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 Jacopo Benassi, The Belt, 2020

 

Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato esce dalle sue mura per invadere le strade della città

Ci sarà una campagna di affissioni pubbliche che utilizzano le immagini tratte da The Belt, progetto fotografico di Jacopo Benassi dedicato al distretto tessile pratese in collaborazione con l’Archivio Manteco. 

Dal 31 agosto e per due settimane il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato esce dalle sue mura per invadere le strade della città con una campagna di affissioni pubbliche che utilizzano le immagini tratte da The Belt, progetto fotografico di Jacopo Benassi dedicato al distretto tessile pratese in collaborazione con l’Archivio Manteco.

La campagna di affissioni che anticipa la mostra Vuoto di Jacopo Benassi in apertura al Centro Pecci dall’8 settembre, risponde al desiderio del museo di varcare i suoi confini fisici e cercare un rapporto dinamico e diretto con la comunità cittadina.

Il progetto The Belt è dedicato a Prato, città d'arte e centro riconosciuto dell'industria tessile che si contraddistingue per la fitta filiera di piccole e grandi aziende d'eccellenza capaci di lavorare grandi quantità di tessuti dismessi provenienti da ogni parte del mondo producendo, attraverso procedimenti che mixano le più alte tecnologie e i vecchi saperi artigianali, materiale rigenerato di primissima qualità. I tessuti, i macchinari, i ritratti degli artigiani e le loro mani che lavorano, le persone colte in momenti di pausa o nell'atto di consumare pasti: le immagini di Benassi mescolano elementi prosaici a immagini sacre (il pulpito di Donatello per il duomo di Prato, i dipinti di Palazzo Pretorio) per mettere in relazione carnalità e materialità dell'umanità operosa che contraddistingue Prato, alle icone della sua storia e alla tradizione artistica che traspare nei luoghi della città. Il titolo del progetto, The Belt, si rifà alla Sacra Cintola, preziosa reliquia della Madonna conservata nella cattedrale di Prato quale elemento identitario della città.

Attraverso lo sguardo del fotografo e i suoi scatti dal forte contrastato bianco e nero esplosi su manifesti pubblicitari, il Centro Pecci si riversa negli spazi della città rendendo visibile una delle anime di Prato ai cittadini.

Dall'8 settembre al 1 novembre 2020 con la mostra Vuoto, prima personale in un museo dedicata a Jacopo Benassi a cura di Elena Magini, il museo di Prato offrirà poi uno sguardo completo sul lavoro potente, personalissimo, privo di mediazioni, del fotografo spezzino.

Dallo studio dell’artista parzialmente ricreato all’interno della mostra nelle sale del Centro Pecci, il progetto espositivo si sviluppa in una spazialità dilatata che accoglie alcune delle serie e dei lavori più significativi dell’autore, oltre ad alcune opere inedite legate al suo interesse per l’editoria e la produzione di libri, come ad esempio la serie The Belt.

I soggetti di Benassi sono i più disparati, dall’umanità che abita la cultura underground e musicale internazionale (a partire dall’esperienza del club Btomic, gestito dallo stesso fotografo con alcuni amici) a ritratti di modelle, attrici, artisti, stilisti pubblicati nelle più importanti riviste italiane, fino all’indagine sul corpo, che varia dalla documentazione autobiografica di incontri sessuali, allo sguardo intenso sulla statuaria antica e che può essere considerato il “filo rosso” della sua produzione pantagruelica.

Un posto speciale nell’opera di Benassi è occupato dall’autoritratto, spesso legato al suo percorso performativo: la sperimentazione sulla performance, sua o di altri, si lega costantemente alla musica e viene sempre mediata dall’immagine fotografica, soggetto e oggetto della sua ricerca.

Il titolo della mostra – Vuoto – richiama la specifica sensazione dell'autore rispetto alla sua produzione, un desiderio di mettersi a nudo, tirando fuori da sé tutto, in un percorso di auto-esposizione pubblica.

In questa mostra il fotografo si concede interamente allo spettatore, consegnando il suo studio, i suoi strumenti, il panorama creativo che l’accompagna nella gestazione del lavoro, l’insieme degli scatti che danno vita a un’indagine ventennale sui temi dell’identità, della notte, del lavoro.

Un atto di apertura verso l’esterno che costituisce un punto zero nella carriera dell’artista e, di contro, una possibile rinascita.

Si ringrazia la galleria Francesca Minini e l’Archivio Manteco per il contributo nell’organizzazione della mostra.

INFO

JACOPO BENASSI 1970, La Spezia. Vive e lavora a La Spezia.

Nel 2019 ha esposto il progetto CRACK in due personali, a CAMERA – Centro italiano per la fotografia di Torino e al Festival Fotografia Europea 2019 a Reggio Emilia. Nello stesso anno ha tenuto una personale al Palazzo Bentivoglio di Bologna a cura di Antonio Grulli, Bologna Portraits. Alla fine del 2016 ha pubblicato il libro Gli aspetti irrilevanti, pubblicato da Mondadori e di cui è co-autore assieme a Paolo Sorrentino: il regista vincitore di un premio Oscar ha creato 23 piccole storie partendo da 23 ritratti di Jacopo Benassi. No Title Yet! è uno spettacolo di fotografia e performance creato con I Kinkaleri. Nel 2014 è stato presentato un magazine edito dallo stesso Benassi, prodotto al Palais de Tokyo di Parigi in collaborazione con Le Dictateur di Milano. Ha collaborato con il direttore artistico Federico Pepe a COCO, un progetto di musica e videoarte. Dal 2013 al 2015 ha esposto per tre edizioni al Si Fest di Savignano sul Rubicone. Nel 2011 ha esposto in una mostra personale alla galleria Zelle a Palermo. Ha aperto Talkinass Paper and Records e prodotto magazine e CD live di artisti della scena underground. Ha collaborato con registi e scrittori come Paolo Sorrentino, Daniele Ciprì, Asia Argento e Maurizio Maggiani. Nel 2010 ha preso parte a No Soul for Sale con Le Dictateur alla Tate Modern di Londra, un evento curato da Maurizio Cattelan e Massimiliano Gioni. Nel 2009 la 1861 United Agency ha pubblicato una monumentale monografia di Benassi: The Ecology of Image. Sempre nel 2009 ha preso parte a FotoGrafia - International Festival of Rome. Nel 2007 ha esposto nella mostra Vade retro. Arte e omossessualità, da von Gloeden a Pierre et Gilles, curata da Vittorio Sgarbi e Eugenio Viola. Ha collaborato con numerose riviste in Italia e all’estero. Nel 2005 ha partecipato a Aphotography alla Changing Role gallery a Napoli e nel 2006 - 2007 ad Artissima, Torino.

ARCHIVIO MANTECO è il ramo culturale dell'azienda tessile Manteco. L'Archivio preserva l'eredità culturale della compagnia, supportando allo stesso tempo progetti artistici radicali e ambiziosi. Manteco, fondata a Prato nel 1943 dalla famiglia Mantellassi, è leader nella produzione di lane sostenibili e di tessuti innovativi. È una delle principali eccellenze dell'industria della moda Made in Italy e collabora con i più grandi marchi mondiali del settore. Manteco è stata premiata a livello nazionale e internazionale per i suoi sforzi nell'ambito dell'innovazione sostenibile e dell'economia circolare.

The Belt è stato realizzato grazie al supporto di Archivio Manteco.

 

 Kenro Izu Pompei Necropoli di Porta Nocera 2016. Courtesy Fondazione di Modena Fondazione Modena Arti Visive

 Kenro Izu, Pompei, Necropoli di Porta Nocera, 2016. Courtesy Fondazione di Modena - Fondazione Modena Arti Visive 

 

Requiem for Pompei alla FMAV - MATA

Ultima occasione per visitare la mostra Requiem for Pompei del fotografo giapponese Kenro Izu. 

Ultima occasione per visitare la mostra Requiem for Pompei del fotografo giapponese Kenro Izu, allestita nelle sale del MATA di Modena: sabato 25 e domenica 26 luglio, sarà l'ultimo weekend di apertura dell'esposizione, composta da 55 fotografie inedite, donate dall’artista giapponese alla Fondazione di Modena, e frutto di una visione lirica di quanto è rimasto a Pompei, il giorno dopo l’eruzione del 79 d.C.

L'ingresso alla mostra è libero e avviene applicando le prescrizioni di sicurezza, con una capienza massima di 10 persone e mascherina obbligatoria

Sede

FMAV - MATA

via della Manifattura dei Tabacchi 83, Modena

Orari

Fino al 26 luglio > ogni sabato e domenica: 11-19

Informazioni

Tel. +39 059 4270657 | www.fmav.org

A tutti i visitatori che acquisteranno il libro Kenro Izu. Requiem sarà data in omaggio una copia del volume Pompei il tempo ritrovato di Massimo Osanna.

 

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 Luca Pozzi, Third Eye Prophecy, 2019. Scultura digitale, applicazione di realtà aumentata, dal progetto The Dark Collection presso Pinacoteca di Brera, dimensioni variabili.

Fondazione Modena Arti Visive annuncia il programma 2021

Un circuito virtuoso, all’interno del quale le proposte formative ed educative si intrecciano con i contenuti della mostre, divenendo così parte integrante dei percorsi espositivi e degli eventi collaterali. 

Le attività del Centro di produzione delle mostre e quelle della Scuola di alta formazione, con un accento sempre più marcato sulla rete di collaborazioni, a partire dal territorio in cui FMAV opera, la città di Modena. Sono queste le nuove linee guida che tracciano il nuovo programma espositivo e formativo per l’anno 2021 di Fondazione Modena Arti Visive.

Un circuito virtuoso, all’interno del quale le proposte formative ed educative si intrecciano con i contenuti della mostre, divenendo così parte integrante dei percorsi espositivi e degli eventi collaterali. Gli artisti chiamati a esporre, grandi protagonisti dell’arte italiana e internazionale, sono a loro volta coinvolti nelle attività progettate per gli studenti e il grande pubblico, in qualità di docenti o visiting professor. L’obiettivo principale è quello di sviluppare insieme una ricerca nel campo delle arti visive, sempre più tematizzata verso le Digital Arts e le New Technologies, in un momento in cui la rivoluzione tecnologica in atto e i complessi mutamenti sociali che stiamo vivendo richiedono una riflessione profonda sulle responsabilità della cultura.

“I giovani talenti si coltivano anche attraverso l’educazione al bello. Fin dalla sua nascita Fondazione Modena Arti Visive si è posta il duplice obiettivo della formazione e della produzione di mostre. Il programma 2021 dà un forte impulso a questa sinergia stretta per definire un circolo virtuoso dentro il quale le esposizioni, gli artisti e le attività formative si integrano e si influenzano vicendevolmente per crescere insieme, coinvolgendo il nostro territorio e convogliando qui le istanze più innovative del panorama delle arti visive contemporanee.” (Gino Lugli, Presidente FMAV)

Il calendario 2021 di Fondazione Modena Arti Visive si inscrive all’interno di un programma strategico triennale di più ampio respiro, che vede introdurre nella progettazione delle attività nuovi format ricorrenti e la pubblicazione dei primi cataloghi editi da FMAV.

Workshop con Mario Cresci nell’ambito del Master di alta formazione sull’immagine contemporanea.

LE MOSTRE PERSONALI

Computer grafica, videoinstallazioni multimediali e interattività. Cinque sono le mostre personali che il programma espositivo annuale 2021 di FMAV propone coinvolgendo artisti di diverse generazioni, noti a livello internazionale.

Luca Pozzi (Milano, 1983) è specializzato in computer grafica e tecnologia di sistema, con cui combina storia dell’arte, fisica, cosmologia e informatica, dando origine a installazioni ibride caratterizzate da sculture magnetizzate, levitazione di oggetti, disegni di luce e un uso performativo della fotografia.

Jordi Colomer (Barcellona, 1962) utilizza in particolare la fotografia e il video per mettere in scena, attraverso l’idea di teatro allargato, situazioni in cui invita gli spettatori a riflettere sullo spazio urbano e sulle relazioni sociali in chiave sociologica e ironica. È la sua prima personale italiana, oltre al Padiglione Spagna della Biennale di Venezia del 2017.

Pamela Breda (Vittorio Veneto, 1982) presenta un’unica grande opera multimediale dal titolo The Quintessence. Il progetto, nato con l’idea di promuovere un nuovo sguardo sul mondo scientifico dell’astrofisica e dell’esplorazione spaziale, è vincitore del bando Italian Council 2019 finanziato dal Ministero per i Beni e le attività culturali.

Luca Maria Patella (Roma, 1934) è tra i primi sperimentatori della multimedialità nelle arti visive. La mostra racconta l’evoluzione della sua pratica artistica, che integra linguaggio e tecnologia, dai primi lavori degli anni '60, in cui già si notavano i prodromi della successiva rivoluzione digitale, fino agli anni Duemila.

Conclude il programma espositivo del 2021 la mostra headliner dedicata a un artista di fama internazionale che opera nel vasto panorama delle arti visive digitali, della performance e della musica astratta contemporanea.

IL FUTURO DELLA COLLEZIONE DEL MUSEO DELLA FIGURINA

Dagli stickers all’immagine digitale.

Tra le tante novità del 2021, c’è il nuovo format espositivo MuFi Digital, che chiama artisti, disegnatori, designer e curatori a interpretare la collezione – unica al mondo – del Museo della Figurina con una chiave narrativa inedita basata sull’uso delle tecnologie digitali, come anticipazione del futuro riassetto multimediale del Museo presso AGO Modena Fabbriche Culturali. Gli spazi esterni del Complesso architettonico di Sant’Agostino, in via di ristrutturazione, saranno inoltre animati virtualmente da MuFi OFF Digital, una serie di interventi digitali sulla storia e il patrimonio del Museo della Figurina, individuati attraverso un bando specifico.

Nell’ottica di favorire e incentivare la fruizione turistica di quella che è considerata internazionalmente un’eccellenza modenese, la Collezione Museo della Figurina sarà aperta al pubblico per tutta l’estate 2021. In concomitanza con il Campionato Europeo di calcio 2021, è prevista una mostra sulla storia del torneo calcistico internazionale attraverso oltre 40 album di figurine da tutta Europa, provenienti dalla collezione del Museo della Figurina e dalla raccolta personale di Gianni Bellini, tra i più importanti collezionisti di album sul calcio.

FMAV PER MODENA

Creatività, partecipazione e rete.

Punta sulle relazioni con il territorio ed è site-specific per vocazione, il nuovo format annuale Progetto Modena, che in questa sua prima edizione si declina in un progetto espositivo proposto da un curatore attivo in città, a cui viene affidato l’incarico della realizzazione delle opere provenienti da artisti del territorio e dell’allestimento della mostra, in collaborazione con le comunità e le realtà produttive locali.

FMAV line è un progetto territoriale su base digitale ideato da FMAV per connettere le realtà modenesi che si occupano di cultura, dal teatro alla musica, dalla danza alle arti visive. Un luogo di scambio e dialogo che si alimenta costantemente indicizzando associazioni, fondazioni, enti e imprese culturali e dando come risultato visivo una rete sempre in evoluzione. Questo consentirà di far emergere gli snodi più attivi e di stimolare le connessioni, con l’obiettivo di elaborare ogni anno insieme un progetto trasversale, che FMAV contribuirà a realizzare. Alla fine di settembre 2020 è previsto un evento pubblico di presentazione del progetto alla città.

E’ in questa ottica che Fondazione Modena Arti Visive sarà parte integrante del nuovo SpazioF, il nuovo servizio, di prossima apertura, ideato da Fondazione di Modena per favorire le relazioni sul territorio e la divulgazione delle attività di tutte le realtà culturali a cui dà sostegno, attraverso una fruizione online e digital dei contenuti prodotti. L’ampio spazio, sito al piano terra della sede di Fondazione di Modena, sarà anche luogo di incontri, presentazioni ed eventi realizzati con il coinvolgimento di FMAV.

EDUCAZIONE E FORMAZIONE

Nuove proposte e collaborazioni a distanza.

In ambito formativo, Fondazione Modena Arti Visive vede l’ampliamento e il consolidamento dei Corsi brevi ELEMENTS, la conferma del percorso biennale del Master sull’immagine contemporanea e del Corso per curatori dell’immagine contemporanea ICON e l’estensione delle collaborazioni della Scuola di alta formazione con partner internazionali, nazionali e locali. Non mancherà l’appuntamento annuale con la mostra degli studenti del Master sull’immagine contemporanea.

Dal punto di vista dell’offerta educativa, Fondazione Modena Arti Visive punterà su un incremento dell’offerta dei laboratori rivolti alle scuole di ogni ordine e grado con attività incentrate sulla didattica a distanza per famiglie, studenti e insegnanti.

Ripartono a ottobre le attività educative gratuite rivolte alle scuole con un programma rinnovato sia a livello di proposte didattiche sia per la modalità di conduzione. Durante i mesi del lockdown il dipartimento educativo ha continuato a lavorare sperimentando nuove forme di didattica a distanza, da cui sono scaturite alcune delle nuove proposte in programma.

Per il nuovo anno scolastico FMAV punta sulla formazione e offre alle scuole una maggiore flessibilità organizzativa, personalizzando le attività in base alle esigenze della classe e all’evoluzione della situazione generale. Oltre alla conduzione tradizionale, per le Scuole Secondarie viene attivata anche una modalità a distanza. I laboratori per le Scuole d’Infanzia e Primarie sono affiancati da un percorso formativo personalizzato per docenti, durante il quale l’insegnante può approfondire i contenuti dell’attività e ricevere un kit con tutti i materiali per lavorare con gli alunni, adattando al meglio tempi e modalità e decidendo se avvalersi della presenza in classe di un operatore. Grazie alla collaborazione con MEMO questi percorsi saranno accreditati come esperienze formative.

Tra le nuove proposte in programma, il laboratorio Fiabe in figurina: un percorso per la Scuola d’Infanzia e Primaria dedicato alle fiabe e alla capacità delle immagini di raccontare storie, nel corso del quale viene proiettato un video immersivo realizzato in collaborazione con ERT.

Tra i percorsi destinati alla Scuola Secondaria: ABC della fotografia. Frammenti di realtà, evoluzione della proposta realizzata durante il lockdown con la partecipazione del fotografo modenese Franco Fontana, e ABC della fotografia. Il ritratto, la cui implementazione a distanza sarà possibile grazie all’avvio della collaborazione con FEM – Future Education Modena, nella quale si intrecciano le rispettive specializzazioni: l’educazione all’arte (FMAV) e la didattica attraverso tecnologie e approcci innovativi (FEM).

Nel 2021, infine, si festeggerà la decima edizione del Premio Davide Vignali, rivolto a tutti i giovani talenti della regione e promosso da Fondazione Modena Arti Visive, dalla Famiglia Vignali e dall’Istituto d’Arte A. Venturi.

Laboratorio didattico, FMAV - Palazzina dei Giardini, 2019.

 

Programma espositivo 2021

Luca Maria Patella

29.01 – 02.05.2021

FMAV – MATA

Luca Pozzi

12.02 – 16.05.2021

FMAV – Palazzo Santa Margherita

MuFi Digital

26.02 – 06.06.2021

FMAV – Palazzo Santa Margherita

Jordi Colomer

05.03 – 06.06.2021

FMAV – Palazzina dei Giardini

Pamela Breda

28.05 – 22.08.2021

FMAV – MATA

Mostra del Master FMAV Scuola di alta formazione

25.06 – 22.08.2021

FMAV – Palazzina dei Giardini

I Campionati Europei di Calcio in figurina

06 – 08.2021

FMAV – Palazzo Santa Margherita

Progetto Modena

06 – 08.2021

FMAV – Palazzo Santa Margherita

MuFi Digital

09.2021 – 01.2022

FMAV – Palazzo Santa Margherita

MuFi OFF Digital

09.2021 – 01.2022

AGO – Modena Fabbriche Culturali

Premio Davide Vignali

10 – 11.2021

FMAV – Palazzo Santa Margherita

Mostra Headliner

11.2021 – 01.2022

FMAV – Palazzina dei Giardini | AGO Modena Fabbriche Culturali

Il programma espositivo 2020 di Fondazione Modena Arti Visive si concluderà con le mostre che inaugurano il prossimo autunno: Broken Secrets (dal 10.09.2020, mostra digitale realizzata nell’ambito di PARALLEL - European Photo Based Platform, progetto co-finanziato dal programma Creative Europe Programme dell’Unione Europea); Mario Cresci. La luce, la traccia, la forma (12.09.2020-10.01.2021, Palazzo Santa Margherita); Anime Manga. Storie di maghette, calciatori e robottoni (12.09.2020-10.01.2021, Palazzo Santa Margherita); Quayola. Ultima perfezione (18.09.2020-10.01.2021, Palazzo Santa Margherita); Motel, mostra degli studenti del Master sull’immagine contemporanea della Scuola di alta formazione FMAV (10.10 – 8.11.2020, MATA); Willie Doherty. Where / Dove (06.11.2020-31.01.2021, Palazzina dei Giardini); POSTcard, mostra degli studenti del Corso per curatori dell’immagine contemporanea ICON della Scuola di alta formazione FMAV e Premio Davide Vignali (21.11.2020 - 03.01.2021, MATA). Per maggiori informazioni visitare: fmav.org.

 

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Call for Musicisti alla Fondazione Nicola Trussardi

Per il prossimo progetto, la Fondazione Nicola Trussardi sta cercando musicisti che sappiano cantare e contemporaneamente suonare l'organo. 

Per il prossimo progetto, la Fondazione Nicola Trussardi sta cercando musicisti che sappiano cantare e contemporaneamente suonare l'organo. I candidati devono essere esperti e praparati nel canto così come nello suonare l'organo o il pianoforte.

Modalità di partecipazione alle audizioni:

Si prega di contattare Barbara Roncari - responsabile della produzione, Fondazione Nicola Trussardi -  per segnalare il vostro interesse e ricevere ulteriori informazioni.

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

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È Caterina Riva la nuova Direttrice Artistica del MACTE

Grazie alla sua formazione ed esperienza a livello internazionale Caterina Riva guiderà per il prossimo triennio il Museo nato come polo culturale e centro per l'arte contemporanea per la città di Termoli e il Molise. 

È Caterina Riva la nuova Direttrice Artistica del MACTE – Museo di Arte Contemporanea di Termoli. Il suo nome è stato individuato dalla commissione esaminatrice presieduta da Paolo De Matteis Larivera, Presidente del MACTE, e composta da Laura Cherubini, Vincenzo de Bellis e Andrea Viliani, dopo un lungo e articolato processo di selezione che ha visto concorrere sessanta candidati di altissimo profilo provenienti da tutta Italia. Caterina Riva prenderà incarico dal 1 settembre 2020 e guiderà per il prossimo triennio il Museo inaugurato nell'aprile 2019 come polo culturale e centro per l'arte contemporanea per la città di Termoli e il Molise.

"Sono felicissima di cominciare questa avventura a Termoli – dichiara Caterina Riva – e ringrazio il Presidente e la commissione per avermi dato fiducia e aver creduto nella mia visione per la direzione artistica del MACTE. In seguito a un percorso professionale che mi ha portata da Londra alla Nuova Zelanda fino a Singapore, mi rallegro di poter tornare a lavorare nel mio Paese. In Molise porterò con me quello che ho imparato a diverse latitudini, riscoprendo orizzonti e ricercando nuove consapevolezze. La programmazione del mio triennio al MACTE si confronterà con la collezione del Museo, ponendola in dialogo con la produzione di mostre d’arte contemporanea ed eventi in un’ecosistema tra storia dell’arte, presente sociale e le esplorazioni di artisti, curatori, complici. Il MACTE che immagino sarà inclusivo, migrante, collegato, radicato, riflessivo."

 

"Esperienze di sradicamento hanno caratterizzato la storia delle comunità italiane – commenta il Presidente del MACTE, Paolo De Matteis Larivera. Gli abitanti del Molise sono oggi circa 300.000, ma nel mondo ci sono più di 1.000.000 di Molisani: questi fenomeni di emigrazione, soprattutto giovanile e intellettuale, che interessano il nostro territorio continuano a persistere, spesso frutto della necessità più che di libera scelta. Solo un anno fa il New York Times poneva il Molise come un territorio da riscoprire: nel frattempo ha preso avvio l'attività del MACTE, che non ha mai nascosto la propria ambizione a diventare simbolo di un decentramento culturale sostenibile. Oggi il nostro Museo è orgoglioso testimone del ritorno nel nostro Paese di una professionista del mondo dell’arte che – a seguito di importanti esperienze maturate a Londra, Singapore e in Nuova Zelanda – ha scelto di proseguire il proprio percorso in Italia partendo da uno dei territori simbolo dell’emigrazione. La nomina di Caterina Riva incarna l'indizio di un'auspicabile cambio di prospettiva, che sta alle nuove generazioni coltivare."

 

"In una società digitalizzata e globalizzata ma che, al contempo, si scopre ecologicamente fragile e attraversata da strutturali ineguaglianze, il MACTE di Termoli non rappresenta solo un "altro" museo d'arte contemporanea – sottolineano i membri della commissione esaminatrice, Laura Cherubini, Vincenzo de Bellis e Andrea Viliani. Un territorio che si configura come un ecosistema della mente e del corpo, che per questo invita a un tempo rallentato, può rivelarsi particolarmente adatto a ospitare un museo che è anche uno spazio-tempo per la riflessione. Esso incarna infatti la possibilità di dedicarsi all'esercizio critico, di ascoltare e provare a comprendere prima di agire, in cui ripensare il rapporto di reciproca implicazione fra natura e cultura, centralità e decentramento, abitudine e innovazione, e in cui sperimentare nuove forme di condivisione riattivando e re-immaginando le molteplici relazioni fra gli artisti e le comunità. La proposta e l'impostazione della candidatura di Caterina Riva manifestano il desiderio di condividere innanzitutto la propria esperienza di direzione – in istituzioni anche lontane dai grandi centri, e deputate alla ricerca e all'inclusione delle comunità di riferimento – per costruire nuove forme di dialogo fra radicamento e alterità, per sviluppare e irradiare atteggiamenti di responsabilità nei confronti delle potenzialità di ciò che è considerato come minoritario o marginale ma che, soprattutto di fronte alle numerose contraddizioni della nostra contemporaneità, si pone come paradigma per nuovi metodi di pensiero e di azione, per nuovi modelli comportamentali e sociali, per un'antropologia e un'ecologia anche intellettuali e istituzionali. In tutte le fasi del processo di selezione abbiamo sentito quanto fosse Caterina Riva a interrogare innanzitutto noi su queste prospettive: le siamo grati per questo e con la stessa dedizione al compito che sta per assumere le auguriamo ora, semplicemente, buon lavoro."

 

Caterina Riva è una curatrice e critica d’arte contemporanea.

 

Dal 2004 al 2008 è stata Coordinatrice del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como. Dal 2007 al 2011 è stata Direttrice e co-curatrice di FormContent, uno spazio di progetto che ha fondato a Londra con Francesco Pedraglio e Pieternel Vermoortel. Con FormContent ha curato mostre, pubblicazioni e programmi pubblici sia a Londra che su invito di centri d’arte europei. Dal 2011 al 2014 è stata Direttrice e Curatrice di Artspace, Auckland, Nuova Zelanda, dove ha lavorato con artisti come James Beckett, Peter Friedl, Maria Taniguchi e Goldin+Senneby. Tra il 2015 e il 2016 è stata Curatore Associato all’Istituto Svizzero di Roma e a Milano ha curato la programmazione di RIVIERA bookshop insieme a Dallas. Dal 2017 al 2019 è stata Curatrice presso l’Institute of Contemporary Arts Singapore, LASALLE College of the Arts, presentando le opere di Sim Chi Yin, Diego Marcon, Lawrence Lek, Joanna Piotrowska.

È stata invitata a partecipare a seminari, residenze per curatori e conferenze internazionali in Europa, Australia, Cina, Stati Uniti, Russia e Libano, ed è stata membro di commissioni di selezione e giurie di premi internazionali.

Ha ottenuto un Master in curatela dall’Accademia di Brera di Milano e uno dal Goldsmiths College di Londra. Ha pubblicato contributi critici, di recente nel catalogo della mostra The Sun Teaches Us That History isn’t Everything (Hong Kong: Osage Foundation, 2019), e scrive per riviste d’arte e di cultura come so-far (Singapore).

La commissione esaminatrice per l’individuazione del Direttore Artistico del MACTE è presieduta da Paolo De Matteis Larivera, Presidente del MACTE, e composta da Laura Cherubini, Direttore ad interim di MACTE e Docente titolare di Storia dell'Arte Contemporanea all’Accademia di Brera, Milano, Vincenzo de Bellis, Curatore e Direttore Associato, Arti Visive, Walker Art Center, Minneapolis, e Andrea Viliani, Responsabile e Curatore del CRRI-Centro di Ricerca Castello di Rivoli, Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino.

 


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Alla Collezione Maramotti apertura serale straordinaria mercoledì 22 luglio 2020

In questa occasione sarà possibile visitare liberamente i due piani della collezione permanente e la mostra temporanea "Two Thoughts di Svenja Deininger".  

Collezione Maramotti è lieta di annunciare una serata di apertura straordinaria mercoledì 22 luglio, come segnale di ripartenza della cultura a Reggio Emilia e nella cornice della rassegna Restate 2020.

In questa occasione sarà possibile visitare liberamente i due piani della collezione permanente e la mostra temporanea Two Thoughts di Svenja Deininger. 

La Collezione Maramotti, che ha aperto al pubblico nel 2007 all’interno della sede storica di Max Mara a Reggio Emilia, è dedicata all’arte contemporanea.
Oltre duecento opere sono in esposizione permanente e rappresentano alcune delle principali tendenze artistiche italiane e internazionali della seconda metà del XX secolo. Nel 2019 le ultime sale del percorso sono state riallestite per accogliere alcuni dei progetti presentati nei primi dieci anni di apertura: Enoc Perez (2008), Gert & Uwe Tobias (2009), Jacob Kassay (2010), Krištof Kintera (2017), Jules de Balincourt (2012), Alessandro Pessoli (2011), Evgeny Antufiev (2013), Thomas Scheibitz (2011), Chantal Joffe (2014), Alessandra Ariatti (2014). 

Two Thoughts, mostra personale della pittrice austriaca Svenja Deininger, raccoglie un ciclo di nuove opere pittoriche in dialogo con quattro dipinti degli anni Venti dell’avanguardista polacco Władysław Strzemiński, in prestito dal Muzeum Sztuki di Łódź. Partendo da un quadro del 2018 e prendendo spunto dalla ricerca di Strzemiński e dalle sue Architectural Compositions realizzate quasi un secolo fa, Deininger ha lavorato su numerose opere contemporaneamente per giungere alla selezione finale dei dipinti, alla “frase” che essi compongono sulle pareti della sala. 

Informazioni:

Per consentire la visita, nel rispetto delle norme vigenti in materia di distanziamento sociale, gli accessi alla Collezione saranno soggetti a prenotazione e organizzati in due turni orari, ciascuno riservato a 100 persone, fino ad esaurimento posti:
Primo turno: ore 18.30 – 20.30
Secondo turno: ore 21.00 – 23.00
L’ingresso è gratuito e consentito soltanto ai visitatori dotati di mascherina personale.
È disponibile un parcheggio interno (capienza: 50 auto).

Per informazioni e prenotazioni:
tel. +39 0522 382484
Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.