NEWS
 
 
 

QM Logo 

 

 



art week

 Artena, Live Artena, Artena Italia. Foto Francesca Iovene.

 

Platea | Palazzo Galeano presenta la programmazione espositiva 2022 iniziando con ALBERONERO “Penso Pianura”

Iniziativa di un gruppo di amici appassionati di arte e architettura, con l’obiettivo comune di sostenere i giovani talenti e la produzione artisticasul territorio lodigiano.

Platea | Palazzo Galeano, l’associazione culturale nata nel 2020 a Lodi dall’iniziativa di un gruppo di amici appassionati di arte e architettura, con l’obiettivo comune di sostenere i giovani talenti e la produzione artistica sul territorio lodigiano con un orizzonte internazionale, si affaccia al nuovo anno con una programmazioneintensa e ambiziosa.

Composto da sette esposizioni, il calendario 2022 include le personali di Alberonero “PensoPianura”, Luca Trevisani “Notes for dried and living bodies in Corso Umberto” e Fabio Roncato, quest’ultima a cura di Gaspare Luigi Marcone, e una nuova edizione del palinsesto espositivo dedicato a giovani emergenti.

Maria Vittoria Cavazzana, Alessandro Manfrin, Deborah Martino e Marco Sgarbossa, ex studenti di Luca Trevisani presso l’Università IUAV di Venezia, esporranno dopo di lui e saranno ciascuno protagonista di unproprio momento espositivo costruito in dialogo costante con Trevisani, con il supporto curatoriale di Giulia Menegale.

La programmazione così concepita da Platea si fonda su alcune tematiche portanti che proseguono con coerenza la ricerca avviata con la prima stagione espositiva: l’attenzione alla dimensione naturale come luogo di riflessione identitaria ma anche come materia generatrice di segni, la filosofia, l’indagine sulle forme di coabitazione tra gli esseri viventi e i modi di vivere, le relazioni tra natura/cultura/artificio. A inaugurare la programmazione espositiva 2022 è Alberonero, artista di origini lodigiane e curriculum internazionale, classe 1991. Dal 16 gennaio al 26 marzo 2022 Alberonero prende possesso degli spazi di Platea con un’installazione site-specific dal titolo “Penso Pianura” che fonde elementi naturali a un paesaggio immaginario artificiale. In ottemperanza alle nuove misure di contenimento della pandemia da Covid-19, la mostra “Penso Pianura” aprirà regolarmente al pubblico rendendo l’opera visibile su strada secondo lo spirito e la mission di Platea, tuttavia l’opening su strada, che normalmente anima lo svelamento della vetrina in un momento di festa econdivisione collettiva, è rimandato a data da definirsi.

Platea riafferma con convinzione la volontà di proseguire il suo impegno nella presentazione e promozione delle migliori esperienze artistiche emergenti non rinunciando a offrire allo sguardo dei passanti la possibilità discoprire il lavoro di Alberonero, giovane artista lodigiano che per la prima volta espone nella sua città presentando un lavoro pensato appositamente per inserirsi nel paesaggio urbano e abitare in maniera inedita la vetrina espositiva di Palazzo Galeano. L’opera di Alberonero per Platea si pone come la restituzione visiva di una riflessione più ampia sul luogo in cui ciascun essere umano vive e cresce, la percezione di un confine immaginato dove la pianura prende forma attraverso elementi specifici della campagna. L’orizzonte si traccia attraverso il colore – una fonte inesauribile diricerca e sperimentazione per l’artista - che divide in due lo spazio facendosi paesaggio sempre in divenire. La linea è rappresentata dal tralcio di vite che idealmente include l’osservatore: le persone sono come i rami che siespandono oltre lo spazio espositivo.

Con il proseguo di questa avventura, Platea | Palazzo Galeano si propone di dare impulso a un nuovo ecosistemarelazionale in città, basato sulla condivisione di valori culturali ed estetici, invitando il pubblico e la cittadinanzaalla partecipazione attraverso formule diverse di mecenatismo, al fine di rafforzare il senso di comunità eresponsabilità civile.

Il progetto Platea | Palazzo Galeano è realizzato anche grazie al supporto del main partner Ferrari Giovanni Industria Casearia Spa e ai partner tecnici Solux Led Lighting Technology e Verspieren Broker di Assicurazione.

 



art week

Cover della 9° edizione del Premio Cramum realizzata a partire dall'opera "Panem et Circenses di Fulvio Morella".

 

"La caduta ovvero Cadere in alto" Presentato il bando del 9° premio Cramum

I nomi dei 10 artisti famosi fuori concorso.

SCARICA IL BANDO

La presentazione a Milano del multiplo d'artista FIAT LUX di Fulvio Morella è stata l'occasione per la presentazione della nuova edizione del Premio Cramum 2022. Cramum ha perciò annunciato l'apertura del bando della nona edizione del Premio Cramum per giovani artisti, che si terrà a Milano dal 10 al 17 settembre 2022. Il direttore del Premio, Sabino Maria Frassà, ha presentato questa edizione ricordando che: "In questi anni ci è sembrato venir meno il terreno su cui camminavamo, le certezze e i punti di riferimento. L'arte non può che riflettere su questo tema e perciò la nuova edizione del Premio Cramum sarà dedicata alla rilettura critica del romanzo di Albert Camus: "La Caduta". Cosa significa cadere? E se riuscissimo a cadere in alto?".

Il bando si chiuderà il 13 aprile e darà la possibilità a 10 giovani artisti finalisti (under 40) non solo di partecipare al Premio, ma anche di avere le proprie opere esposte in mostra al fianco di 10 artisti di fama internazionale. Quest'anno i 10 artisti invitati fuori concorso sono: Letizia Cariello, Stefano Cescon (vincitore premio Cramum precedente edizione), Park Eun Sun (Corea), Franco Fontana, Franco Guerzoni, Peggy Kliafa (Grecia), H.H. Lim (Cina), Franco Mazzucchelli, Fulvio Morella e Luca Pignatelli. Il vincitore/trice vince un percorso di pubblicazioni e mostre che si concluderà con la possibilità di realizzare una mostra site-specific presso lo Studio Museo Francesco Messina di Milano, storico main partner del Premio.

La nona edizione del premio Cramum è resa possibile grazie alla collaborazione con l'Istituto Confucio Università degli Studi di Milano e al supporto dell'artista Fulvio Morella che donerà il ricavato di tutti i 50 multipli FIAT LUX (in cioccolato e braille, realizzati insieme al maître chocolatier Guido Castagna) a Cramum. Per maggiori informazioni sul multiplo scrivere a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

La giuria che valuterà gli artisti finalisti è composta oltre che dagli artisti fuori concorso da noti giornalisti, collezionisti, galleristi ed esperti del settore: Marzia Apice, Valentina Ardia, Elsa Barbieri, Loredana Barillaro, Giorgia Basili, Giulia Biafore, Ettore Buganza, Cristiana Campanini, Valeria Cerabolini, Jacqueline Ceresoli, Carolina Conforti, Stefano Contini, Camilla Delpero, Riccardo Fausone, Chiara Ferella Falda, Raffaella Ferrari, Antonio Frassà, Maria Fratelli, Rosella Ghezzi, Pier Luigi Gibelli, Luca Gibello, Luca Gracis, Riccarda Grasselli Contini, Alice Ioffrida, Maddalena Labricciosa, Angela Madesani, Achille Mauri, Marco Miglio, Fabio Muggia, Annapaola Negri-Clementi, Antonella Palladino, Arianna Panarella, Rischa Paterlini, Ilenia e Bruno Paneghini, Federico Pazzagli, Fulvia Ramogida, Iolanda Ratti, Francois-Laurent Renet, Giulia Ronchi, Elisabetta Roncati, Alessandro Scarano, Massimiliano Tonelli, Francesca Tribò, Patrizia Varone, Nicla Vassallo, Giorgio Zanchetti, Emanuela Zanon.

Cramum ringrazia tutti i giurati per la loro generosità e dedizione ricordando che nessuno di loro riceve alcun compenso e che alcuni seguono con dedizione e professionalità il premio sin dall'inizio.

La 9a edizione del Premio Cramum è dedicata a Rocco M. caduto in alto il 25 luglio 2021.

 



art week

Antenate (dalla serie), 2021.

 

Fondazione Pastificio Cerere presenta "Sara Basta. La prima madre"

Sara Basta lavora sulle relazioni, indagando le tematiche dell’educazione e della co-creazione, del linguaggio e della memoria, in un passaggio continuo tra personale e collettivo.

Giovedì 27 gennaio 2022 la Fondazione Pastificio Cerere presenta La prima madre, una personale dell’artista Sara Basta a cura di Cecilia Canziani e Costanza Meli.

La mostra, che si estende lungo gli spazi del silos e il sotterraneo del mulino, entrambi ricavati dal recupero dell’antico Pastificio Cerere, resterà aperta al pubblico da venerdì 28 gennaio a sabato 26 marzo 2022Sara Basta lavora sulle relazioni, indagando le tematiche dell’educazione e della co-creazione, del linguaggio e della memoria, in un passaggio continuo tra personale e collettivo. Attraverso la condivisione di esperienze legate a un “fare” comune, mette in discussione gerarchie e ruoli.La prima madre è stata ideata come un percorso nella sua ricerca più recente. Un corpus di opere realizzate negli ultimi due anni che restituisce una mappa emozionale disegnata dal tempo dell’artista: a partire da quello presente, vissuto e scomposto nella sua ripetitività, fino al tempo del ricordo, della ricerca nella memoria familiare, e alla relazione ciclica tra nascita e morte.

Da tale relazione originaria, il percorso si dipana esplorando i nuclei tematici che caratterizzano diverse serie di lavori di Sara Basta: la madre, la casa, la cura, il corpo dell’artista come sede e manifestazione di fisicità ed emotività.Il percorso espositivo ha inizio con una serie di autoritratti ad acquarello realizzati ad occhi chiusi nei momenti strappati alla quotidianità alterata del lockdown, un tempo-circuito che avvolge i giornidell’artista nell’insistenza di un gesto che tenta di affermare la realtà fisica dell’immagine. Questa dialettica intima tra presenza e assenza si articola nella mostra attraverso le figure della maschera e del fantasma che trasformano la memoria in qualcosa di contingente, attraverso il gioco o la documentazione.In un’opera in stoffa il ricamo centrale delinea la sagoma dei capelli della madre dell’artista, mentre un’installazione sonora ne diffonde la voce flebile: “volevo registrare lo sgretolarsi della sua lingua mentre contemporaneamente la lingua di mio figlio si costruiva”. La relazione tra madre e lingua è centrale nella mostra, così come quella con la casa, uno spazio in cui i legami prendono forma mostrandosi nella loro complessità.

Biografia

Sara Basta vive e lavora a Roma. Le sue opere nascono da ricerche collettive e dalla creazione di piccole comunità temporanee tra persone che condividono narrazioni e dialogano attraverso un fare comune. Collabora con l’Accademia di Belle Arti di Roma, dove insegna Storia e Modelli per l’Arte Terapia e con cui ha realizzato diversi workshop approfondendo il tema dell’abitare e della natura. Principali mostre e progetti: Magic Carpets Landed, a cura di Bebedetta Carpi De Resmini, Kaunas, Lituania (2021) Babies are Knoking, a cura di Veronica He, Pia Lauro e Chiara Vigliotti, Studio Stefania Miscetti, Roma. Festival La fantastica, a cura di Benedetta Carpi De Resmini e Giulia Pardini, Polisportiva del Trullo Roma (2020); Grand Tour D’Italie cura di NOS Visual Art Production per il MiC; “Abito lo Spazio” per "School in Tandem" all'interno del dipartimento educativo di Manifesta12, a Palermo; Amore e Rivoluzione a cura di Fulvio Chimento, via del Mandrione, Roma (2019); Barba Rosa, con un testo di Silvia Litardi, 16Civico, Pescara; Tutorial Sirtaki, un progetto di “Passo a Due” per il Media Art Festival, Maxxi Roma - Hanji, Viaggio nei Territori della Carta, Istituto Culturale Coreano, Roma e Napoli (2018).

CONTATTI

Fondazione Pastificio CerereCoordinamento mostre e progetti: Claudia Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.pastificiocerere.it | Tel. +39 06 45422960

 



art week

Tiziana Pers ART HISTORY, Donnalucata, 2020 stampa su carta cotone Vision montata su dibond ph. Marcello Bocchieiri.

 

A29 Project Room presenta Tiziana Pers ART HISTORY / Donnalucata

Il rapporto tra l’umano e il non-umano, in una mostra che si interroga sul nostro “stare al mondo”

Sul molo di Donnalucata nel comune di Scicli in Sicilia, terra recentemente devastata dalla violenza di un clima in veloce cambiamento, l’artista Tiziana Pers ha proposto a un pescatore di consegnarle gli animali che trovava ancora vivi nella rete, per poter fisicamente restituire al mare chi era appena stato sottratto. È il progetto ART_HISTORY / Donnalucata protagonista dal 15 dicembre 2021 al 23 marzo 2022 della prima mostra negli spazi espositivi della sede di Caserta della galleria aA29 Project Room.

Il rapporto con l’altro animale rappresenta un punto limite che attraversa molti aspetti del nostro tempo. Persino l’attuale pandemia deriva da uno spillover, ovvero un salto di specie connesso al dominio sugli altri viventi. La Pers nutre un legame profondo con il mare. Quelle acque cristalline durante il primo lockdown si erano vivacemente ripopolate di creature che stavano riconquistando spazi ritrovati, dopo lunghi tempi di depredazioni e violente attività antropiche a un habitat sempre più compromesso.

ART_HISTORY / Donnalucata fa parte di ART_HISTORY, progetto in progress dell’artista, che da anni scambia animali destinati al macello con dipinti delle stesse dimensioni, per salvarli dalla morte. Questa pratica costituisce il punto cardine della sua ricerca, e allo stesso tempo anche del suo vissuto quotidiano.

L’atto di restituzione di individui al proprio habitat si colloca in una prospettiva di matrice ecofemminista: l’esplorazione di differenti lotte di liberazione converge in modo intersezionale in un gesto di cura simbolico e reale al tempo stesso, volto a decostruire il pensiero dominante.

Il percorso espositivo si sviluppa in maniera organica, attraversando diversi media in modo immersivo e a tratti sorprendente, e si connette idealmente alle questioni sollevate dalla mostra In Common, a cura di Laura Cherubini, realizzata dalla sorella Isabella Pers e da Nada Prlja presso gli spazi milanesi della galleria aA29 Project Room, temi che attraversano ogni aspetto del nostro stare al mondo, attuale e futuro.

Attraverso fotografie, dipinti, video e installazioni, con ART_HISTORY / Donnalucata, Tiziana Pers, ponendo in discussione l’antropocentrismo dalle sue fondamenta e immaginando una società più egualitaria, persino oltre i confini di specie, interroga il tema del rapporto tra animali umani e non umani, offrendo al pubblico un momento esperienziale e di condivisione.

In occasione della mostra, giovedì 16 dicembre dalle 15 alle 22 è in programma Segni di liberazione, la presentazione della serie inedita di disegni ART_HISTORY / Donnalucata.

Parte del ricavato dell’eventuale vendita dei disegni sarà destinato a RAVE - East Village Artist Residency, metaprogetto fondato da Tiziana e Isabella Pers che coniuga la ricerca delle arti visive contemporanee con la cura degli animali salvati dal macello.

 



art week


 

THINGS/THOUGHTS Oggetti e concetti dalla collezione Antonio Dalle Nogare

Un nuovo allestimento della collezione, curata da Eva Brioschi. 

Venerdì 14 gennaio alle 19.00 inaugura la mostra THINGS/THOUGHTS che presenta un nuovo allestimento della collezione, curata da Eva Brioschi. 

Con questo nuovo allestimento Fondazione Antonio Dalle Nogare mette in mostra opere che raffigurano e veicolano forme e pensieri che hanno caratterizzato la nascita dell'arte contemporanea. Dagli anni '60, che rappresentano l'inizio dell'arte concettuale in America e in Europa, fino ai giorni nostri, con le ultime opere realizzate utilizzando materiali industriali, poveri, comuni e oggetti di uso quotidiano, questo allestimento di una parte della collezione Antonio Dalle Nogare accompagna il visitatore alla scoperta della meraviglia dell'ordinario.

17.00 – 19.00 orario d'apertura regolare del museo per le mostre
STUDIOFLOOR AND DIAMOND PAINTINGS di Michael Krebber e FROM B TO E AND MORE di Charlotte Posenenske
19.00 inaugurazione THINGS/THOUGHTS con visita guidata speciale della curatrice Eva Brioschi


Ulteriori informazioni in merito al nuovo allestimento e all'inaugurazione della mostra si trovano qui

 



art week

Foto Alessandro Cantarini.

 

Stefano Collicelli Cogol è il nuovo Direttore del Centro PECCI

Stefano Collicelli Cagol prenderà la guida del museo dal 10 gennaio 2022 con un mandato triennale

È Stefano Collicelli Cagol il nuovo Direttore del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato. Il suo nome è stato individuato dal CdA della Fondazione per le Arti Contemporanee in Toscana – presieduta da Lorenzo Bini Smaghi – tra una rosa di candidati selezionati dalla commissione esaminatrice composta da Bruno Corà, Sarah Cosulich, Guido Guerzoni e Lorenzo Sassoli de Bianchi.

Stefano Collicelli Cagol prenderà incarico dal 10 gennaio 2022 e guiderà per il prossimo triennio la prima istituzione italiana progettata da zero con l’obiettivo di presentare, collezionare, documentare e supportare le ricerche artistiche di arti visive e performative, cinema, musica, architettura, design, moda e letteratura.

Stefano Collicelli Cagol (PhD) è curatore di BY ART MATTERS, Hangzhou, Cina, centro espositivo dedicato alle arti contemporanee. Dal 2018 al 2020 è stato Curatore di Fondazione La Quadriennale di Roma e ha co-curato la mostra Quadriennale d’arte 2020 FUORI, Palazzo delle Esposizioni, Roma. Ha insegnato ‘Exhibition and Display’ al Master di II Livello Design for Arts del Politecnico di Torino. Dal 2015 al 2017 è stato Curator at Large del Trondheim kunstmuseum, Norvegia. Nel 2014 ha ottenuto il suo PhD presso il dipartimento di Curating Contemporary Art del Royal College of Art di Londra. Ha curato esposizioni e progetti in istituzioni quali Palazzo Grassi, Venezia; LUX Artists’ Moving Image, Londra; steirischer herbst festival, Graz; Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Torino; Fondazione Querini Stampalia, Venezia. Ha pubblicato saggi in cataloghi e riviste quali lo Stedelijk Studies, Domus, Flash Art e Mousse.