COME GLI NFT SONO DESTINATI A CAMBIARE IL MONDO DELL’ARTE E LA NOSTRA PERCEZIONE DELLA STESSA? di Antonio Lanotte

 

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L'artista digitale, Mike Winkelmann, meglio noto come “Beeple”, ha pubblicato online, il 1° maggio 2007, una nuova opera d'arte e ha continuato a farlo, per più di 13 anni, ogni singolo giorno. Ad oggi tutti questi singoli pezzi sono stati assemblati in un'unica raccolta denominata: “EVERYDAYS: THE FIRST 5000 DAYS”, un'opera assolutamente unica nella storia dell'arte digitale. L'intera opera, coniata esclusivamente per Christie's, è stata offerta in vendita come lotto unico, in concomitanza con First Open, e ha realizzato quasi 70 milioni di dollari. Questa vendita ha segnato due primati nel settore: Christie's è la prima grande casa d'asta ad offrire un'opera puramente digitale con un unico NFT (Non-fungible token), quale garanzia della sua autenticità, e ad accettare criptovaluta, in questo caso Ether, pertanto uno strumento di pagamento assolutamente non convenzionale e innovativo.

Per NFT si intende la rappresentazione digitale, su piattaforma blockchain, di beni, nel nostro caso specifico di “artwork” fisici, la cui autenticità, identità, provenienza e prezzi di vendita sono tutti tracciati e destinati a essere scambiati perché oggetto di domanda e offerta come alla base di qualsiasi logica di mercato.

Si potrebbe parlare pertanto di una sorta di fase di trasformazione dell’arte che da prettamente fisica, destinataria del bello assoluto ed eterno, a volte elitaria e irraggiungibile, sia destinata a divenire “digitale”, astratta, nuova e innovativa, ma pur sempre una forma di espressione diversa e anticonvenzionale.

La trasformazione a cui stiamo assistendo, è, essa stessa, un lavoro che ha tanto mestiere, messaggio, sfumature e intenti quanto qualsiasi cosa fatta su una tela fisica; una rivoluzione democratica che permetterà la rappresentazione di quella parte della comunità, ad oggi ancora inespressa non per mancanza di talento ma di opportunità.

Come l'arte fisica e gli oggetti da collezione, gli NFT sono unici o prodotti in edizioni limitate, quest’ultima caratteristica è destinata a far crescere il loro valore. L'aspetto "non fungibile" deriva dal fatto che ogni NFT è insostituibile e, pertanto, ha un valore indipendente da tutti gli altri, comprese le diverse edizioni della stessa opera, un po' come le fotografie o le stampe d'arte.

Gli NFT sono pertanto rappresentati da un cd. “token” ovvero un codice di carattere alfanumerico destinato ad essere registrato in modo univoco su una piattaforma blockchain ed è per questo motivo che sarà immutabile e non altrimenti corruttibile. La piattaforma digitale “blockchain” è, in maniera molto semplicistica, ma utile al nostro caso, un database condiviso e condivisibile, assolutamente decentralizzato, che attraverso una rete distribuita di computer, seguendo, in gergo, una comunicazione cd. “Peer to Peer”[1], prevede che quando un ente o soggetto richiede di effettuare una transazione, la richiesta sia propagata sulla rete che ne verifica la legittimità, inserendola in un “blocco di informazioni” in attesa di validazione. L'idea, rivoluzionaria, è quella di affidarsi ad un sistema che possa certificare l’autenticità senza doversi rivolgere ad un soggetto certificatore. Lo strumento della blockchain consente di rendere trasparenti e immutabili le caratteristiche estrinseche e intrinseche dell'opera d'arte, seguendo una procedura “digitale” destinata a convalidare la sua autenticità e che consente di affermare la sicurezza e l’affidabilità del “nuovo” mercato dell´arte. I “Non-fungible token” - NFT, così come sono concepiti, sono destinati a creare dei “marketplace” decentralizzati e digitali, capaci di accogliere artisti e nuove forme di arte che altrimenti sarebbero rimaste inespresse, si pensi ad esempio a forme di innovazione di prodotto e di processo non altrimenti realizzabili perché non economiche, o anche modelli architettonici e/o ingegneristici destinati ad arricchire esposizioni virtuali ma non per questo non sensazionali.

Il Non-fungible token costituisce, a tutti gli effetti, una rappresentazione digitale di un'opera fisica che si accompagna, allo stesso tempo, a un sistema di criptovaluta digitale quale sistema di pagamento, ma anche come riserva di valore, si pensi ad esempio al Bitcoin. La tecnologia alla base del Bitcoin è quella della blockchain che consente al legittimo possessore di detenere e scambiare sul mercato dei “beni autenticati” e monitorare la correttezza di ogni transazione.

Nella sua forma più semplice, la valuta digitale è un tipo di denaro quali ad esempio: Bitcoin[2], Ethereum e Dogecoin. Una criptovaluta che può essere memorizzata in un conto online, su una chiavetta USB, o in un'applicazione del portafoglio digitale sul computer o smartphone.

Uno degli aspetti più interessanti degli NFT è legato alla remunerazione immediata dell'artista, che spesso deve attendere una vita non solo per affermarsi, ma soprattutto per far riconoscere un valore economico alle sue opere che lo ripaghi degli sforzi compiuti.

Un altro aspetto altrettanto importante del successo degli NFT è legato al funzionamento dei cd. “Smart Contract”[3] all'interno della piattaforma digitale blockchain appunto. È l’espressione “Smart Contract”, però, che può esser fuorviante. Perché, anche rispetto alle differenze dei vari sistemi normativi, in alcuni casi non è possibile parlare di “contratti” in senso strettamente giuridico, ma di funzioni “if/then” incorporate in software o protocolli informatici. Del tipo: se è stata preimpostata una scadenza, allora parte il pagamento. In altre parole, tramite gli Smart Contract può anche avvenire una trasposizione “informatica” di accordi che si concludono al di fuori della piattaforma tecnologica. Quindi, ad esempio, nel caso di uno Smart Contract relativo alla compravendita di prodotti o di NFT, come nel nostro specifico caso, verrebbero registrati in blockchain l’obbligo di consegna dei beni e il correlato obbligo di pagamento a mezzo criptovaluta; una volta registrata la consegna dei beni, grazie alla tecnologia in esame, si attiverebbe in automatico l’istruzione di effettuare il pagamento.

Il fenomeno degli NFT è destinato a creare un nuovo modo di concepire l'arte soprattutto nei confronti di alcuni investitori che stanno scommettendo grosse somme di denaro sperando che il loro valore possa accrescere vertiginosamente; altri, invece, comprano NFT solo per status, o per allinearsi alle ultime tendenze del mercato.

 

 Antonio Lanotte

Of Counsel presso Loconte&Partners

 


[1] Peer-to-peer (espressione della lingua inglese, abbreviato anche P2P ovvero rete paritaria/paritetica) nelle telecomunicazioni indica un modello di architettura logica di rete informatica in cui i nodi non sono gerarchizzati unicamente sotto forma di client o server fissi (‘clienti’ e ‘serventi’), ma anche sotto forma di nodi equivalenti o ‘paritari’ (peer), potendo fungere al contempo da client e server verso gli altri nodi terminali (host) della rete.

[2] Bitcoin, per esempio, si basa su un registro “digitale” pubblico condiviso chiamato blockchain, che utilizza una sofisticata crittografia per garantire che la moneta sia autentica. Una blockchain rende l'hacking molto difficile perché ogni transazione è registrata in un'enorme rete decentralizzata di registri.

[3] Il libro mastro decentralizzato, ledger, che è la blockchain, può essere utilizzato attraverso smart contracts, altrimenti chiamati contratti di auto-esecuzione, contratti di blockchain o contratti digitali. Pertanto, i contratti possono essere convertiti in codice computer, archiviati e replicati sul sistema e supervisionati dalla rete di computer che eseguono la blockchain. Gli smart contracts sono sostanzialmente accordi sotto forma di programmi per computer in cui è possibile programmare i termini e le condizioni di un accordo, progettati per auto-eseguirsi. Allo stesso modo della tecnologia blockchain, l’obiettivo di base di un smart contract è rimuovere la necessità di un intermediario, consentendo alle parti anonime di condurre affari su Internet.