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ArtVerona Digital: si inizia il 27 novembre con il primo Black Friday dell'arte moderna e contemporanea

ArtVerona Digital è il nuovo programma digitale in collaborazione con ANGAMC, che offrirà alle 122 gallerie la possibilità di promuoversi e di incontrare collezionisti e istituzioni attraverso la piattaforma Artshell. 

ArtVerona Digital è il nuovo e ricco programma tutto digitale in collaborazione con ANGAMC Associazione Nazionale Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea, che tra il 26 novembre 2020 e il 10 gennaio 2021 offrirà gratuitamente alle 122 gallerie aderenti la possibilità di promuoversi e di incontrare collezionisti e istituzioni con diverse modalità attraverso la piattaforma Artshell, con una versione personalizzata e ottimizzata appositamente per ArtVerona. 

La prima delle tre iniziative (Digital Black, Digital Yellow e Digital White), i cui nomi si ricollegano ai colori dominanti della grafica coordinata di ArtVerona, è in programma venerdì 27 novembre 2020 ed è Digital Black, il primo “Black Friday” dell’arte moderna e contemporanea italiana: ciascuna delle 122 gallerie aderenti presenterà per 24 ore una sola opera con una proposta non più ripetibile. In questo modo anche un pubblico generico avrà la possibilità di accostarsi con fiducia alla galleria e di fare esperienza nel mercato dell'arte.
La piattaforma sarà attiva il 27 novembre 2020 dalle ore 9 alle 23.59;  il pubblico potrà registrarsi direttamente dalla homepage del sito www.artverona.it.

Grazie alla collaborazione con due partner importanti, ArtVerona Digital presenta due nuovi premi: A Collection e Premio Studio Montani Tesei under 35, che si aggiungono così ai riconoscimenti di Level 0, il format ideato nel 2013 da Andrea Bruciati che invita musei e fondazioni private - ben 18 quest'anno - a individuare ciascuno un artista italiano tra quelli presentati sulla piattaforma durante Digital Yellow (dal 4 al 14 dicembre), che verrà poi promosso all'interno della programmazione futura dell’istituzione.
A Collection è un premio di produzione associato a un breve percorso di residenza e darà la possibilità al vincitore, scelto da una giuria composta da Giovanni Bonotto, Chiara Casarin, Marcello Forin e Nicola Zanella fra quelli presentati sulla piattaforma dalle gallerie partecipanti, di disegnare un arazzo e di assistere alle prime fasi della tessitura: a realizzarlo sarà il maestro tessitore Giovanni Bonotto, che costruisce insieme all’artista l’identità visiva dell’opera.
Lo Studio Legale Montani Tesei, realtà giovane e prestigiosa, sosterrà gli artisti under 35 presenti in fiera con un premio acquisizione (giuria composta da Virginia Montani Tesei, Collezione Taurisano, Sabrina Comin); lo Studio, insieme ad altri professionisti, propone ai collezionisti di ArtVerona, attraverso la prenotazione di un incontro privato, anche il servizio di art finance Masterpiece che propone al collezionista di utilizzare la propria collezione, tutta o in parte e senza perderne la proprietà, per ampliarne il valore e l’entità.

Vengono inoltre presentati nella sezione Insight della piattaforma altri format previsti inizialmente in fiera: Counterpoint è il ciclo di talk a cura di Maria Chiara Valacchi che, ogni giovedì alle 18 dal 26 novembre al 7 Gennaio 2021 (ad eccezione del 24 e 31 dicembre), condurrà sul profilo Instagram della fiera brevi interviste di quindici minuti ciascuna. Ospiti del primo appuntamento Barnaba Fornasetti, Direttore artistico dell’Atelier Fornasetti e Valeria Manzi, Presidente dell’Associazione Fornasetti Cult. 

Studiochat è invece il nuovo format di dialogo tra curatore e artisti, pensato da Saverio Verini per i profili social di ArtVerona. Dodici artisti, scelti da Verini tra quelli proposti dalle gallerie partecipanti, avranno l’occasione di presentarsi in un video da un minuto rispondendo a tre semplici domande sul proprio percorso artistico.  
Giunge alla quinta edizione Critical Collecting, il format ideato e curato da Antonio Grulli che mette il collezionismo al centro: dieci giovani critici d’arte indipendenti sono stati invitati a raccontare la collezione o il modo di collezionare di altrettanti collezionisti, con particolare attenzione al mercato italiano.

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Archivi Tematici del XX Secolo

Da un’idea della ricercatrice e gallerista Allegra Ravizza dodici piccole raccolte di materiali di archivio originali diventano oggetti da collezione.

Un libro prezioso, uno spartito firmato da un amico, le pagine di un quotidiano che ha cento anni, una vecchia fotografia con dedica, un biglietto di auguri e una lettera manoscritta, una antica fiaba illustrata, il ricordo di una Diva, la scrittura di un rivoluzionario, una struggente dedica d’amore, un calendario illustrato.

Con Archivi Tematici del XX Secolo la Galleria Allegra Ravizza mette a disposizione di studiosi, collezionisti e appassionati piccole e preziose raccolte di documenti e oggetti originali accuratamente selezionati.

Dodici raccolte che, con i loro preziosi contenuti, raccontano argomenti specifici del secolo scorso, dal Decadentismo al Futurismo. Frutto di una ricerca approfondita, gli Archivi Tematici hanno l’ambizioso scopo di restituire sensazioni dimenticate o incomprese relative a una storia culturale condivisa.

“La cultura è come il rumore – spiega Allegra Ravizza citando John Cage – quando lo vogliamo ignorare ci disturba, quando lo ascoltiamo ci rendiamo conto che ci affascina […] Il silenzio non esiste [1], così come l’ignoranza non esiste”.

Obiettivo di questo progetto di ricerca e diffusione di materiali culturali originali è ritessere una relazione tra la storia passata e gli esiti culturali della contemporaneità, nella convinzione che la storia dell’arte e della cultura abbiano un ruolo evolutivo nello sviluppo della coscienza individuale e collettiva: “quando lo ascoltiamo, l’eco del rumore della Cultura, sentiamo che rimbalza su ogni parete intorno a noi - continua la gallerista - e si trasforma per essere Conoscenza e Consapevolezza”.

I dodici archivi vogliono aiutare la comprensione del passato, in un momento storico come quello che stiamo attraversando, che ci chiude nelle nostre case e sta cambiando profondamente il modo di fruire l’arte: gli Archivi Tematici del XX Secolo infatti, possono essere spediti in qualunque luogo ed essere fruiti da chiunque permettendo a ognuno di ripercorrere, in modo curioso, le tracce di artisti, musicisti e poeti del secolo scorso.

Gli archivi si dividono in due gruppi: uno dedicato a Gabriele D’Annunzio e uno alla Musica Futurista. Il primo gruppo raccoglie alcune celebri pubblicazioni del più noto poeta del Decadentismo italiano – Canto Novo, Poema Paradisiaco, Sogno di tramonto d’Autunno – corredate dalle musiche di Franco Casavola, Francesco Paolo Tosti, Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero e molti altri che si sono ispirati alle liriche del poeta.

Il secondo gruppo è dedicato alle ricerche sulla Musica Futurista con materiali come il documento originale del Manifesto del Musicisti Futuristi e de L’Arte dei Rumori di Luigi Russolo, le tracce delle prime registrazioni audio del suo Intonarumori e gli spartiti musicali di altri esponenti del movimento come Francesco Balilla Pratella, Franco Casavola e Silvio Mix.

 

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Elena Mazzi, Muse, 2020. Still da video prodotto dalla Fondazione In Between Art Film per il progetto MASCARILLA 19 Codes of Domestic Violence

 

 

#KeyWords. Parole che aprono il presente: un dialogo tra arte e psicologia

Nel palinsesto digitale Pecci ON un nuovo format realizzato in collaborazione con LabCom – Ricerca e azione per il benessere psicosociale – spin-off accademico dell'Università degli Studi di Firenze, per affrontare in modo multidisciplinare alcune parole chiave del nostro tempo.

Nel corso dei primi tre incontri, pensatori, artisti e studiosi si confronteranno su trauma, limite e fiducia partendo dalla necessità di comprensione e condivisione delle sfide di questo presente incerto.

Martedì 24 novembre alle ore 18.30 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta il primo appuntamento di #KeyWords. Parole che aprono il presente: un dialogo tra arte e psicologia, nuovo format parte del palinsesto digitale Pecci ON.

Protagonisti di una conversazione sulla parola TRAUMA saranno il coreografo Virgilio Sieni e la psicologa Teresa Bruno, con la mediazione della Direttrice del Centro Pecci, Cristiana Perrella, e della psicologa Elisa Guidi: l’incontro sarà gratuito e aperto a tutti e verrà trasmesso in live streaming su www.centropecci.it.

Il format #KeyWords nasce dalla collaborazione del Centro Pecci con LabCom – Ricerca e azione per il benessere psicosociale – spin-off accademico dell’Università degli Studi di Firenze, che fa parte del Laboratorio Congiunto Multisetting Community Action Research: from real to virtual del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia – FORLILPSI, Università di Firenze – UNIFI.

#KeyWords propone una serie di incontri in cui ospiti provenienti da ambiti differenti dialogheranno ogni volta su una diversa parola chiave. Partendo dall’esigenza di comprensione e condivisione delle difficoltà che ognuno di noi sta incontrando in questo momento storico, sia a livello personale che sociale, le parole verranno usate per approfondire gli stati d’animo, affrontare le insicurezze, cercare chiavi di lettura e acquisire nuovi strumenti che possano arricchire la cassetta degli attrezzi di cui abbiamo bisogno per affrontare le sfide che ci impone il nostro tempo.

Crisi e incertezza descrivono oggi la nostra visione del presente e del futuro: connubio che genera un senso di impotenza in cui lo stato di attesa prolungato che stiamo sperimentando non viene percepito come “resistenza” quanto piuttosto come “sopravvivenza”, simile a quella di un naufrago in mare senza vento. Viktor Frankl – neurologo, psichiatra e filosofo austriaco, tra i fondatori dell'analisi esistenziale e della logoterapia – dice che l’uomo è “in cerca di senso”, quindi il vuoto dell’incertezza che oggi viviamo può essere riempito da confronto, riflessione, incontro dialogico tra idee ed esperienze.

#KeyWords parte da queste considerazioni e – mettendo al centro il museo come luogo che raccoglie una comunità non solo fisica, ma simbolica (quella dell’arte, della cultura, della scienza) – ospita pensatori, artisti, studiosi in un dialogo aperto, per e con gli ascoltatori, su temi centrali in questo momento storico.

Martedì 24 novembre il primo appuntamento che precede la data simbolica del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, viene dedicato alla parola TRAUMA e vede protagonisti Virgilio Sieni, coreografo e danzatore la cui pratica da sempre si confronta con l’idea di comunità, in dialogo con Teresa Bruno, psicologa, psicoterapeuta e Presidentessa di Artemisia Centro Antiviolenza. Ad accompagnare gli ospiti nel dialogo saranno Cristiana Perrella, Direttrice del museo, ed Elisa Guidi, psicologa, Postdoctoral fellow & Socia di LabCom, attiva nell’ambito della ricerca sulla violenza di genere. All’inizio dell’incontro verrà proiettata una pillola del video Muse (2020) di Elena Mazzi, prodotto dalla Fondazione In Between Art Film per il progetto MASCARILLA 19 Codes of Domestic Violence.

Dal trauma legato alla violenza alla perdita della funzione del gesto, dalla memoria fisica dell'atto traumatico alla sua possibile narrazione: l’incontro vuole ampliare la riflessione su questi temi mettendo a confronto il linguaggio dell'arte e quello della psicologia partendo dall'esperienza della pandemia e dall’aumento della violenza sulle donne durante il lockdown. Secondo il report Istat diffuso il 13 maggio 2020, dal 1 marzo al 16 aprile 2020 è stato registrato un aumento del +73% di chiamate al numero verde antiviolenza 1522 rispetto allo stesso periodo del 2019, con una crescita di richieste di aiuto soprattutto in Lazio, Toscana, Sardegna e Umbria; il 45,3% delle vittime ha dichiarato paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non ha denunciato il reato subito; nel 93,4% dei casi la violenza si è consumata tra le mura domestiche, nel 64,1% sono stati riportati casi di violenza assistita.

Prossimi appuntamenti giovedì 10 dicembre con l’incontro dedicato alla parola LIMITE, e martedì 22 dicembre con quello dedicato alla parola FIDUCIA.

 

 nadia vitone

ph Nadia Vitone

 

 

Fondazione MACTE  OPEN CALL  Premio Termoli – Sezione Architettura e Design

62ma edizione DEADLINE ESTESA FINO AL 16 DICEMBRE 2020.

La Fondazione MACTE è lieta di annunciare che la deadline per partecipare all'Open Call per la 62ma edizione del Premio Termoli–Sezione Architettura e Design è stata posticipata: le candidature potranno essere inviate fino al 16 dicembre 2020.

Inaugurato nel 1955, il Premio Termoli è tra i più longevi del panorama artistico italiano e dalle edizioni che si sono susseguite negli anni si è creata una ricca collezione di opere d'arte ora affidata alla Fondazione MACTE.

Nel 2020 la storia del Premio Termoli si rinnova con la creazione di una nuova sezione dedicata all'Architettura e al Design che si articola nella ricerca di un progetto di committenza, inscrivendosi in una tradizione italiana volta alla ricerca e all'adozione di nuovi approcci artistici ed architettonici.

La 62ma edizione del Premio Termoli è curata da Laura Cherubini e assegnerà due premi in denaro: uno al/la vincitore/trice della Sezione Arti Visive e uno per la Sezione Architettura e Design. Il processo di selezione si articolerà per quanto riguarda la sezione Arti Visive in un comitato curatoriale che procederà all'invito diretto di artisti, mentre per la sezione Architettura e Design, sollecitiamo qui le candidature digitali di architetti, designer e artisti internazionali fino al 16 dicembre 2020.

Il tema del concorso per la Sezione Architettura e Design è la progettazione di una pensilina per la sosta degli autobus urbani per la città di Termoli che abbia caratteristiche di innovazione e che sia tecnologicamente avanzata ed eco-sostenibile. Per consultare le regole del bando si prega di scaricare il regolamento e gli allegati in calce.

Una giuria qualificata composta da Laura Cherubini, curatore della 62ma edizione del Premio Termoli; Domitilla Dardi, Curatore per il Design, MAXXI; Angela Rui, critica e curatrice del design; Andrea Viliani; Curatore CRRI-Centro di Ricerca Castello di Rivoli e di Pompeii Commitment. Materie archeologiche e Paolo De Matteis Larivera, Presidente della Fondazione MACTE selezioneranno i progetti finalisti presentati in una mostra presso il Museo MACTE.

Il progetto vincitore delle 62ma edizione del Premio Termoli–Sezione Architettura e Design, oltre a un premio in denaro conferito alla proposta ritenuta migliore dalla giuria, verrà inoltre affidato al Comune di Termoli per essere incluso nei futuri piani di riqualificazione urbana. Oltre alla giuria di esperti, ci sarà una menzione speciale per il progetto che riceverà il maggior numero di consensi da parte dei visitatori, annunciata nell'ultimo giorno della mostra.

Il bando e gli allegati sono disponibili e scaricabili nella sezione Premio Termoli del sito https://www.fondazionemacte.com/

Le candidature si raccolgono solo in forma digitale e non oltre il 16 dicembre alle ore 12.00 (CET) all'indirizzo Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., al quale si può scrivere anche per ottenere informazioni.

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Norma Jeane, Corpo di fabbrica, 2020. Installazione luminosa composta da: dispositivo per monitoraggio a distanza in tempo reale del respiro indossato dall'artista per tutta la durata della mostra, impianto luci, materiali vari. Courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma Photo Studio DSL

 

 

Quadriennale d’arte 2020 FUORI - Corpo di fabbrica di Norma Jeane

In attesa della riapertura al pubblico, la Quadriennale 2020 continua ad essere FUORI abitando lo spazio urbano attraverso un’opera che mantiene presente e viva la connessione tra la mostra e il visitatore.

Mentre dietro le porte chiuse di Palazzo delle Esposizioni la mostra attende il ritorno dei visitatori, FUORI dal Palazzo un’opera d’arte prende vita, solitaria e visibile da via Nazionale ogni sera dalle 18.00 alle 8.00 del mattino, grazie alla fruttuosa collaborazione tra la Fondazione Quadriennale di Roma e l’Azienda Speciale Palaexpo.

Corpo di fabbrica è un’opera che “respira”, una grande installazione luminosa creata da Norma Jeane per le arcate di Palazzo delle Esposizioni. Per tutta la durata della mostra al calare del buio il Palazzo pulsa di luce seguendo in tempo reale la frequenza e l’intensità del respiro dell’artista collegato a distanza attraverso un dispositivo indossabile. 

Invitato dai curatori Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol a realizzare un lavoro site-specific per l’esposizione, Norma Jeane riflette sul rapporto simbiotico tra uomo e tecnologia ma anche sulla dimensione politica del respiro, quanto mai presente nel corso di questo 2020. In attesa della riapertura al pubblico, la Quadriennale 2020 continua ad essere FUORI abitando lo spazio urbano attraverso un’opera che mantiene presente e viva la connessione tra la mostra e il visitatore.

L’opera è stata realizzata con la collaborazione del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano rappresentato dagli inventori del brevetto del dispositivo Respirhò Andrea Aliverti e Ambra Cesareo (insieme ad Alessandra Angelucci e Lorenzo Francioli).

“Fedele al motto della mostra la Quadriennale è comunque  , con una importante presenza sulla rete e con il respiro di Norma Jeane, che fa pulsare di luce il palazzo in sonno, in attesa della imminente riapertura” dichiara Umberto Croppi, presidente della Fondazione La Quadriennale di Roma.

“In questa occasione vorrei semplicemente esprimere un ringraziamento. Ieri sera, passando davanti alla facciata di Palazzo delle Esposizioni, finalmente visibile, ho avuto la sensazione di ricevere un dono. Attraverso la metafora del rapporto tra quantità di ossigeno e intensità della luce, l’artista Norma Jeane e con lui tutta la Quadriennale d’arte 2020, ci regalano una pulsazione di vitalità. Nonostante tutto. Quindi come presidente e come passante su via Nazionale, grazie” dichiara Cesare Pietroiusti, presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo.

 

 Angelini Giganti GdC CaPesaro

Immagine Paola Angelini La sala dei giganti / The room of the giants 2020 Mixed media on canvas 175x200cm Photocredits Michele Alberto Sereni

 

 

GIORNATA DEL CONTEMPORANEO 2020 alla Ca' Pesaro di Venezia

Per la sedicesima edizione dell'iniziativa di AMACI, nella Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro saranno esposte alcune opere dell'artista marchigiana Paola Angelini.

La sedicesima edizione dell'iniziativa di AMACI, l'Associazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani, cade quest'anno il 5 dicembre. Nella Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro saranno esposte alcune opere dell'artista marchigiana Paola Angelini.

Tema conduttore dell'edizione 2020 della Giornata del Contemporaneo è comunità/community e a partire da novembre ha anche una sua declinazione on-line, come indicato dal MIBACT  Ministero dei Beni Culturali e del Turismo.

A tutti i Musei associati AMACI è stato chiesto di proporre un artista e la Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Venezia ha scelto Paola Angelini, già selezionata dal Museo per il programma Level0 nella scorsa edizione di ArtVerona. A Ca' Pesaro per la Giornata del Contemporaneo verranno esposte alcune tele inedite frutto della permanenza dell'artista nelle sale del Museo e della sua riflessione sui maestri della storia dell'arte, in dialogo con i capolavori della collezione. Il processo di ricerca e creazione di Paola Angelini comprende la condivisione in digitale, a novembre, delle diverse fasi di produzione delle opere nella Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Venezia e nel suo studio nelle Marche, attraverso clip e video.

Il tema comunità/community viene così declinato da Ca' Pesaro in diverse accezioni, intendendo la complessità delle opere in collezione, la relazione fra gli artisti e la storia dell'arte, il dialogo delle opere fra loro attraverso tempo e spazio, e non da ultimo le possibilità offerte dalle tecnologie di sviluppare, divulgare e mettere in rete le infinite declinazioni dell'arte e della cultura nel nuovo millennio.

Gli artisti e tutte le realtà che lavorano nell'arte contemporanea sono invitati a partecipare all'iniziativa, pubblicando contenuti in qualsiasi forma nei diversi canali social con hashtag #giornatadelcontemporaneo https://t.contactlab.it/c/2005466/3066/2165350/29890">➽

Nella Giornata del Contemporaneo, sabato 5 dicembre, l'ingresso alla Galleria Internazionale d'Arte Moderna di Ca' Pesaro sarà gratuito per tutti  https://t.contactlab.it/c/2005466/3066/2165350/29889">➽


Paola Angelini nata a San Benedetto del Tronto, Italia (1983) si diploma in Pittura nel 2010 presso l’Accademia di Belle Arti di Firenze. Nel 2011 frequenta il workshop in Arti Visive presso lo IUAV Università di Venezia tenuto da Bjarne Melgaard, e nello stesso anno espone nel Padiglione Norvegese della 54esima Biennale di Venezia nella mostra intitolata Baton Sinister. Nel 2017 ottiene il Master in Belle Arti presso KASK Conservatorium a Gent (BE). Nel 2014 e nel 2016 partecipa al programma di residenza d’artista presso Nordic Artists’Centre Dale (NKD), Norvegia, e nello stesso anno partecipa al programma di residenze presso Bevilacqua La Masa a Venezia. Ha partecipato a diverse mostre in Italia e all’estero, tra cui: What is Orange? Why, an Orange, Just an Orange!,Mar- sélleria, Milano, 2016; Forme del tempo, a cura di Veronica Caciolli, Museo Palazzo Pretorio, Prato, 2017; La conquista dello spazio, a cura di Riccarco Tonti Bandini, Spazio K, Galleria Nazionale delle Marche, Urbino, 2017; Rethinking Media, Brandstrup Galleri, Oslo, Norvegia, 2018 ; Babel of Bric a Bràc, BGE Gallery, Stavanger, Norvegia, 2019. Attualmente vive e lavora a San Benedetto del Tronto.