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"Deep Blossom”: mostra a Roma di Ingar Krauss 


Gli spazi dello showroom Gaggenau DesignElementi di Roma ospitano le nature morte di Krauss che rappresentano una filosofia di vita, un richiamo a riconoscere la profondità, la magia, la sacralità delle piccole cose.


 

“E’ solo un fiore?” Gaggenau, in collaborazione con Cramum, presenta “Deep Blossom”, personale di Ingar Krauss.

Con "DEEP BLOSSOM" lo storico brand di lusso Gaggenau offre al pubblico l'opportunità di immergersi nelle nature morte che hanno reso celebre Krauss a livello internazionale. Le opere esposte, scatti analogici stampati in bianco e nero, sono trattate con l'antica tecnica fiamminga della velatura a olio e sono custodite in teche lignee create dallo stesso artista. Il risultato è un'immagine a colori tridimensionale, quasi scultorea, ma al contempo eterea, che non può che incantare lo spettatore, invitandolo a riscoprire con meraviglia ciò che lo circonda: i protagonisti del sogno catturato da Krauss sono semplici fiori provenienti dal giardino della sua casa in campagna al confine con la Polonia, diventata il rifugio dell'artista dopo il clamore del successo del Leica Prix vinto nel 2004.

In questo spazio suggestivo, nel cuore di Roma, il programma culturale promosso da Gaggenau e Cramum continua a esplorare la bellezza intrinseca nella materia raccontata dai più innovativi artisti al mondo. Le immagini essenziali, raffinate e sospese di Krauss si integrano armoniosamente con gli elementi minimali di design di Gaggenau, trasformando lo spazio in un'oasi di serenità al di là del tempo e del rumore urbano.

Ingar Krauss, fotografo autodidatta nato nella Berlino Est, continua a sorprendere con la potenza e l'intensità delle sue immagini. Il percorso espositivo "Deep Blossom" pone al centro la luce, utilizzando i fiori come pretesto per esplorare la complessità e la “profondità” della realtà circostante, enfatizzata da una luce sempre radente. La tecnica della velatura, ispirata dalla pittura fiamminga e da Caravaggio, conferisce alle immagini un'unicità tridimensionale quasi materica.

Nel mondo sovraffollato del grande formato della fotografia contemporanea, Krauss difende la bellezza del "piccolo", sottolineando la concentrazione di densità che si adatta perfettamente ai soggetti ritratti e li rispetta. La sua fotografia va oltre il mero trasferimento di immagini su carta; rappresenta l'essenza stessa dell'artista di fronte all'obiettivo, un regista che guida i fiori come attori su un palco.

Come spiega il curatore, Sabino Maria Frassà, "Questa mostra coglie uno degli elementi fondamentali dell’arte di Ingar Krauss: il suo modo di guardare e condividere una visione alternativa del mondo: siamo sicuri di star guardando un semplice fiore? Le nature morte di Krauss rappresentano, infatti, una filosofia di vita, un richiamo a riconoscere la "profondità", la magia e la “sacralità” delle piccole cose. Di fronte a queste immagini, abbandoniamo ogni tentativo di interpretazione razionale del reale e ci lasciamo trasportare in una meravigliosa fioritura di emozioni al di là del tempo e dello spazio. È la magia dell’arte più autentica, creata non per il mercato, ma per una necessità: questa nuova materia fatta di luce, natura e immagine è la voce di un artista tanto schivo e riservato quanto immenso nella capacità di portare avanti la fotografia nella contemporaneità."

Dal 22 febbraio al 24 luglio 2024
lunedì-venerdì ore 10:30 - 13:00 / 15:30 - 19:00

Gaggenau DesignElementi
Lungotevere de’ Cenci 4, Roma

 



 

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Installation views della mostra La Société des spectacles alla Fondation Pernod Ricard, Paris, 2024. Foto Léa Guintrand. Courtesy Ulla von Brandenburg e Farah Atassi © ADAGP.

 

XNL Piacenza | le opere nate in XNL esposte in istituzioni italiane e straniere 


XNL arte è onorata di comunicare il raggiungimento dei primi obiettivi a medio termine volti al posizionamento di Piacenza nella geografia dell’arte contemporanea italiana e internazionale.


Dopo un anno di attività espositiva, XNL arte è onorata di comunicare il raggiungimento dei primi obiettivi a medio termine volti al posizionamento di Piacenza nella geografia dell’arte contemporanea italiana e internazionale.

Il sistema di relazioni nate dalla felice collaborazione con gli artisti e le artiste protagoniste dei progetti della stagione 2022-2023, ha permesso all’istituzione di dialogare con importanti musei e fondazioni italiane e straniere regalando a Piacenza e al suo territorio un nuovo storytelling legato alle arti contemporanee.

In modo particolare, sono le opere di Francesco Simeti, Massimo Grimaldi e Ulla von Brandenburg ad aver viaggiato rispettivamente nelle sedi del Museo d’Arte Orientale di Torino, del MAMbo di Bologna e della Fondation Ricard di Parigi.

Come un limone lunare, opera prodotta in occasione della omonima mostra di Francesco Simeti per XNL Piacenza nel settembre del 2022, è per prima stata riallestita nelle sale del MAO, il Museo d’arte Orientale di Torino, in occasione della mostra Buddha10 reloaded

www.maotorino.it/it/evento/buddha10-reloaded

È di questi giorni l’inaugurazione a Parigi negli spazi della Fondation Ricard dell’esposizione intitolata, La societè des spectacles dove l’installazione realizzata da Ulla von Brandenburg per la mostra Sul vestito lei ha un corpo a XNL Piacenza, è stata riallestita e accoglie i visitatori avvolgendoli in un unico spazio composto di film, pittura e scultura.

Attraverso il film La fenêtre s’ouvre comme une orange (2022) [The Window Opens Like an Orange] von Brandenburg, come accaduto a Piacenza, riattiva a Parigi i fantasmi di figure femminili della modernità, come Sonia Delaunay e i suoi abiti creati simultaneamente nel 1913.

www.fondation-pernod-ricard.com/en/exhibition/la-societe-des-spectacles

Anche l’opera Translucent Island, realizzata da Massimo Grimaldi in occasione della mostra Sul Guardare – Atto I° / Massimo Grimaldi (XNL Piacenza, 2023), ha proseguito il suo cammino ed è stata esposta al MAMbo di Bologna in occasione del progetto Massimo Grimaldi. Lucent Islands, in cui le tre “isole lucenti” dell’artista, sono state riunite e presentate in un’unica sequenza nel foyer dell’istituzione. Insieme all’opera esposta a Piacenza, sono state allestite Iridescent Island, esposta nel 2022 nella personale tenuta dell'artista da ZERO..., Milano, e Opalescent Island che, dopo aver vinto il Premio Collezione Enea Righi in occasione di Arte Fiera 2023, entra a far parte della collezione permanente del MAMbo.

XNL Piacenza e la direttrice di XNL Arte Paola Nicolin desiderano rivolgere profonda gratitudine agli artisti e alle istituzioni coinvolte per i progetti condivisi in questo primo appassionante anno di attività.

 



 

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Reality: Optional Miaz Brothers con i Maestri del XX secolo 


Un progetto espositivo concettuale in cui il loro approccio sperimentale alla ritrattistica si confronta per la prima volta in diretta con i grandi Maestri del Novecento presenti nella collezione d’arte pubblica della GAM.


I MIAZ BROTHERS, i fratelli Roberto (1965) e Renato (1968), da anni impegnati sul tema della percezione e sulla relazione fra realtà e immaginazione, approdano alla Galleria d’Arte Moderna, dal 24 febbraio al 26 maggio 2024, con Reality: Optional. Miaz Brothers con i Maestri del XX secolo, un progetto espositivo concettuale in cui il loro approccio sperimentale alla ritrattistica si confronta per la prima volta in diretta con i grandi Maestri del Novecento presenti nella collezione d’arte pubblica della GAM.

Accanto a una selezione di capolavori della collezione permanente scelti in accordo con il curatore del museo – Giacomo Balla, Filippo de Pisis, Renato Guttuso, Carlo Levi, Mario Mafai, Giorgio Morandi, Auguste Rodin, Mario Sironi ed altri – i due artisti esporranno alcune loro personalissime versioni dei dipinti individuati, insieme ad altre opere inedite in cui i soggetti originari sono riprodotti completamente fuori fuoco. In un mondo in cui la tecnologia insegue l’alta definizione delle immagini e veniamo continuamente stimolati da visioni preconfezionate, i Miaz Brothers daranno vita, ponendosi anche in polemica culturale con l’attualità, a soggetti enigmatici, mai del tutto definibili, con lo scopo di creare un rapporto di continuità estetica e comunicativa tra il loro segno contemporaneo e lo stile delle opere originarie.

Sarà lo spettatore a dover tentare di dare una definizione completa delle immagini attraverso la propria memoria e la propria immaginazione. Il suo intervento attivo costituirà l’elemento essenziale di una mostra costruita sul tema, oggi molto sentito e dibattuto, della Post-verità / Post-truth, un termine ampiamente affrontato e sviluppato in questi ultimi anni attraverso il quale si sono definite quelle notizie che, seppur false, vengono credute vere da un numero significativo di persone chiamate a valutarle sulla base delle proprie emozioni e pregiudizi, senza dare credito a fatti e dati oggettivi, improvvisamente privati del loro significato e della loro importanza. 

La mostra è promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, in collaborazione con Wunderkammern. Organizzazione di Zètema Progetto Cultura e Wunderkammern. A cura di Claudio Crescentini e Wunderkammern. Sponsor tecnico: BIG – Broker Insurance Group. Catalogo: Silvana Editoriale.

 



 

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GRAB THE CITY 


Progetto nato dalla collaborazione scientifica tra la stessa Galleria Nazionale e il Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP) della Sapienza Università di Roma.


La Galleria Nazionale d’Arte Moderna e Contemporanea presenta la mostra GRAB THE CITY, visibile dal 22 febbraio fino al 1 aprile 2024. È un progetto nato dalla collaborazione scientifica tra la stessa Galleria Nazionale e il Dipartimento di Architettura e Progetto (DiAP) della Sapienza Università di Roma. La mostra, curata congiuntamente da Alessandra Capuano con Alfonso Giancotti, Anna Giovannelli e Daniele Frediani del DiAP, e da Giovanna Coltelli e Valeria Lupo, con l’Ufficio Mostre, della Galleria Nazionale, si ispira al GRAB, Grande Raccordo Anulare delle Biciclette: un vasto anello ciclopedonale di quasi 50 Km che attraversa la capitale. Il progetto del GRAB, che a nove anni dall’ideazione sta giungendo con Roma Servizi per la Mobilità all’imminente apertura dei cantieri, ha preso avvio su iniziativa di VeloLove e si è sviluppato grazie a un interessante processo partecipativo della cittadinanza.

L’esposizione offre una lettura inedita e multiculturale della città di Roma, presentando la pista ciclabile quale dispositivo sostenibile di percezione, fruizione e trasformazione di una città meravigliosa, talvolta inattesa o nascosta. Opere di pittura, scultura, grafica e fotografia, accanto a mappe, progetti e modelli di architettura, organizzati in cinque percorsi tematici – Memorie, Corpi, Nature, Immaginari, Comunità – illustrano le potenzialità del GRAB offrendo un affascinante viaggio storico, artistico, scientifico e antropologico attraverso monumenti e parchi, borgate e acquedotti, quartieri neorealisti e necropoli, oasi urbane e fiumi. Le sezioni Città per Anelli e Visioni sono dedicate rispettivamente alla forma della città storica e alla sua visione futura.

La mostra è promossa da VeloLove, Legambiente e dal Touring Club Italiano e gode del patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e di Roma Capitale. 

 



 

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Al Museo d’Arte Contemporanea di Lissone Alice Ronchi presenta AMAMI ANCORA


Per l’occasione Alice Ronchi presenta un nuovo intervento, accanto a importanti lavori storici, ad altri inediti e ad alcuni rimasti per anni nel suo studio che entrano in dialogo con quelli della collezione del MAC. 


" Amami Ancora" è la prima mostra personale in un’istituzione museale di Alice Ronchi presso il MAC | Museo di Arte Contemporanea di Lissone.
La mostra occupa tutti i quattro piani del museo e apre il nuovo programma espositivo triennale che pone il MAC come centro di ricerca e di sperimentazione capace di dare voce ad artisti contemporanei che, con le loro opere, entrano in dialogo con i lavori presenti nella collezione permanente, acquisite durante lo storico Premio Lissone, in particolare tra il 1946 e il 1967, quando la città fu luogo significativo a livello internazionale per la documentazione della ricerca artistica europea.

Per l’occasione Alice Ronchi presenta un nuovo intervento, accanto a importanti lavori storici, ad altri inediti e ad alcuni rimasti per anni nel suo studio che entrano in dialogo con quelli della collezione del MAC di figure quali Claude Bellegarde, Cheval-Bertrand, Peter Brüning, Giorgio De Chirico, Piero Dorazio, Gino Meloni, Achille Perilli, Mario Schifano, Eugenio Tomiolo e altri. Il titolo, Amami Ancora, richiama la necessità delle opere di vivere e di uscire dalla nostalgia che le racchiude nei depositi, per essere nuovamente apprezzate e riscoperte.

La mostra sarà visitabile fino al 19 Maggio 2024.