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Mazzon Fantasie colorate 1949 Coll. Maria CERNUSCHI GHIRINGHELLI. 421x590 Copia

Mazzon, Fantasie colorate, 1949. Coll. Maria CERNUSCHI GHIRINGHELLI 

 

Una visione astratta

Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli in esposizione al museo MAN di Nuoro

L'esposizione sarà visibile presso il MAN di Nuoro dal 1 dicembre fino al 25 febbraio 2018. La mostra è a cura di Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati, in collaborazione con il Museo d’Arte Contemporanea di Villa Croce, Genova“Una visione astratta. Opere dalla Collezione Maria Cernuschi Ghiringhelli” si propone di presentare al pubblico il cuore di questa collezione privata, rappresentativa di un momento storico e artistico fondamentale, ma anche specchio di storie, scelte, pulsioni e sentimenti personali della sua artefice.

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata una figura unica nel panorama dell’arte italiana tra le due guerre. Considerata la “musa astratta” di Carlo Belli e Osvaldo Licini, all’inizio del 1930 divenne un’appassionata sostenitrice dell’arte astratta italiana e internazionale, riuscendo a intercettare le proposte più innovative con una grande autonomia di giudizio. Una Peggy Guggenheim italiana, capace di intrattenere solidi rapporti con gli artisti, anche quelli più giovani e non ancora affermati, poiché ciò che più le interessava era “seguire e se possibile incoraggiare, gli sviluppi di un tipo di ricerca artistica in cui credevo”. 

Partendo da alcuni opere chiave dell’astrattismo italiano degli anni Trenta, passando per le ricerche percettiviste e preconcettuali degli anni Sessanta, fino all’arte Optical e la Nuova Pittura degli anni Settanta e Ottanta, la mostra, a cura di Ilaria Bonacossa e Francesca Serrati, ripercorre la storia della collezione - conservata presso il Museo di Villa Croce a Genova - dialogando con alcuni dei principali movimenti artistici e autori del Novecento italiano. 

L’incontro di Maria Cernuschi con l’arte si deve al marito Gino Ghiringhelli, artista e proprietario della galleria milanese “Il Milione”, luogo fondamentale per la promozione dell’arte astratta in Italia. Tra il 1934 e il 1935 la galleria presenta il lavoro di artisti quali Kandinsky, Vordemberge-Gildewart, Albers, Fontana, Licini, Melotti ed è il primo spazio espositivo a ospitare opere di Soldati, Radice, Rho e Veronesi. Nel 1933 la Galleria aveva supportato la pubblicazione di Kn, saggio di critica d’arte di Carlo Belli, dedicato proprio a Maria Cernuschi Ghiringhelli, e definito da Kandinsky “il vangelo dell’arte astratta”. 

Nel 1940, anno della separazione dal marito, Maria Cernuschi inizia ad acquistare una serie di quadri che diventano testimonianza di una nuova fase della sua vita, rappresentando, più che una scelta documentaria, una spinta sentimentale che la porta a definire la propria raccolta non come una collezione razionale, ma più semplicemente come la “sua” collezione (“i miei quadri”). Nel 1950, stanca dell’ambiente milanese, si trasferisce in Liguria, dove respira un clima nuovo, culturalmente vivo, grazie alla presenza di un nutrito gruppo di artisti attivi soprattutto presso le fabbriche di ceramica di Albisola.

A partire dal 1965 gli acquisti si fanno sempre più frequenti e le scelte più rigorose.  I criteri di acquisizione abbandonano la sfera privata e si orientano sempre più verso il tentativo di documentare in maniera organica gli esiti della ricerca artistica contemporanea, soprattutto italiana, nell’ambito dell’astrazione. Una scelta che, negli anni Settanta, trova un elemento di specificità nell’attenzione alla ricerca portata avanti nel contesto ligure. 

Maria Cernuschi Ghiringhelli è stata capace di cogliere gli elementi di novità nella produzione artistica del suo tempo senza attenderne la consacrazione da parte della critica o del mercato, come testimoniano le date – tutte precoci -  dei lavori di Piero Manzoni, di cui in mostra è possibile vedere uno dei primi Achrome, di Agostino Bonalumi, di Lucio Fontana, di Osvaldo Licini, di Gino Ghiringhelli di Bruno Munari e di numerosi altri autori. Una lungimiranza nelle scelte affiancata e supportata dallo stretto e mai interrotto rapporto con le generazioni artistiche attive prima della guerra, ed in particolare proprio Melotti, Soldati, Munari e Fontana. 

Se l’interesse di una collezione privata lo si può ricondurre soprattutto alla sua originalità, alla sua “differenza” dalle altre, dettata da una visione, da incontri e da esperienze personali, quella di Maria Cernuschi può essere senza dubbio considerata una delle collezioni italiane più interessanti del Novecento. 

 

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Michele Ciacciofera - Emisferi Sud

La mostra, a cura di Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, sarà visibile dal 1 dicembre fino al 25 febbraio 2018 presso il museo MAN di Nuoro

Partendo da un approccio antropologico, la ricerca di Ciacciofera ruota attorno all’universo del Mediterraneo concentrandosi su tematiche riconducibili ai suoi luoghi d’origine - la Sardegna e la Sicilia in particolare – che l’artista rilegge nel loro aspetto storico e culturale, politico e sociale, attraverso l’uso di differenti media artistici che spaziano dalla pittura alla scultura, dal disegno all’installazione e al suono. 

Il progetto realizzato per il Museo MAN ha come tema di fondo la dimensione sociale e culturale, storica e attuale, del macrocosmo mediterraneo. Un mare i cui popoli hanno da sempre tessuto relazioni di ogni tipo, dando vita a un amalgama di etnie, linguaggi, sapori, leggende e tradizioni. Culla di civiltà millenarie, luogo di transiti, di scambi commerciali e culturali, ma anche di guerre e di conflitti, così come oggi di migrazioni e naufragi, il Mediterraneo diventa, nella visione dell’artista, metafora di un nuovo umanesimo per la creazione di valori sociali, politici e culturali alternativi. 

In particolare Emisferi Sud è la sintesi di due progetti Janas code e The Density of the Transparent Wind, recentemente presentati alla 57ma Biennale di Venezia e a dOCUMENTA 14 di Kassel e Atene. Il primo, in cui la dimensione dell’arcaico e del contemporaneo trovano un punto di incontro, è il frutto di una ricerca sulle Domus de Janas, grotte di epoca neolitica rese leggendarie nella tradizione popolare e letteraria sarda, che l’artista concettualmente sintetizza e reinterpreta. 

Il secondo, l’installazione sonora realizzata in occasione di dOCUMENTA 14, rimanda invece all’attività dei pescatori in Sicilia, al loro rapporto con la natura e soprattutto alla dimensione solidale che caratterizza la loro vita anche rispetto alle grandi criticità del mondo contemporaneo e del Mediterraneo in particolare. Le riflessioni sul mare e sulle attività umane correlate a esso vengono in questo lavoro analizzate attraverso un prisma antropologico, tramite registrazioni di voci, rumori e suoni che, manipolati digitalmente e ritmicamente, danno esito a una composizione astratta capace di raccontare la complessa esperienza del mare e della convivenza attraverso il lavoro. 

Per la mostra al MAN Ciacciofera presenterà due installazioni inedite facenti parte dei suddetti progetti che sintetizzano e convogliano su un unico piano di lettura le due diverse ricerche, nell’intento di aprire a una riflessione complessiva sulla storia del Mediterraneo e dei suoi confini. 

A questi due lavori sarà affiancata una terza installazione, dal titolo Life Swing, concepita appositamente per la mostra Emisferi Sud e in particolare per lo spazio verticale che, attraverso le scale, separa i piani del museo. L’altalena, su cui dondola il libro La questione sarda di Antonio Gramsci, rappresenta una metafora dell’oscillazione nel tempo e nello spazio del pensiero umano, un gioco magico che contempla il rapporto tra la vita e la morte, tra l’origine, il presente e il futuro.

Michele Ciacciofera (Nuoro, 1969) vive e lavora a Parigi. Dopo la formazione in scienze politiche, antropologia e sociologia a Palermo ha frequentato lo studio di Giovanni Antonio Sulas a Nuoro. Ha partecipato a numerose esposizioni in Italia e all’estero, sia collettive che personali, tra le quali, in tempi recenti, la 57° Biennale d’Arte di Venezia, Viva Arte Viva, Venezia 2017, dOCUMENTA 14, Learning from Athens, Kassel/Atene 2017, Enchanted Nature, Revisited, CAFA Museum, Pechino 2016, Nel Mezzo del Mezzo, Museo Riso, Palermo 2015, What we call love – from Surrealism to now, IMMA Museum, Dublino 2015, I hate the indifferent, Summerhall, Edinburgo 2014, Odio gli indifferenti, Palazzo Montalto, Siracusa 2014.

 

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Museo del Novecento e Fondazione Furla presentano ALEXANDRA BACHZETSIS

Private: Wear a mask when you talk to me 29 e 30 novembre 2017 presso la Sala Fontana, Museo del Novecento, Milano. Secondo appuntamento di FURLA SERIES #01 Time after Time, Space after Space a cura di Bruna Roccasalva e Vincenzo de Bellis

 

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THOMAS DE FALCO - NATURE

Dal 30 novembre 2017 - 2 gennaio 2018 presso la Triennale di Milano

Triennale Design Museum presenta Nature, mostra personale di Thomas De Falco. In questa occasione l’artista espone per la prima volta una vasta e completa selezione dei propri lavori. Si tratta di opere che spaziano dall’arazzo bidimensionale all’arazzo scultoreo, dalla scultura tessile alla scultura tessile su tela.

Formatosi presso la Scuola Superiore d’Arte Applicata del Castello Sforzesco di Milano, De Falco racchiude la propria ricerca scultorea in una particolare e personalissima tecnica tessile, il wrapping, che consiste nell’avvolgere attorno ad un’anima di materia tessile, dell’altra materia tessile fino a creare forme che ricordano quelle delle radici degli alberi. Attraverso questa tecnica, l’elemento naturale, alla base degli studi e delle ricerche dell’artista, è infatti tramutato nelle forme scultoree della materia tessile abilmente intrecciata da De Falco.

A evidenziare lo stretto rapporto che lega l’artista con la natura saranno esposti i quaderni personali di De Falco nei quali l’artista cuce le foglie appena staccate dagli alberi su supporto cartaceo realizzando, in questo modo, tessiture studiate in punti precisi che consentano il movimento e quindi il processo di trasformazione della foglia. È proprio grazie all’intervento sulla natura prima, e attraverso la trasmutazione in intreccio del filo poi, che l’artista agisce sulla dinamica di maturazione della natura “congelando” ed “imprigionando” la materia in un blocco scultoreo.

In occasione dell’inaugurazione della mostra, De Falco realizzerà una performance e installazione tessile dal titolo Intricacy, pensata appositamente per interagire con gli spazi della Triennale di Milano. Come nel libro Le Petit Ami di Paul Léautaud, pubblicato nel 1903, che affronta il tema della madre come “regina assente”, De Falco sembra concepire la figura materna, nelle sue più eterogenee accezioni, nelle forme scultoree di una grande madre-albero costituito da più di 500 metri lineari di materia tessile.

I performer, inizialmente isolati e immobili, rigorosamente a occhi chiusi, modificheranno lo stato iniziale fino a compattarsi in un “grande abbraccio” consolatorio che metaforicamente ci riporta alle tragedie sociali con le quali siamo purtroppo abituati a confrontarci quotidianamente. Un abbraccio in cui i soggetti sembrano fortificarsi e che assomiglia, o almeno sostituisce, quello di una “madre assente” che come “natura matrigna” si abbatte sull’umanità contemporanea. Dai loro corpi incastonati nel blocco scultoreo si estenderanno grandi radici di wrapping che si espanderanno nell’ambiente circostante collegando mani, piedi e capelli alla struttura architettonica dello spazio espositivo. Sebbene la materia tessile sia parte “fisica” principale dell’installazione, la reale protagonista del progetto è la performance, mezzo che l’artista usa per “dare vita e parola alla materia”. La performance, della durata di 90 minuti, sarà accompagnata da un commento musicale, composto appositamente da De Falco.

Intricacy Performance e installazione tessile

29 novembre 2017, ore 18.30

Performer:

Mercedes Alves

Jem Perucchini 

Ilaria Lazzarini

Olivier Langhendires

Olivia Salvadori – soprano, operatic solo performer, experimental recording artist

Musicista:

Elio Marchesini 

 

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FRAMMENTAZIONI

Dal 1 dicembre – 20 dicembre 2017 presso Villa Blanc - Roma a cura del Collettivo Curatoriale LUISS Master of Art

“Il tempo, nella sua modernità, ha scardinato ogni narrazione unitaria costringendoci ad una visione frammentaria e precaria. Insomma, come diceva Shakespeare nell’Amleto, il tempo è uscito dai suo cardini”. Achille Bonito Oliva

Gli artisti: Marco Bagnoli, Nanni Balestrini, Marcella Campagnano, Aron Demetz, Baldo Diodato, Giovanni Ferrario, Sidival Fila, Andrea Galvani, Silvia Giambrone, Francesco Irnem, Francesca Leone, Felice Levini, Giulio Paolini, Francesca Piovesan, Michelangelo Pistoletto, Fiorella Rizzo, Anna Scalfi Eghenter.

Il Collettivo Curatoriale composto dagli studenti della VII edizione del LUISS Master of Art – Master Universitario di I Livello, sotto la guida di Achille Bonito Oliva (Responsabile scientifico del Master), presenta la mostra FRAMMENTAZIONI. L’esposizione, organizzata e sostenuta dal LUISS Creative Business Center, si svolge dall’1 al 20 dicembre, nella suggestiva cornice di Villa Blanc.

Il progetto si propone di offrire un’ampia panoramica sulla tematica della frammentazione come fenomeno dell’attualità artistica, culturale e sociale e allo stesso tempo di restituire l’idea di frammento come parte della realtà contemporanea, invitando ad una riflessione estetica, teorica e filosofica.

Le opere e gli artisti scelti, tramite un personale percorso poetico, hanno dato un’immagine all’idea di frammentazione, attraverso una ricerca trasversale composta da molteplici linguaggi in un confronto tra diverse generazioni. Saranno presenti produzioni originali, fra cui l’omaggio dell’artista concettuale Giulio Paolini Senza titolo - Studio per la mostra “LUISS Master of Art”, creato appositamente per “Frammentazioni” e l’opera Porzione di Villa Blanc 2017 di Baldo Diodato, realizzata nel giardino della villa durante il vernissage in una performance insieme al musicista Antonio Caggiano.

In mostra anche le opere di Alessio Barchitta, Elena Mazzi e Leonardo Petrucci finalisti della seconda edizione del Premio Internazionale Generazione Contemporanea, istituito da LUISS Creative Business Center per promuovere l’arte contemporanea, sostenere gli artisti under 35 e dare vita alla collezione permanente dell’Università LUISS Guido Carli.

La mostra si svolge a Villa Blanc, prestigioso edificio storico di fine ‘800 e nuova sede della LUISS Business School. Il sito è composto dal corpo della villa, da sei edifici minori, dalle serre e da un parco. Il percorso espositivo, a sua volta “frammentato” si articola nei diversi spazi interni ed esterni.

Gli studenti del LUISS Master of Art hanno curato tutti i processi progettuali e organizzativi della mostra, dal concept alla scelta degli artisti, gli allestimenti, la comunicazione e il catalogo.

“Frammentazione fa riferimento alla libertà artistica, alla creatività, all’espressività e alle sue tante forme di linguaggio. È questo che vogliamo dire con Frammentazioni, una collettiva con un fil rouge aperto, che rappresenta l’autonomia dell’arte, l’espressione creativa senza schemi predefiniti”.

Il Collettivo Curatoriale è composto da: Silvia Amato, Giulia Maria Belli, Riccardo Brunetti, Benedetta Celsa, Floriana D’Agostino, Lavinia Della Bruna, Maria Immacolata Dunia, Silvia Federici, Federica Fiorino, Francesco Gambatesa, Ginevra Isolabella Della Croce, Anna Kessler, Valentina La Serra, Chiara Martra, Giulia Olivetti, Simona Pace, Rachele Paradiso, Maria Anna Perri, Valentina Poli, Cecilia Sacerdoni, Anna Sigot, Alessia Simonetti, Claudia Staccioli, Silvia Tranchina, Isabella Vallelunga, Veronica Vasta.