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PAV - Parco Arte Vivente presenta SOILS MATTER

 

Un simposio per esplorare le relazioni possibili tra arti visive e scienze del suolo. 

A intervenire su questi temi, lo storico dell’arte Giovanni Aloi (School of the Art Institute of Chicago), BAU – Institute for Contemporary Arts and Ecology (Bolzano-Bozen), Camilla Rossi-Linnemann (Museo Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano), il gruppo di ricerca Scientific Visualizations: Impact on Practice della Libera Università di Bolzano-Bozen: Lugi M. Borruso, German A. Duarte, Andrea Facchetti, Elisabetta Rattalino, Stephan Schmidt-Wulffen (Zeppelin Universität) e l’artista Elena Mazzi.

5 luglio 2022 - ore 17.30 - Ingresso libero

PAV - Parco Arte Vivente - via Giordano Bruno 31, 10134, Torino

www.parcoartevivente.it

Il suolo è spesso identificato con la superficie superiore della crosta terrestre, è l’elemento strutturante di quello che chiamiamo paesaggio. È la base produttiva della maggior parte dell’alimentazione e delle materie prime consumate dall’uomo, e in quanto risorsa è soggetto a equilibri geopolitici, speculazioni economiche e logiche estrattive. Costituito da minerali, gas, liquidi, materia organica e organismi viventi, è un ecosistema di relazioni situate e di mescolanze tra umani e non umani, tra comunità batteriche, tra funghi che si estendono in una massiccia rete di filamenti e tra piante che contribuiscono alla sua stessa struttura. Il suolo, poi, ricorda: possiede dei meccanismi per registrare e preservare informazioni sullo stato dell’ambiente. Per questo complesso intreccio di esistenze, materialità, temporalità, valori economici ed etico-politici, lo studio del suolo è diventato luogo di incontro tra numerose discipline e diverse pratiche di produzione di sapere. Biologi, chimici, geologi, fisici, ma anche antropologi, economisti, ingegneri, medici, sociologi, umanisti e artisti oggi si occupano di suolo.

Soils Matter è un simposio che esplora le relazioni possibili tra arti visive e scienze del suolo. Intervengono su questi temi, lo storico dell’arte Giovanni Aloi (School of the Art Institute of Chicago), BAU – Institute for Contemporary Arts and Ecology (Bolzano-Bozen), Camilla Rossi-Linnemann (Museo Scienza e Tecnologia Leonardo da Vinci, Milano), il gruppo di ricerca Scientific Visualizations: Impact on Practice della Libera Università di Bolzano-Bozen: Lugi M. Borruso, German A. Duarte, Andrea Facchetti, Elisabetta Rattalino, Stephan Schmidt-Wulffen (Zeppelin Universität) e l’artista Elena Mazzi.

Questo simposio si inserisce in Scientific Visualizations: Impact on Practice, un progetto di ricerca sviluppato dalla Facoltà di Design e Arti in collaborazione con il laboratorio interdisciplinare di scienze del suolo e dell’agricoltura della Facoltà di Scienze e Tecnologie. Il progetto mira ad investigare il contributo delle pratiche artistiche contemporanee e del design nella produzione di conoscenze in ambito scientifico. Per rispondere alle premesse teoriche della ricerca, l’artista Elena Mazzi ha realizzato Copperialities, una video installazione, ora in mostra, che riconfigura visivamente, spazialmente e materialmente le tradizionali modalità di visualizzazione di contenuti scientifici. L’opera ci invita a riflettere sulla relazione tra epistemologia scientifica e materialità del suolo.

L’evento si svolge nell’ambito della rassegna Le Settimane della Scienza.

 



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CARLA FENDI FOUNDATION: SPOLETO FESTIVAL DEI 2MONDI

 

Un progetto che esplora un binomio già nell’interesse della Fondazione da alcune stagioni.

La Fondazione Carla Fendi, rinnovando il suo impegno per Spoleto 65 Festival dei 2Mondi presenta ARTIFICIAL ARTECHNOLOGY, un progetto che esplora un binomio già nell’interesse della Fondazione da alcune stagioni.

ARTE ‘on the wall’. Sulla facciata del Teatro Caio Melisso Spazio Carla Fendi l’ingrandimento di FRAMMENTO FATICA N.26 dell’artista DANIELE PUPPI. Un lavoro fotografico tridimensionale realizzato in 4 esemplari nel 2004 per la Lisson Gallery di Londra e ora in Collezioni Private.

SCIENZA nell’ ex Battistero della Manna D’oro che ospiterà REALITY? installazione in realtà aumentata di GABRIELE GIANNI. Un’esperienza visiva e sonora che vuol far vacillare la percezione della realtà oggettiva in un luogo un tempo sacro, attraverso un misticismo “aumentato” dalla tecnologia.

PREMIO CARLA FENDI STEM [science,technology,engineering,mathematics]

Nella giornata conclusiva del Festival il riconoscimento è conferito all’astrofisica MARICA BRANCHESI per il contributo dato alla rilevazione delle onde gravitazionali.

La cerimonia avrà luogo sul palcoscenico del Concerto finale alla presenza del Maestro Antonio Pappano, del sindaco Andrea Sisti Presidente della Fondazione Festival, della direttrice artistica Monique Veaute e di Maria Teresa Fendi Presidente della Fondazione Carla Fendi.

La Fondazione Carla Fendi ospiterà a Palazzo Racani Arroni gli INCONTRI CON GLI ARTISTI che il Festival organizza durante i fine settimana dalle ore 11 alle 12.

 



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Aldo Rossi. Design 1960-1997, Installation view at Museo del Novecento. Ph: Francesco Carlini

 

ALDO ROSSI. DESIGN 1960-1997 PUBLIC PROGRAM al Museo del Novecento

 

Talk e proiezioni di film e documentari per approfondire la figura di uno dei protagonisti della cultura visiva del XX secolo. 

In occasione della mostra Aldo Rossi. Design 1960-1997, a cura di Chiara Spangaro, in corso fino al 2 ottobre 2022, il Museo del Novecento di Milano presenta un ricco public program: talk e proiezioni di film e documentari che, attraverso un dialogo interdisciplinare tra le arti, caratteristico della contemporaneità, approfondiscono la figura dell’architetto, designer, teorico e critico, tra i protagonisti della cultura visiva del XX secolo.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Fondazione Aldo Rossi e Silvana Editoriale, con un progetto di allestimento firmato da Morris Adjmi - MA Architects, collaboratore e poi associato di Rossi a New York, racconta l’universo di Aldo Rossi in nove sale: ciascuna rappresenta un mondo in cui emerge la relazione tra opere grafiche e prodotti artigianali e industriali, con riferimenti alle architetture e allo spazio privato di Rossi. Per la prima volta sono esposti, in un percorso spettacolare, oltre 350 tra arredi e oggetti d’uso, prototipi e modelli, dipinti, disegni e studi progettati e realizzati da Aldo Rossi dal 1960 al 1997.

5 luglio 2022, ore 18.00 | PROIEZIONE - Documentario: Aldo Rossi seconda parte di Carlo Scarpa e Aldo Rossi. Maestri di poesia e memoria (2020) a cura di Michael Obrist. Film: Ornamento e delitto (1973) di Aldo Rossi, Gianni Braghieri e Franco Raggi

Cinema Arlecchino, via San Pietro all’Orto 9 - Milano

Ingresso libero fino a esaurimento posti

12 luglio 2022, ore 18.00 | TALK - Piccole e grandi architetture

Museo del Novecento, piano terra

Piazza Duomo 8 - Milano

Ingresso gratuito con prenotazione

13 settembre 2022, ore 18.00 | TALK - Gli oggetti dell’architetto

Museo del Novecento, piano terra

Piazza Duomo 8 - Milano

Ingresso gratuito con prenotazione

20 settembre 2022, ore 18.00 | PROIEZIONE - Documentario: Aldo Rossi Design (2022) regia di Francesca Molteni e Mattia Colombo

Cinema Arlecchino, via San Pietro all’Orto 9 - Milano

Ingresso libero fino a esaurimento posti

1° ottobre 2022, ore 17.00 | TALK - Aldo Rossi, Milano, Il Duomo e l’anima della città

Museo del Novecento, piano terra

Piazza Duomo 8 - Milano

Ingresso gratuito con prenotazione

 

Aldo Rossi. Design 1960-1997

a cura di Chiara Spangaro

Museo del Novecento 29 aprile - 2 ottobre 2022

Ingresso compreso nel biglietto di accesso al Museo Intero € 10,00 | Ridotto € 8,00

Sede

piazza Duomo 8, Milano

Orari

Da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.30 Giovedì orario prolungato alle 22.30

Lunedì chiuso

Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura

 

Contatti

tel. 02 88444061

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

www.museodelnovecento.org

Facebook: MuseodelNovecento

Twitter: @museodel900

Instagram: @museodel900

 



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 Poplars near Nuenen (1885), Vincent van Gogh, flanked by X-ray images, showing the over- painted compositions, in the restoration studios at Depot Boijmans Van Beuningen. Credit: Museum Boijmans Van Beuningen, Rotterdam, photo by Aad Hoogendoorn.

 

TEFAF Maastricht: le vendite delle prime giornate di fiera

 

La varietà e qualità dell’offerta di TEFAF Maastricht non ha eguali, sia in termini di opere che di espositori presenti all’evento.

Collezionisti, musei e appassionati d’arte hanno fatto ritorno a TEFAF Maastricht in occasione del weekend di apertura della Fiera, di nuovo in presenza dopo il 2020. I visitatori sono affluiti in gran numero per ammirare e acquistare le opere d’arte di qualità museale che interessano 7000 anni di storia, esposte da 242 galleristi in rappresentanza di 20 nazioni del mondo, per un’offerta straordinariamente diversificata. Nessun’altra fiera riunisce la stessa ampiezza, qualità e profondità di opere sotto lo stesso tetto.

La comunità museale ha fatto sentire la propria presenza forte e chiaro: oltre 100 istituzioni hanno inviato alla Fiera i propri rappresentanti, che si sono resi protagonisti di numerose vendite — così come i collezionisti privati. Tra i musei presenti spiccano il Metropolitan Museum of Art, il J. Paul Getty Museum e l’Art Institute of Chicago per quanto concerne gli Stati Uniti; il British Museum, il Courtauld Institute of Art e l’Ashmolean Museum per quanto riguarda la Gran Bretagna. Altre importanti istituzioni europee hanno visitato l’evento, tra cui il Musée de Louvre, il Rijksmuseum, il Kunsthistorisches Museum di Vienna, e le gallerie nazionali di Danimarca, Berlino, Scozia e Irlanda.

Tra le vendite più significative occorse nel weekend di apertura (24 e 25 giugno) figurano:

 Antichità:

  • Lo specialista londinese di arte indiana e giapponese Joost van den Bergh (stand 264) ha venduto due opere al Metropolitan Museum of Art per un importo che non è stato reso noto.
  • Aronson Antiquairs (stand 117), specializzato in ceramica di Delft, ha venduto il suo capolavoro - una coppia di “dipinti di porcellana” - per una cifra a 5 zeri.
  • Per la prima volta alla Fiera come espositore, Thomas Coulbourn & Sons (stand 262) ha venduto tre opere tra cui un tavolo da té e gioco in legno huanghuali, dal prezzo richiesto di 100.000 euro, insieme a una cantinetta da vino di 225.000 euro e a una coppia di incisioni.
  • Steinitz (stand 136) ha venduto per oltre 3 milioni di euro un set di tondi in terracotta attribuito ad Andrea Briosco il Riccio, raffigurante busti di imperatori e altre figure.

Antichità ed etnografia:

  • Dr Jörn Günther Rare Books (stand 108) ha registrato un ottimo inizio grazie alla vendita di due manoscritti dal costo complessivo di oltre 1 milione di euro: le Decretali di Gregorio IX e Vite di Uomini e Donne Famosi di Boccaccio.
  • Ben Janssens Oriental Art (stand 205) ha venduto un Leone Seduto in Ceramica a un collezionista privato britannico per circa 40.000 euro.
  • La galleria londinese Charles Ede (stand 523) ha venduto al Musée Royal de Mariemont di Bruxelles un’opera di prova di uno scultore egiziano, raffigurante un faraone inginocchiato e risalente al Periodo Tolemaico.
  • Serge Schoffel (stand 500) di Bruxelles ha venduto una coppia di Bulul realizzata dal popolo di Ifugao, Nord Luzon, Filippine.

Arte contemporanea e moderna:

  • Per la prima volta alla Fiera come espositore, White Cube (stand 400) ha venduto diverse opere tra cui Hove di Antony Gormley per 500.000 sterline.
  • Beck & Eggeling (stand 436), galleria a Düsseldorf, ha venduto diverse opere tra cui Fiore III e Azul Blanco di Manolo Valdés per 650.000 dollari, così come Urpflanze III dell’artista ucraino Aljoscha, presente all’apertura della Fiera.
  • Grande successo per il mercante d’arte giapponese A Lighthouse called Kanata (stand 447) nella prima giornata di Fiera, durante cui ha venduto 16 opere, per metà acquistate da nuovi clienti.
  • Galerie Le Minotaure (stand 434) ha venduto Quatre plans irréguliers à volutes di Sophie Taeuber-Arp, dal prezzo richiesto di 300.000 euro.
  • The Mayor Gallery (stand 446), Londra, ha venduto 2 Trames de petits tirets 0º 90º di François Morellet.
  • Il Presidente di TEFAF Hidde van Seggelen (stand 408) ha venduto due opere al museo olandese Voorlinden.

Argenteria:

  • Aardewerk (stand 261), specialista in argenteria olandese del XVII e XVIII secolo, ha venduto per oltre 100.000 euro uno splendido calice da vino creato nel 1688 da Jan Diamant a Haarlem.

 

Dipinti:

La galleria di Madrid Caylus (stand 338) ha venduto un quadro raffigurante la Vergine col Bambino per circa 1,5 milioni di euro.

Lo specialista degli Antichi Maestri Colnaghi (stand 307) ha riportato la vendita del Ritratto di Nobildonna di Rodrigo de Villandrando per 700.000 euro.

Galleria Carlo Virgilio & C. (stand 357) ha venduto la sua opera di punta, Ritratto di un Personaggio non Identificato di Charles Mellin, così come diversi altri pezzi.

Trinity Fine Art (stand 350) ha venduto una delle sue opere di maggior rilievo per 180.000 euro: si tratta della raffigurazione realizzata da Pompeo Calvi di Antonio Canova nel suo Studio Circondato dalle sue Sculture.

Kunstgalerij Albricht (stand 319), uno dei mercanti di Antichi Maestri più noti di Oosterbeek, ha venduto il suo capolavoro Due Pugili di Isaac Israel insieme ad altre sei opere, tutte acquistate da collezionisti privati inglesi, americani, tedeschi e olandesi.

Scultura:

  • Per la prima volta a TEFAF, la parigina Galerie Sismann (stand 249) ha venduto la sua opera di punta, Corpus, bronzo progettato da Michelangelo Buonarroti, per una cifra a sei zeri.
  • Galerie Xavier Eeckhout (stand 147) ha venduto cinque sculture durante il giorno di apertura, tra cui due Elefanti Asiatici “Arriverà” di Rembrandt Bugatti per 350.000 euro.

Design:

  • Galerie Marc Heiremans (stand 606) ha riportato copiose vendite tra cui uno straordinario vaso con coperchio in porcellana a guscio d’uovo realizzato tra il 1893 e il 1900.

Il Presidente di TEFAF Hidde van Seggelen ha dichiarato: “È stato un ritorno importante per TEFAF Maastricht, ed è fantastico vivere di nuovo l’energia di questa grande Fiera, che chiama a raccolta la nostra comunità di espositori, gli appassionati d’arte e i collezionisti di tutto il mondo. I nostri galleristi si sono impegnati a fondo per acquistare e ricercare le opere migliori da esporre a TEFAF Maastricht: la qualità della loro offerta, e il modo stesso in cui è presentata, testimoniano i loro enormi sforzi. Le numerose vendite all’apertura della Fiera hanno confermato che TEFAF Maastricht è l’esposizione di 7000 anni di storia dell’arte maggiore del mondo”.

L’espositore di lunga data Alessandro Di Castro ha così commentato la Fiera in corso: “TEFAF Maastricht 2022 segna un grande ritorno sulla scena mondiale dell’arte. La vivacità dei visitatori tra gli stand, e lo studio e la ricerca dei galleristi al fine di presentare solo pezzi unici, hanno contribuito all’atmosfera entusiasmante di quest’anno”.

TEFAF Maastricht continua fino al 30 giugno al MECC di Maastricht. Per informazioni www.TEFAF.com

 

 



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Annunciati i finalisti del World Report Award 2022

 

741 fotografi da 60 paesi diversi, oltre 800 progetti ricevuti, 11.899 le foto ricevute in totale.

Questi i primi numeri della XII edizione del World Report Award|Documeting Humanity, il concorso indetto dal Festival della Fotografia Etica di Lodi, in programma dal prossimo 24 settembre al 23 ottobre.

La giuria composta da Chloe Coleman, photo editor al The Washington Post, Gloria Crespo MacLennan, photeditor di El Pais, Alberto Prina e Aldo Mendichi, coordinatori del Festival, ha selezionato i 70 finalisti delle varie sezioni del World Report Award, i cui vincitori assoluti verranno decretati il 30 agosto.

Il concorso si suddivide nelle categorie Master (10 finalisti), Spotlight (10 finalisti), Short Story (10 finalisti), Student (10 finalisti), Single Shot (30 finalisti). Cinque percorsi diversi, per narrazione e modalità espositiva, ma con lo stesso comune obiettivo: raccontare la società contemporanea e la sua complessità attraverso il potere della fotografia e la sensibilità dei migliori fotoreporter internazionali.

Si possono scoprire tutti i finalisti a questo link.

Anche in questa edizione ci sarà la presenza di FUJIFILM Italia che da anni sostiene sia la manifestazione in qualità di official partner sia il concorso World Report Award con l’intento di sostenere il diffondersi della cultura dell’immagine. FUJIFILM Italia, è da sempre in prima linea per rimarcare il valore della fotografia, per la sua capacità di raccontare la collettività e la realtà che ci circonda. Con il suo supporto, avvalora e incoraggia il grande impegno che il Festival mette ogni anno in campo per celebrare la fotografia, espressione umana necessaria.

Accanto alle mostre del World Report Award si articoleranno altri momenti importanti del Festival, con la cronaca dei fatti e le storie più rilevanti dell'ultimo anno che troverà spazio nella sezione Uno Sguardo sul Mondo; lo Spazio approfondimento, con il reportage relativo a un long term project; lo Spazio no-profit, che dà voce alle organizzazioni umanitarie e ai loro progetti.

Ma ci sarà anche spazio a incontri, workshop, letture portfolio, videoproiezioni, visite guidate, presentazioni di libri, progetti educational per gli studenti e numerosi altri eventi che indagano il rapporto tra etica, comunicazione e fotografia.

Contemporaneamente al Festival si svolgerà FFE – OFF, un circuito di mostre fotografiche, esposte in negozi, bar, ristoranti, gallerie, circoli culturali e aree pubbliche della città.

Il Festival della Fotografia Etica è membro attivo di Sistema Festival Fotografia, network creato nel 2017 per volontà di cinque festival fotografici italiani – Fotografia Europea, Cortona On The Move, SI FEST Festival della Fotografia Etica e Photolux Festival – e sostenuto dal Ministero della Cultura, come piattaforma di scambio e luogo di incontro per confrontare, progettare e individuare percorsi comuni, salvaguardando l'unicità di ogni entità.

L’appuntamento quindi è al 30 agosto per scoprire i vincitori del World Report Award, e conoscere il programma definitivo che caratterizzerà l’XIII edizione di uno dei più importanti festival di fotografia europei.

Info: www.festivaldellafotografiaetica.it

 

 



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Fondazione Arnaldo Pomodoro presenta "Fotografie Inutili. Archivio fotografico ciclo-diffuso"

 

Performance speciale dell’artista Il pubblico viene invitato a scegliere una fotografia e ad entrare a far parte del progetto di Bortolato.

Giovedì 30 giugno la Fondazione Arnaldo Pomodoro ospita nello Studio del Maestro una tappa del progetto artistico itinerante di Luca Bortolato Fotografie Inutili. Archivio fotografico ciclo-diffuso.

Il progetto, a cura di Federica Arcoraci e patrocinato dal Comune di Padova, ruota attorno alla rivitalizzazione di una raccolta di vecchie fotografie, provenienti da album di famiglia dimenticati, che Bortolato ha recuperato e acquisito nel tempo, e al quale restituisce nuova vita e senso attraverso un'azione performativa che coinvolge il pubblico.

Lo scorso aprile l’artista è partito da Verona in sella a una bici d'epoca, per un itinerario che lo sta portando ad attraversare tutta l'Italia, dal Veneto alla Puglia, dalla Sicilia al Piemonte, fino alla Sardegna. Un viaggio che in tre mesi coprirà 4600km, facendo tappa in musei, associazioni culturali e gallerie d'arte per realizzare Fotografie Inutili.

Ad ogni tappa del viaggio l'artista realizza una performance invitando i partecipanti a scegliere una delle “fotografie inutili”, che Bortolato timbra, segna con luogo e data e firma, donandola al partecipante, al quale viene scattato un ritratto con il volto coperto dalla fotografia ricevuta. Attraverso il duplice atto della scelta e del dono, le fotografie "inutili" vengono "riattivate", acquistano nuovo senso e nuova vita, ed entrano a far parte di un singolare "archivio nomade" dell'artista, che tiene traccia di tutte le fotografie "non più inutili".

Nell'ambito del progetto, Bortolato realizzerà per la Fondazione una variante speciale, nata dal suo incontro con l'Archivio di Arnaldo Pomodoro – dove lo studio e la "riattivazione" di fotografie considerate marginali è attività quotidiana – e con la poetica tipica del lavoro del Maestro.

Ogni fotografia – anche quelle "inutili", delle quali cioè si è persa la connessione con una storia definita – è un documento di memoria, il tassello del racconto di un universo di persone, luoghi, momenti e storie. Ogni fotografia ha un potere narrativo, insito nell'immagine ma potenziato dalla presenza sul retro di parole scritte, timbri, date, riferimenti a persone e/o situazioni: frasi per noi indecifrabili perché appartenenti a vite altre, che non ci appartengono, scritture in fondo incomprensibili e misteriose, così come lo sono le sequenze segniche che caratterizzano l'opera di Pomodoro.

Così come succede con le immagini, anche l’incontro con queste scritture misteriose, tra queste tracce di vite altrui e le nostre vite, i nostri sogni e i nostri intimi racconti, scatena la nascita di nuove visioni e interpretazioni, di una nuova narrazione che riattiva e dona nuova vita alle "fotografie inutili".

Ospite della Fondazione negli spazi dello Studio di Arnaldo Pomodoro, Bortolato realizzerà la performance di Fotografie Inutili mostrando ai partecipanti solo il retro delle fotografie: ciascuno dovrà scegliere la sua fotografia da "riattivare" non in base all'immagine, ma alla curiosità o all'inaspettata sintonia con le tracce scritte dietro di essa.