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Bio esseri di Pino Guzzonato. Metafora dell’evoluzione tra natura e arte 


Opere che consentono di ripercorrere la lunga carriera di Pino Guzzonato, dalle prime espressioni artistiche ispirate e nate dalla natura, fino all’ultima creazione: i bio esseri meditati e giunti a compimento nel periodo della pandemia.


Fondazione Benetton Studi Ricerche / Ca’ Scarpa organizza la mostra Bio esseri di Pino Guzzonato. Metafora dell’evoluzione tra natura e arte, dedicata all’artista Pino Guzzonato, scultore, pittore, disegnatore, incisore di fama internazionale, per la prima volta a Treviso con questa esposizione, a cura di J.K. Mauro Pierconti, aperta fino a domenica 10 dicembre 2023, negli spazi di Ca’ Scarpa.

In esposizione 150 opere che consentono di ripercorrere la lunga carriera di Pino Guzzonato, dalle prime espressioni artistiche ispirate e nate dalla natura, fino all’ultima creazione: i bio esseri meditati e giunti a compimento nel periodo della pandemia.

«L’isolamento imposto dal Covid» spiega J.K. Mauro Pierconti «ha portato a maturazione in Pino Guzzonato di forme e immagini che poi, in modo quasi frenetico, si sono materializzate in una serie di piccole statue d’argento e pietre colorate dalla forma “curiosa”, che l’artista ha chiamato bio esseri, e che vogliono ricordarci che la Natura è sempre in grado di produrre nuove forme di vita, anche in seguito alle crisi più gravi e con essa noi stessi perché, in quegli anni, tutti abbiamo covato dentro di noi qualcosa, che ci rappresenta e che chiede di uscire, forse per trasformarsi in qualcosa di diverso, secondo un processo che seguirà le leggi della metamorfosi naturale. Come ricorda Telmo Pievani nel testo che accompagna il catalogo della mostra: “è affascinante pensare che esistano dimensioni del possibile che il reale non ha ancora esplorato”, e noi, al pari della Natura – madre e produttrice per eccellenza – possiamo immaginare e quindi creare molte nuove possibilità del reale, dando una consistenza diversa a questo mondo in continua trasformazione. I bio esseri, quindi, sono una rappresentazione della vita che si rinnova attraverso forme ibride, miste, in-transizione, magari non perfettamente compiute, ma comunque portatrici di una novità governata dalla pura immaginazione».

La mostra, articolata in quattro sezioni corrispondenti ai quattro piani di Ca’ Scarpa, offre una panoramica completa del lungo percorso fatto dall’artista verso la creazione di questi bio esseri, a partire dalle prime opere, nate dal mondo naturale, per passare poi a quelle di carta, che ne hanno consolidato la fama, come i libri realizzati in esemplare unico con alcuni poeti e scrittori, tra cui Andrea Zanzotto, Mario Rigoni Stern, Fernando Bandini, Luigi Meneghello, e come le forme animali, sia reali che di fantasia, estremamente variegate.

Al pianoterra, nella prima sezione, una serie di opere varie, giusta introduzione al mondo naturale di Guzzonato, non solo per i temi ma anche per i materiali utilizzati: oltre alla carta, i metalli, la pietra, il feltro, i tessuti.

Opere dalle dimensioni diverse, da quelle in pietra più contenute e compatte, a quelle letteralmente smisurate in feltro e tessuto. Un paesaggio “alla Guzzonato”, dunque, vario e sorprendente. Già a questo piano il visitatore potrà notare come gli stessi pannelli espositivi siano un’opera artigianale unica, fatti da Guzzonato con la sua carta e stampati a mano.

Al primo piano, la seconda sezione, Natura e poesia, che condurrà nel profondo della ricerca naturalistica dell’artista, come stanno a dimostrare le decine di copertine in carta artigianale che portano impresse le forme di cortecce d’albero e legni antichi lavorati; ogni copertina reca l’impronta di un albero o di un legno diverso, tutti provenienti da un unico ambiente, quello veneto. Così come veneti sono i poeti e gli scrittori che, con Pino Guzzonato, hanno realizzato libri rari in copia unica sul tema della natura: ancora gli alberi, gli animali.

Ritroviamo così, tra le foglie stampate da Guzzonato in larghi fogli, le poesie di Andrea Zanzotto oppure i testi di Mario Rigoni Stern su varie specie di alberi, che iniziano ricordando le parole di Bernardo di Chiaravalle: «Troverai più nei boschi che nei libri». Per questo, forse, hanno realizzato un libro che aderisce il più possibile alla materia naturale dei boschi: nelle forme disegnate, nella consistenza e nella rugosità della carta, nel suo spessore che va ben oltre la superficie squadrata e liscia a cui siamo abituati.

La vicinanza alla natura – un senso di prossimità pressoché assoluto che l’artista vive – ha condotto anche alla nascita di varie forme animali. Si giunge così alla terza sezione della mostra, Verso i bio esseri, con opere ancora di carta: disegnate, stampate con svariatissimi tipi di animali, sia reali che di fantasia.

Gli immancabili coccodrilli, per i quali Guzzonato nutre una fascinazione/ossessione continua, e poi i gechi, le api, le formiche che si trovano fianco a fianco con strani esseri alati, multiforme e ibridi che in modo sempre più insistito popolano le sue sculture e le sue carte, dalle filigrane alle carte postali, fino agli innumerevoli fogli sciolti la cui produzione continua ancora oggi.

I bio esseri, nati sulla carta, si sono poi ulteriormente trasformati fino a dare origine alla serie in argento e pietre colorate che troviamo nella quarta e ultima sezione della mostra: 57 statuette ospitate in una teca appositamente disegnata da Tobia Scarpa.

La mostra sarà accompagnata da un catalogo, edito da Marsilio Editori, con uno scritto di Telmo Pievani sulla variegata natura dei bio esseri, e altri testi di Tobia Scarpa, Anna Villari e Francesco Bonsembiante; e sarà affiancata da una serie di attività collaterali dedicate ai bambini, alle famiglie e alle scuole, ispirate al tema dell’esposizione e alla natura delle opere, e ideate e organizzate da Fondazione Benetton Studi Ricerche, insieme ad alcune associazioni di volontariato trevigiane. In particolare, saranno proposti, sabato 11 e domenica 26 novembre, un gioco per bambini e famiglie, volto a scovare i bio esseri nascosti nelle vie e nelle piazze della città, in collaborazione con Orienteering Treviso ASD, e, nel corso del periodo espositivo, laboratori d’arte per le scuole, in collaborazione con Fondazione di Culto e Religione Piccolo Rifugio Onlus di San Donà di Piave.

Questa mostra inaugura a Ca’ Scarpa un nuovo filone di esposizioni, che prende il nome di “Collezioni dal territorio”, ovvero artisti, raccolte, patrimoni culturali dell’area veneta messi in mostra per essere offerti, conosciuti, valorizzati.