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Olimpia Zagnoli Dance Dance Dance The New Yorker 2017 

 Olimpia Zagnoli, Dance Dance Dance, The New Yorker, 2017

 

Fondazione Palazzo Magnani presenta CALEIDOSCOPICA. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli

Fondazione Palazzo Magnani porta negli spazi espositivi dei Chiostri di San Pietro lo stile eclettico dell’illustratrice di fama internazionale Olimpia Zagnoli.

Dal 28 novembre 2020 al 28 febbraio 2021, la Fondazione Palazzo Magnani porta negli spazi espositivi dei Chiostri di San Pietro lo stile eclettico dell’illustratrice di fama internazionale Olimpia Zagnoli, raccontato dalla mostra CALEIDOSCOPICA. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli, a cura di Melania Gazzotti.

La mostra è promossa dalla Fondazione Palazzo Magnani, in collaborazione con Comune di Reggio Emilia, Provincia di Reggio Emilia e Camera di Commercio di Reggio Emilia, con il patrocinio della Regione Emilia Romagna.

Dopo aver conquistato in pochissimi anni il mondo dell'editoria, della moda e della comunicazione, Olimpia Zagnoli torna a Reggio Emilia, città della sua infanzia, con un progetto espositivo capace di valorizzare le innumerevoli sfaccettature del suo lavoro e la capacità delle linee e dei colori delle sue figure, paesaggi, geometrie, di offrire all'immaginazione sempre nuovi stimoli.

CALEIDOSCOPICA. Il mondo illustrato di Olimpia Zagnoli ripercorre dieci anni della carriera dell'illustratrice mostrando il suo tratto inconfondibile declinato in disegni, stampe, neon, tessuti, sculture in ceramica, legno e plexiglas e oggetti di uso comune.

L’esposizione dimostra come questa artista sia in grado di esprimersi con la stessa disinvoltura con i linguaggi delle arti visive e con quelli del design e dell’editoria, raccontando in un ambiente immersivo la complessità dell'universo creativo dell'artista e le sue fonti d'ispirazione, che spaziano dalla storia dell'arte a quella del design e della grafica.

Negli spazi cinquecenteschi dei Chiostri di San Pietro, nei cui cortili esterni verrà allestito un “giardino di sculture” di grande formato realizzate grazie al contributo della casa di moda Marella, le opere sono accostate per “libera associazione” o per affinità di colore, soggetto e forma.

La selezione di lavori esposti include alcune delle sue immagini più iconiche, come il manifesto per l'azienda dei trasporti di New York MTA e le sue copertine per The New Yorker; non mancano alcuni disegni giovanili inediti e bozzetti, capaci di rivelare il suo processo creativo e il suo metodo di lavoro.

Accompagnano la mostra un catalogo edito da Lazy Dog Press, casa editrice specializzata in libri di illustrazione e grafica, e un programma di eventi collaterali progettati e realizzati anche in collaborazione con Reggio Children, l'istituzione promotrice del Reggio Approach, la filosofia educativa delle Scuole e Nidi d’infanzia di Reggio Emilia che la stessa artista ha frequentato.

La mostra si inserisce nell’ambito del programma di eventi promosso dal Comune di Reggio Emilia “La cultura non starà al suo posto. Reggio Emilia 2020-2021”

 

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Elena Mazzi, Muse, 2020. Still da video prodotto dalla Fondazione In Between Art Film per il progetto MASCARILLA 19 Codes of Domestic Violence

 

 

#KeyWords. Parole che aprono il presente: un dialogo tra arte e psicologia

Nel palinsesto digitale Pecci ON un nuovo format realizzato in collaborazione con LabCom – Ricerca e azione per il benessere psicosociale – spin-off accademico dell'Università degli Studi di Firenze, per affrontare in modo multidisciplinare alcune parole chiave del nostro tempo.

Nel corso dei primi tre incontri, pensatori, artisti e studiosi si confronteranno su trauma, limite e fiducia partendo dalla necessità di comprensione e condivisione delle sfide di questo presente incerto.

Martedì 24 novembre alle ore 18.30 il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci di Prato presenta il primo appuntamento di #KeyWords. Parole che aprono il presente: un dialogo tra arte e psicologia, nuovo format parte del palinsesto digitale Pecci ON.

Protagonisti di una conversazione sulla parola TRAUMA saranno il coreografo Virgilio Sieni e la psicologa Teresa Bruno, con la mediazione della Direttrice del Centro Pecci, Cristiana Perrella, e della psicologa Elisa Guidi: l’incontro sarà gratuito e aperto a tutti e verrà trasmesso in live streaming su www.centropecci.it.

Il format #KeyWords nasce dalla collaborazione del Centro Pecci con LabCom – Ricerca e azione per il benessere psicosociale – spin-off accademico dell’Università degli Studi di Firenze, che fa parte del Laboratorio Congiunto Multisetting Community Action Research: from real to virtual del Dipartimento di Formazione, Lingue, Intercultura, Letterature e Psicologia – FORLILPSI, Università di Firenze – UNIFI.

#KeyWords propone una serie di incontri in cui ospiti provenienti da ambiti differenti dialogheranno ogni volta su una diversa parola chiave. Partendo dall’esigenza di comprensione e condivisione delle difficoltà che ognuno di noi sta incontrando in questo momento storico, sia a livello personale che sociale, le parole verranno usate per approfondire gli stati d’animo, affrontare le insicurezze, cercare chiavi di lettura e acquisire nuovi strumenti che possano arricchire la cassetta degli attrezzi di cui abbiamo bisogno per affrontare le sfide che ci impone il nostro tempo.

Crisi e incertezza descrivono oggi la nostra visione del presente e del futuro: connubio che genera un senso di impotenza in cui lo stato di attesa prolungato che stiamo sperimentando non viene percepito come “resistenza” quanto piuttosto come “sopravvivenza”, simile a quella di un naufrago in mare senza vento. Viktor Frankl – neurologo, psichiatra e filosofo austriaco, tra i fondatori dell'analisi esistenziale e della logoterapia – dice che l’uomo è “in cerca di senso”, quindi il vuoto dell’incertezza che oggi viviamo può essere riempito da confronto, riflessione, incontro dialogico tra idee ed esperienze.

#KeyWords parte da queste considerazioni e – mettendo al centro il museo come luogo che raccoglie una comunità non solo fisica, ma simbolica (quella dell’arte, della cultura, della scienza) – ospita pensatori, artisti, studiosi in un dialogo aperto, per e con gli ascoltatori, su temi centrali in questo momento storico.

Martedì 24 novembre il primo appuntamento che precede la data simbolica del 25 novembre, Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, viene dedicato alla parola TRAUMA e vede protagonisti Virgilio Sieni, coreografo e danzatore la cui pratica da sempre si confronta con l’idea di comunità, in dialogo con Teresa Bruno, psicologa, psicoterapeuta e Presidentessa di Artemisia Centro Antiviolenza. Ad accompagnare gli ospiti nel dialogo saranno Cristiana Perrella, Direttrice del museo, ed Elisa Guidi, psicologa, Postdoctoral fellow & Socia di LabCom, attiva nell’ambito della ricerca sulla violenza di genere. All’inizio dell’incontro verrà proiettata una pillola del video Muse (2020) di Elena Mazzi, prodotto dalla Fondazione In Between Art Film per il progetto MASCARILLA 19 Codes of Domestic Violence.

Dal trauma legato alla violenza alla perdita della funzione del gesto, dalla memoria fisica dell'atto traumatico alla sua possibile narrazione: l’incontro vuole ampliare la riflessione su questi temi mettendo a confronto il linguaggio dell'arte e quello della psicologia partendo dall'esperienza della pandemia e dall’aumento della violenza sulle donne durante il lockdown. Secondo il report Istat diffuso il 13 maggio 2020, dal 1 marzo al 16 aprile 2020 è stato registrato un aumento del +73% di chiamate al numero verde antiviolenza 1522 rispetto allo stesso periodo del 2019, con una crescita di richieste di aiuto soprattutto in Lazio, Toscana, Sardegna e Umbria; il 45,3% delle vittime ha dichiarato paura per la propria incolumità o di morire; il 72,8% non ha denunciato il reato subito; nel 93,4% dei casi la violenza si è consumata tra le mura domestiche, nel 64,1% sono stati riportati casi di violenza assistita.

Prossimi appuntamenti giovedì 10 dicembre con l’incontro dedicato alla parola LIMITE, e martedì 22 dicembre con quello dedicato alla parola FIDUCIA.

 

 

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SKY ARTE presenta THE SQUARE. SPAZIO ALLA CULTURA. La nuova serie che racconta le trasformazioni dell'arte in questo periodo storico

L'arte ha bisogno di una piazza, in questo periodo più che mai, per esprimersi e valorizzarsi.

L'arte ha bisogno di una piazza, in questo periodo più che mai, per esprimersi e valorizzarsi. Per questo da giovedì 26 novembre alle 20.45 parte The Square. Spazio alla cultura, la nuova serie condotta da Nicolas Ballario in onda su Sky Arte realizzata da Tiwi.

Dopo le serie Sipario! Storie di Teatro, Indie Jungle e Musei, in un momento di grande difficoltà per lo spettacolo e la cultura, Sky Arte mette a disposizione di tutti anche The Square che sarà disponibile in streaming gratuito su https://video.sky.it/arte e sui profili Facebook ed Instagram di Sky Arte.

The Square è un luogo in costruzione, i cui contenuti vengono dai palcoscenici del mondo dell'arte e della cultura, ora vuoti. La trasformazione in atto porta nuovi modi di fare attività culturale e di questi The Square si fa portavoce. Gli ospiti sono artisti, musicisti, registi, attori, danzatori che trovano un luogo in cui i loro progetti possano avere spazio e raggiungere il pubblico di cui hanno bisogno, e che ha bisogno di loro.

Nella prima puntata sarà raccontata l'evoluzione digitale di Artissima, la fiera di Arte contemporanea che si tiene ogni anno al lingotto di Torino ma che quest'anno si è spostata online, così come Visioni italiane, il festival organizzato dalla Cineteca di Bologna. A parlarne sarà una delle sue protagoniste: la regista Alice Rohrwacher, con il trailer del suo Omelia contadina.

Lo spazio ospiterà anche performance live. Per la prima puntata l'ospite è un'icona della musica e del fumetto italiani, il poliedrico Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti, con una appassionante esibizione live.

Il viaggio attraverso il mondo dell'arte e della cultura che resistono continua con il Teatro Donizetti di Bergamo, di recente restaurato, la cui apertura è stata rimandata a causa dell'emergenza sanitaria in corso. L'omaggio di The Square a Donizetti è una clip in animazione che racconta una delle sue opere più famose: Elisir d'amore.

Persino il mondo dei comics ha subito una brusca frenata negli ultimi mesi, e lo dimostra il fatto che – per la prima volta dopo 27 anni – il più importante evento italiano del settore, Lucca Comics & Games, si è tenuto online. E per l'occasione ha cambiato nome in Lucca Changes: lo racconta Roberto Recchioni, storyteller della manifestazione e autore di uno dei fumetti più letti di sempre, Dylan Dog.

 

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Norma Jeane, Corpo di fabbrica, 2020. Installazione luminosa composta da: dispositivo per monitoraggio a distanza in tempo reale del respiro indossato dall'artista per tutta la durata della mostra, impianto luci, materiali vari. Courtesy Fondazione La Quadriennale di Roma Photo Studio DSL

 

 

Quadriennale d’arte 2020 FUORI - Corpo di fabbrica di Norma Jeane

In attesa della riapertura al pubblico, la Quadriennale 2020 continua ad essere FUORI abitando lo spazio urbano attraverso un’opera che mantiene presente e viva la connessione tra la mostra e il visitatore.

Mentre dietro le porte chiuse di Palazzo delle Esposizioni la mostra attende il ritorno dei visitatori, FUORI dal Palazzo un’opera d’arte prende vita, solitaria e visibile da via Nazionale ogni sera dalle 18.00 alle 8.00 del mattino, grazie alla fruttuosa collaborazione tra la Fondazione Quadriennale di Roma e l’Azienda Speciale Palaexpo.

Corpo di fabbrica è un’opera che “respira”, una grande installazione luminosa creata da Norma Jeane per le arcate di Palazzo delle Esposizioni. Per tutta la durata della mostra al calare del buio il Palazzo pulsa di luce seguendo in tempo reale la frequenza e l’intensità del respiro dell’artista collegato a distanza attraverso un dispositivo indossabile. 

Invitato dai curatori Sarah Cosulich e Stefano Collicelli Cagol a realizzare un lavoro site-specific per l’esposizione, Norma Jeane riflette sul rapporto simbiotico tra uomo e tecnologia ma anche sulla dimensione politica del respiro, quanto mai presente nel corso di questo 2020. In attesa della riapertura al pubblico, la Quadriennale 2020 continua ad essere FUORI abitando lo spazio urbano attraverso un’opera che mantiene presente e viva la connessione tra la mostra e il visitatore.

L’opera è stata realizzata con la collaborazione del Dipartimento di Elettronica, Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano rappresentato dagli inventori del brevetto del dispositivo Respirhò Andrea Aliverti e Ambra Cesareo (insieme ad Alessandra Angelucci e Lorenzo Francioli).

“Fedele al motto della mostra la Quadriennale è comunque  , con una importante presenza sulla rete e con il respiro di Norma Jeane, che fa pulsare di luce il palazzo in sonno, in attesa della imminente riapertura” dichiara Umberto Croppi, presidente della Fondazione La Quadriennale di Roma.

“In questa occasione vorrei semplicemente esprimere un ringraziamento. Ieri sera, passando davanti alla facciata di Palazzo delle Esposizioni, finalmente visibile, ho avuto la sensazione di ricevere un dono. Attraverso la metafora del rapporto tra quantità di ossigeno e intensità della luce, l’artista Norma Jeane e con lui tutta la Quadriennale d’arte 2020, ci regalano una pulsazione di vitalità. Nonostante tutto. Quindi come presidente e come passante su via Nazionale, grazie” dichiara Cesare Pietroiusti, presidente dell’Azienda Speciale Palaexpo.

 

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ArtVerona Digital: si inizia il 27 novembre con il primo Black Friday dell'arte moderna e contemporanea

ArtVerona Digital è il nuovo programma digitale in collaborazione con ANGAMC, che offrirà alle 122 gallerie la possibilità di promuoversi e di incontrare collezionisti e istituzioni attraverso la piattaforma Artshell. 

ArtVerona Digital è il nuovo e ricco programma tutto digitale in collaborazione con ANGAMC Associazione Nazionale Gallerie di Arte Moderna e Contemporanea, che tra il 26 novembre 2020 e il 10 gennaio 2021 offrirà gratuitamente alle 122 gallerie aderenti la possibilità di promuoversi e di incontrare collezionisti e istituzioni con diverse modalità attraverso la piattaforma Artshell, con una versione personalizzata e ottimizzata appositamente per ArtVerona. 

La prima delle tre iniziative (Digital Black, Digital Yellow e Digital White), i cui nomi si ricollegano ai colori dominanti della grafica coordinata di ArtVerona, è in programma venerdì 27 novembre 2020 ed è Digital Black, il primo “Black Friday” dell’arte moderna e contemporanea italiana: ciascuna delle 122 gallerie aderenti presenterà per 24 ore una sola opera con una proposta non più ripetibile. In questo modo anche un pubblico generico avrà la possibilità di accostarsi con fiducia alla galleria e di fare esperienza nel mercato dell'arte.
La piattaforma sarà attiva il 27 novembre 2020 dalle ore 9 alle 23.59;  il pubblico potrà registrarsi direttamente dalla homepage del sito www.artverona.it.

Grazie alla collaborazione con due partner importanti, ArtVerona Digital presenta due nuovi premi: A Collection e Premio Studio Montani Tesei under 35, che si aggiungono così ai riconoscimenti di Level 0, il format ideato nel 2013 da Andrea Bruciati che invita musei e fondazioni private - ben 18 quest'anno - a individuare ciascuno un artista italiano tra quelli presentati sulla piattaforma durante Digital Yellow (dal 4 al 14 dicembre), che verrà poi promosso all'interno della programmazione futura dell’istituzione.
A Collection è un premio di produzione associato a un breve percorso di residenza e darà la possibilità al vincitore, scelto da una giuria composta da Giovanni Bonotto, Chiara Casarin, Marcello Forin e Nicola Zanella fra quelli presentati sulla piattaforma dalle gallerie partecipanti, di disegnare un arazzo e di assistere alle prime fasi della tessitura: a realizzarlo sarà il maestro tessitore Giovanni Bonotto, che costruisce insieme all’artista l’identità visiva dell’opera.
Lo Studio Legale Montani Tesei, realtà giovane e prestigiosa, sosterrà gli artisti under 35 presenti in fiera con un premio acquisizione (giuria composta da Virginia Montani Tesei, Collezione Taurisano, Sabrina Comin); lo Studio, insieme ad altri professionisti, propone ai collezionisti di ArtVerona, attraverso la prenotazione di un incontro privato, anche il servizio di art finance Masterpiece che propone al collezionista di utilizzare la propria collezione, tutta o in parte e senza perderne la proprietà, per ampliarne il valore e l’entità.

Vengono inoltre presentati nella sezione Insight della piattaforma altri format previsti inizialmente in fiera: Counterpoint è il ciclo di talk a cura di Maria Chiara Valacchi che, ogni giovedì alle 18 dal 26 novembre al 7 Gennaio 2021 (ad eccezione del 24 e 31 dicembre), condurrà sul profilo Instagram della fiera brevi interviste di quindici minuti ciascuna. Ospiti del primo appuntamento Barnaba Fornasetti, Direttore artistico dell’Atelier Fornasetti e Valeria Manzi, Presidente dell’Associazione Fornasetti Cult. 

Studiochat è invece il nuovo format di dialogo tra curatore e artisti, pensato da Saverio Verini per i profili social di ArtVerona. Dodici artisti, scelti da Verini tra quelli proposti dalle gallerie partecipanti, avranno l’occasione di presentarsi in un video da un minuto rispondendo a tre semplici domande sul proprio percorso artistico.  
Giunge alla quinta edizione Critical Collecting, il format ideato e curato da Antonio Grulli che mette il collezionismo al centro: dieci giovani critici d’arte indipendenti sono stati invitati a raccontare la collezione o il modo di collezionare di altrettanti collezionisti, con particolare attenzione al mercato italiano.

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Archivi Tematici del XX Secolo

Da un’idea della ricercatrice e gallerista Allegra Ravizza dodici piccole raccolte di materiali di archivio originali diventano oggetti da collezione.

Un libro prezioso, uno spartito firmato da un amico, le pagine di un quotidiano che ha cento anni, una vecchia fotografia con dedica, un biglietto di auguri e una lettera manoscritta, una antica fiaba illustrata, il ricordo di una Diva, la scrittura di un rivoluzionario, una struggente dedica d’amore, un calendario illustrato.

Con Archivi Tematici del XX Secolo la Galleria Allegra Ravizza mette a disposizione di studiosi, collezionisti e appassionati piccole e preziose raccolte di documenti e oggetti originali accuratamente selezionati.

Dodici raccolte che, con i loro preziosi contenuti, raccontano argomenti specifici del secolo scorso, dal Decadentismo al Futurismo. Frutto di una ricerca approfondita, gli Archivi Tematici hanno l’ambizioso scopo di restituire sensazioni dimenticate o incomprese relative a una storia culturale condivisa.

“La cultura è come il rumore – spiega Allegra Ravizza citando John Cage – quando lo vogliamo ignorare ci disturba, quando lo ascoltiamo ci rendiamo conto che ci affascina […] Il silenzio non esiste [1], così come l’ignoranza non esiste”.

Obiettivo di questo progetto di ricerca e diffusione di materiali culturali originali è ritessere una relazione tra la storia passata e gli esiti culturali della contemporaneità, nella convinzione che la storia dell’arte e della cultura abbiano un ruolo evolutivo nello sviluppo della coscienza individuale e collettiva: “quando lo ascoltiamo, l’eco del rumore della Cultura, sentiamo che rimbalza su ogni parete intorno a noi - continua la gallerista - e si trasforma per essere Conoscenza e Consapevolezza”.

I dodici archivi vogliono aiutare la comprensione del passato, in un momento storico come quello che stiamo attraversando, che ci chiude nelle nostre case e sta cambiando profondamente il modo di fruire l’arte: gli Archivi Tematici del XX Secolo infatti, possono essere spediti in qualunque luogo ed essere fruiti da chiunque permettendo a ognuno di ripercorrere, in modo curioso, le tracce di artisti, musicisti e poeti del secolo scorso.

Gli archivi si dividono in due gruppi: uno dedicato a Gabriele D’Annunzio e uno alla Musica Futurista. Il primo gruppo raccoglie alcune celebri pubblicazioni del più noto poeta del Decadentismo italiano – Canto Novo, Poema Paradisiaco, Sogno di tramonto d’Autunno – corredate dalle musiche di Franco Casavola, Francesco Paolo Tosti, Ottorino Respighi, Gian Francesco Malipiero e molti altri che si sono ispirati alle liriche del poeta.

Il secondo gruppo è dedicato alle ricerche sulla Musica Futurista con materiali come il documento originale del Manifesto del Musicisti Futuristi e de L’Arte dei Rumori di Luigi Russolo, le tracce delle prime registrazioni audio del suo Intonarumori e gli spartiti musicali di altri esponenti del movimento come Francesco Balilla Pratella, Franco Casavola e Silvio Mix.