parigi, che proseguì a Barcellona, Madrid, Edimburgo e Londra, per concludersi infine a Tokyo nell’ottobre 1971.

A cinquant’anni anni dalla prima esposizione, la mostra odierna -, curata da Barbara Bergaglio e Marcella Turchetti e aperta al pubblico in Project Room a CAMERA dal 6 dicembre 2018 al 24 febbraio 2019 - , ricostruisce e restituisce non soltanto i contenuti di quella storica mostra, curata dall’architetto Gae Aulenti, ma anche la storia dei personaggi che gravitavano dentro e intorno alla società Olivetti e a quella cultura: da Giorgio Soavi a Lord Snowdon, da Ettore Sottsass a Mario Bellini, da Renzo Zorzi a Italo Calvino.

Oltre 70 fotografie provenienti dall’Associazione Archivio Storico Olivetti offrono la possibilità di raccontare l’ormai leggendaria esposizione nelle sue diverse tappe, attraverso servizi fotografici di grandi maestri: da Ugo Mulas per l’edizione parigina, ad Alberto Fioravanti e Giorgio Colombo per Madrid e Barcellona, a Tim Street-Porter a Londra. Ulteriori documenti di approfondimento arricchiscono il racconto per immagini: il filmato per la regia di Philippe Charliat, con commento di Riccardo Felicioli, che è un vero e proprio viaggio di scoperta attraverso una città buia e misteriosa, dove Gae Aulenti guida il visitatore all’incontro con la Olivetti; il catalogo con testi di Giovanni Giudici  - un anti-catalogo se inteso nel senso tradizionale del termine - che costituisce la chiave di interpretazione dei linguaggi e delle tecniche compositive che sono state approntate nel progetto dell’esposizione; il manifesto della mostra ideato da Clino T. Castelli, che ridisegna un nuovo e diverso uomo vitruviano generatore di una varietà di movimenti e forme, distante da soluzioni standard definitive.

La mostra a CAMERA si sviluppa attraverso le immagini originali dell’Archivio di Ivrea con l’obiettivo, oltre che di rievocare la stagione effervescente e dinamica di quegli anni, anche di proporre un pensiero che, con incredibile e ancora attualissima modernità, coniugava arte, industria, design, produzione e creazione di valore, a partire dal mondo del lavoro.
L’esposizione costituisce, quindi, anche un’occasione unica per il pubblico di conoscere un grande modello di impresa responsabile, la cui “immagine” è portavoce della cultura creativa più avanzata del tempo e oggi riconosciuta come patrimonio dell’UNESCO.
La mostra, nella primavera del 2019, sarà trasferita ad Ivrea, negli spazi del Museo Civico “P.A. Garda”.


INFORMAZIONI
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia
Via delle Rosine 18, 10123 - Torino www.camera.to |Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Facebook/ @CameraTorino
Instagram/ camera_torino
Twitter/ @Camera_Torino #CAMERAtorino

Orari di apertura (Ultimo ingresso, 30 minuti prima della chiusura)
Lunedì, Mercoledì, Venerdì, Sabato, Domenica 11.00 - 19.00
Giovedì 11.00 - 21.00
Martedì chiuso

 

 

 

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 Palestra Visconti all’Arci Bellezza di Milano

 

VS. CRAVAN

 La mostra viene presentata in occasione dei cent’anni dalla scomparsa dell’artista-pugile Arthur Cravan e in concomitanza con il cinquantesimo anniversario della sede della palestra di boxe che fu "La Lombarda".

Giovedì 29 novembre 2018  dalle ore 18.00, alla Palestra Visconti dell’ARCI Bellezza di Milano, si terrà l’inaugurazione del progetto VS. CRAVAN, a cura di Elisabetta Longari – con il patrocinio del Comune di Milano – dedicato al rapporto tra pugilato e arte. La mostra rimarrà aperta del 30 novembre - 6 dicembre 2018.

VS. CRAVAN viene presentato in occasione dei cent’anni dalla scomparsa dell’artista-pugile Arthur Cravan e in concomitanza con il cinquantesimo anniversario della sede della palestra di boxe che fu La Lombarda, dove Luchino Visconti girò Rocco e i suoi fratelli, ora Palestra Visconti, al Circolo ARCI Bellezza, storico luogo di ritrovo popolare milanese.

La serata vedrà l’opening della mostra VS. CRAVAN, a cura di Elisabetta Longari, con opere di Ivo Bonacorsi, Petr Bystrov, Mimmo Capurso, Luigi Castiglioni, Gianluigi Colin, Andrea Contin, Nino Crociani, Franko B, Cesare Fullone, Andrea Galvani, Omar Hassan, Elena Kovylina, Mimmo Lombezzi, Antonio Marras, Paul Pfeiffer, Camilla Rocchi, Michael Rotondi, Riiko Sakkinen, Arianna Summo, Giovanni Testori e Maria Cristina Vimercati, che resterà aperta fino al 6 dicembre.

Seguirà una conversazione su Arthur Cravan e sul rapporto tra arte e boxe con l’Assessore alla Cultura del Comune di Milano Filippo Del Corno, la curatrice Elisabetta Longari, il presidente dell’ARCI Bellezza Maso Notarianni, il pugile e scrittore Fabio Pennetta, il critico d’arte Michele Robecchi e l’artista Ivo Bonacorsi.  

La serata proseguirà con un’esibizione di Patrizio Fariselli, pianista solista e tastierista degli AREA, al pianoforte che fu del mitico locale milanese Capolinea e che ora, ritrovato e restaurato, è tornato a nuova vita nella Palestra Visconti del Bellezza.

A concludere, la proiezione gratuita di Rocco e i suoi fratelli di Luchino Visconti, significativamente proiettato nei medesimi luoghi in cui fu girato.

Sulle orme della leggenda di Arthur Cravan – poeta e boxeur venerato dai Dadaisti e dai Surrealisti di cui cade quest’anno il centenario della misteriosa scomparsa – VS. CRAVAN ruota attorno a una serie di eventi di diversa natura, tra cui performance, dibattito, musica, cinema e opere d’arte di artisti contemporanei e del passato, che troveranno la loro collocazione ideale negli spazi della palestra dell'ex Pugilistica Lombarda, ora Palestra Visconti, al Circolo ARCI Bellezza di Milano, dove Luchino Visconti girò nel 1960 le scene di boxe del film Rocco e i suoi fratelli ispirandosi alla raccolta Il ponte della Ghisolfa di Giovanni Testori, scrittore e artista presente anche in mostra con uno dei suoi dipinti dedicati al pugilato.

Ad aprire la serata del 29 novembre sarà la performance VERSUS di Andrea Contin: un incontro di pugilato con tre pugili della Boxe Popolare, gruppo sportivo con finalità sociali vicino all’ARCI Bellezza, i quali si affronteranno in un “tutti contro tutti” con lo stesso Contin come ring announcer e Michele Robecchi come arbitro. Dopo essere stata presentata nel 2002 alla galleria Artericambi di Verona, che oggi mette a disposizione il ring, a Circuit a Losanna nel 2003 e alla Factory Art di Berlino nel 2012, la Versus trova oggi il suo ideale compimento nella perfetta cornice della Palestra Visconti. 

Questo momento dal vivo si pone in dialogo con le altre opere della mostra: la ricostruzione parziale attraverso qualche traccia (sacco griffato, disegni e videoproiezioni) della performance che il 5 ottobre del 2005 Ivo Bonacorsi dedicò ad Arthur Cravan; Left Left Right, azione sportivo-musicale dalla forte e attualissima valenza politica di Petr Bystrov; le foto della Palestra Visconti quand’era Pugilistica Lombarda di Mimmo Capurso; alcuni mitici manifesti sui grandi incontri degli anni Settanta di Luigi Castiglioni; l’omaggio a Primo Carnera – unico campione del mondo italiano dei pesi massimi della storia – del suo conterraneo friulano Gianluigi Colin; uno dei molti dipinti dedicati da Nino Crociani alla boxe; la metafora del sangue e del latte nella proiezione della performance di Franko B; le dolorose apparizioni di Cesare Fullone; l’evocativa documentazione in sovrapposizioni fotografiche di Versus di Andrea Galvani; il monumento alla boxe dell’artista-pugile Omar Hassan; la documentazione video della potente performance Boxing – azione simbolica e cruenta sulle differenze di genere – di Elena Kovylina; i graffianti e ruvidi pugili di Mimmo Lombezzi; le raffinate visioni di Antonio Marras; le inquietanti sparizioni della videoinstallazione di Paul Pfeiffer; i frammenti di un discorso amoroso sul ring di Camilla Rocchi; la visione fluida e materica delle tele di Michael Rotondi; i brillanti e impegnati disegni di Riiko Sakkinen; il trailer di Boxe populaire di Arianna Summo; i celebri corpi di pugili dipinti da Giovanni Testori; la testimonianza fotografica ricca di pathos dei luoghi della boxe di Maria Cristina Vimercati.

Come VS. CRAVAN è qualcosa di più di una semplice mostra d’arte, in quanto testimonia il nesso profondo tra boxe, arte e vita, allo stesso modo il volume che accompagnerà il progetto è abbastanza lontano dal catalogo standard, non assomiglierà a una pubblicazione classica bensì avrà il sapore di una fanzine ciclostilata e autoprodotta, che conterrà documenti di diverso tipo come ristampe di foto antiche, testi del passato e appunti di lavoro degli artisti coinvolti, oltre alle riproduzioni delle opere esposte.

Si ringraziano il Comune di Milano per il patrocinio, BIG Broker Insurance Group / CiaccioArte, gli artisti partecipanti, i relatori, i pugili della Boxe Popolare, Simone Falso per le riprese e le fotografie di VERSUS, Gaetano Castellini Curiel per il supporto, Carla Conti, Giò Marconi, Massimo Minini, Francesco Pandian della galleria Artericambi di Verona, Andrea Sassi della galleria Dispari & Dispari di Berlino, Valentina Tortorella e Alain Toubas della Compagnia del Disegno per i prestiti delle opere in mostra.

La mostra è dedicata a Stefano Cucchi, che amava la boxe.