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 Salman Ali Alighiero Boetti inaugurazione mostra Galleria Stein PhotoC2A9Giorgio Colombo. 1

 25.03.1987, Salman Ali, Alighiero Boetti, inaugurazione mostra Galleria Stein - Photo©Giorgio Colombo

SALMAN e ALIGHIERO BOETTI, L'AFFETTO DELL'ARTISTA AL SUO COLLABORATORE FRATERNO

Tornabuoni Artepresenta, infatti, la collezione privata di Salman Ali, frutto di regali da parte dell’amico fraterno Boetti, lavori di altissima qualità che testimoniano l’affetto dell’artista per il suo collaboratore ed amico più stretto.

Dall' 11 novembre al  9 dicembre 2020 a Milano presso Tornabuoni Arte la mostra sul rapporto tra SALMAN e ALIGHIERO BOETTI

Lui di origine afgana, lui uno dei maggiori artisti del Novecento. È una storia di convivenza familiare quella che, per la prima volta, Salman Ali racconta nella sua autobiografia edita da Forma. Un approfondito, vivido racconto in prima persona, con cui Salman Ali ritraccia la sua vita, aneddoti e curiosità dei 23 anni passati accanto ad Alighiero Boetti. Il Racconto è accompagnato da immagini sino ad ora in gran parte private, e seguito da alcuni brevi contributi a firma di Bruno Corà, Giorgio Colombo e Clino Castelli.

L’uscita dell’autobiografia di Salman Ali diventa fortunata occasione per una mostra che ha titolo per essere definita come “evento” nel mondo dell’arte: a Milano, Tornabuoni Arte presenta, infatti, la collezione privata di Salman Ali, frutto di regali da parte dell’amico fraterno Boetti, lavori di altissima qualità che testimoniano l’affetto dell’artista per il suo collaboratore ed amico più stretto.

Alcune di queste opere sono già state esposte in musei internazionali ma questa sarà la prima volta in cui si potranno ammirare tutte insieme.

Tornabuoni Arte presenta la collezione di queste opere insieme ad una straordinaria selezione di fotografie di Salman Ali nei momenti di vita privata e nei viaggi accanto a Boetti. In molti casi si tratta di fotografie, alcune molto note, altre inedite, scattate, tra gli altri, da Giorgio Colombo che permettono di raccontare la straordinaria vicenda dell’uomo più vicino ad Alighiero Boetti e del rapporto con lo stesso artista.

Salman Ali conobbe Boetti nel 1971 a Kabul dove l’artista aveva aperto il famoso One hotel, albergo nel quale Salman trovò velocemente un impiego.

Nel 1973 Boetti propose a Salman Ali di seguirlo a Roma. Da quel momento Salman Ali ha vissuto costantemente accanto a Alighiero Boetti e la sua famiglia, diventando molto più di un semplice assistente: un membro della famiglia.

Si occupava della famiglia, dei bambini, della casa; seguiva Boetti nei suoi viaggi e nel suo studio dove garantiva ordine perché “tutto andasse bene e che capo fosse tranquillo”, come ricorda lo stesso Salman.

Testimone dell’intera vicenda umana e professionale dell’artista torinese, Salman Ali è ancora oggi indissolubilmente legato alla famiglia Boetti e a tutto il “mondo di Boetti”.

Vernice per la stampa: 11 novembre dalle 11 alle 13.

In occasione della vernice per la stampa, nel rispetto delle disposizioni delle autorità sanitarie, l’ingresso alla mostra sarà regolamentato. Per garantirle delle condizioni di visita appropriate, è richiesta la conferma di partecipazione all’evento compilando il link: https://forms.gle/6mJTbY44YUWMzLXV6

Inaugurazione per il pubblico: 11 novembre dalle ore 15 alle 19

In occasione dell’evento di inaugurazione per il pubblico, nel rispetto delle disposizioni delle autorità sanitarie, l’ingresso alla mostra sarà regolamentato.

Per garantire delle condizioni di visita appropriate, è richiesta la conferma di partecipazione chiamando il numero 055 6812697 oppure scrivendo a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Orari galleria:

lunedì 15.00-19.00 | martedì/sabato 10.00-13.00 e 15.00-19.00

Contatti:

E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Tel.: + 39 026554841

Indirizzo:

Via Fatebenefratelli 34-36 – 20121, Milano

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Indirizzo:
Via Fatebenefratelli 34-36 – 20121, Milano

 

 non gasoline

 

La pubblicazione "Non-Gasoline Stations" tributo al libro "Twentysix Gasoline Stations di Ed Ruscha" alla Artphilein Foundation

La biblioteca Artphilein Library espone il libro d’artista "Twentysix Gasoline Stations di Ed Ruscha", unitamente a libri di altri artisti che traggono spunto da quest’opera.

L'inizio del 2020 non ha dato alcun preavviso che solo poche settimane dopo, le nostre vite e la nostra routine quotidiana sarebbero cambiate radicalmente. All'improvviso, uno stop totale: tutti immobili, rinchiusi in casa, isolati, limitati dalle distanze sociali.

I libri - sia la loro collezione che la loro creazione - sono una costante, un leitmotiv della nostra fondazione, sebbene non costituiscano il nostro unico ambito di interesse e di attività. Chi mi conosce personalmente sa anche che le opere che mi toccano più profondamente, che focalizzano il mio massimo interesse sono i libri d'artista, in particolare quelli sulla fotografia. Non dovrebbe quindi sorprendere che su queste premesse la nostra risposta agli sconvolgimenti causati dalla pandemia, ponte di contatto e dialogo in un periodo di isolamento, sia per forza un libro nuovo. L'idea di contrastare l'isolamento sociale con un libro collettivo, corale a più mani è stata la nostra risposta per imporre un senso positivo a questo frangente, difficile per molti ed estremamente tragico per altri. Quindi abbiamo inviato il seguente messaggio:

“Il messaggio ripetutamente proclamato dai media 'dopo la fine dell'emergenza in corso è - niente sarà come prima - è lasciato aperto alla decrittazione: intimidazione, esortazione, annientamento o cosa? Come inevitabile conseguenza della nostra forzata immobilità, nel frattempo il traffico automobilistico e, di conseguenza, i consumi di carburante sono notevolmente diminuiti. Il futuro ci dirà se e cosa cambierà davvero e se l'auto continuerà ad essere un mezzo di locomozione. Proviamo a immaginare che le stazioni di benzina perdano la loro funzione di distributori di carburante: diventano obsolete, un ritrovamento storico, una testimonianza archeologica di un mezzo di trasporto obsoleto. Su questo argomento vi invitiamo quindi a cercare nel vostro archivio le immagini di una stazione di servizio, quelle essenziali e rappresentative della loro memoria: 28 non Benzinai. I risultati di questa ricerca collegiale saranno raccolti in un libro. P.S. qualsiasi riferimento a Ed Ruscha è puramente intenzionale."

E tutti gli artisti a cui si è rivolto questo messaggio hanno accolto l'invito e inviato l'immagine scelta. Il risultato delle loro risposte, presentate in ordine cronologico, è raccolto in questo libro: Non-Gasoline Stations. I soggetti delle fotografie provengono da paesi diversi e sono stati ripresi in momenti diversi. In alcuni è ancora visibile il distributore di benzina, in altri è ormai degradato, in altri ancora è scomparso o forse non era mai stato presente. Il carburante è destinato a essere bruciato, a dissiparsi. Le stazioni di servizio, nella loro funzione di depositi e distributori di una sostanza infiammabile, sono a loro volta intrinsecamente ed immanentemente destinate all'annientamento e alla scomparsa. Ogni immagine scelta per questa pubblicazione dagli artisti intervistati costituisce un mosaico, il cui legame unificante è dato dalla comune atmosfera di tempo sospeso, di caducità, di dissolvenza.

La mostra visibile presso Spazio Choisi 01 e Artphilein Library, è visitabile fino al 31/12/2020.

INFO

Caterina De Pietri

direttore della Fondazione De Pietri Artphilein

Aprile 2020

Titolo: Stazioni non di benzina

Editore: Caterina De Pietri

Testi: Caterina De Pietri e gli artisti

Artisti collaboratori: Tonatiuh Ambrosetti, Alessandra Calò, Simone Casetta, Bruno Cattani, Gabriele Chiapparini / Camilla Marrese, Giuseppe Chietera, Marco D'Anna, Aline d'Auria, Matteo Di Giovanni, Délio Jasse, Milo Keller, Anastasia Khoroshilova, Ángel Marcos, Stefan Milosavljevic, Enrico Minasso, Maurizio Montagna, Davide Monteleone, Pino Musi, Igor Ponti, Luca Reffo, Caio Reisewitz, Carolina Sandretto, Laura Santamaria, Domenico Scarano, Fabio Tasca, Andrea Tonellotto, Salvatore Vitale, Jean-Marc Yersin

Tiratura: 520 copie non numerate

Dimensioni: 14,5 x 18 cm

Pagine: 120

Editore: Edizioni Artphilein, Lugano

Anno di pubblicazione: 2020

 

 romeartweek

 Foto: Temple University - Meet and Greet gli Artisti

 

Conclusa la Rome Art Week 2020 con grande successo di pubblico

La quinta edizione di Rome Art Week si è conclusa il 31 ottobre con un grande successo di pubblico e una forte soddisfazione tra i partecipanti, oltre 120 strutture tra gallerie e istituzioni, 348 artisti e 46 curatori.

La quinta edizione di Rome Art Week si è conclusa il 31 ottobre con un grande successo di pubblico e una forte soddisfazione tra i partecipanti, oltre 120 strutture tra gallerie e istituzioni, 348 artisti e 46 curatori. Nonostante le difficoltà segnate dall’emergenza sanitaria in corso, i numerosi eventi proposti nel ricco programma della settimana dell’arte di Roma hanno avuto grande partecipazione dei visitatori che con interesse si sono avvicinati al mondo del contemporaneo tra visite guidate, open studio, art tour virtuali e molto altro.

Anche gli operatori del settore si dimostrano contenti dei risultati raggiunti e molti dei partecipanti già confermano la propria presenza per la prossima edizione che si terrà dal 25 al 30 ottobre 2021. Grazie a Rome Art Week l’arte contemporanea romana ha creato rete e ogni artista, struttura e curatore ha avuto la possibilità di promuovere il proprio lavoro. Quest’anno gli Open studio degli artisti hanno riscosso maggiore interesse da parte del pubblico rispetto alle scorse edizioni, una tendenza positiva che dimostra come il lavoro dei singoli artisti venga sempre più apprezzato. Anche le visite guidate hanno rivelato una forte crescita, questo grazie alla sempre più crescente adesione da parte delle gallerie e delle istituzioni che hanno scelto di ospitare i gruppi di visitatori in questi percorsi stimolanti all’interno della città.

Dopo 5 anni, Rome Art Week è divenuta una realtà consolidata nella Capitale, un circuito virtuoso e democratico dove tutti possono partecipare, dando largo spazio ai giovani, sviluppando e sostenendo la conoscenza e la diffusione dell’arte contemporanea su più livelli.

VINCITORE DELLA 1° EDIZIONE DEL RAW VIDEO ART CONTEST: METHAS CHANTAWONGS

La prima edizione del RAW Video Art Contest, ideato e promosso da Rome Art Week e a cura di Federica Piras, ha visto la selezione di ben 13 artisti i quali hanno potuto proiettare i propri lavori all’interno di Kou Gallery. Il 5 novembre è stato nominato il vincitore della competizione.

La giuria di esperti, composta da Giovanni Albanese, Alberto Dambruoso, Helia Hamedani e Valentino Catricalà, ha selezionato come vincitore il video di Methas Chantawongs dal titolo “Interference”. L’artista thailandese “vince per l’originalità dimostrata nel narrare uno spaccato della società contemporanea e per la realizzazione di un racconto-non racconto della rivoluzione”.

Il team di Rome Art Week ringrazia tutti per aver contribuito al successo di questa edizione e rinnova l’appuntamento al prossimo anno, dal 25 al 30 ottobre 2021 per la sua VI edizione.

Le iscrizioni ufficiali, aperte ad artisti, gallerie, istituzioni, strutture e curatori, partiranno da marzo 2021.

Rome Art Week è promossa da KOU Associazione culturale per la promozione delle arti visive e si avvale del patrocinio di: MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Lazio, Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale, Sapienza Università di Roma, Confederazione Italiana Unione delle Professioni Intellettuali. Sostenitori: Poste Italiane, Edilizia Greco. Partner: Menexa, Conference Center Ecomap Roma_Sala da Feltre, Hotel Ripa Roma. Media Partner: Dimensione Suono Soft, PPN, Culturalia.

 

 raw

 

Rome Art Week aprirà le porte di questa quinta edizione

I numerosi eventi organizzati e le variegate attività di Rome Art Week animeranno ogni rione e zona di Roma, mostrando quanto l’arte contemporanea sia radicata nello spirito della Città Eterna.

Dal 26 al 31 ottobre l’arte contemporanea invaderà l’intera capitale: Rome Art Week aprirà le porte di questa quinta edizione con oltre 300 eventi organizzati da 120 gallerie e istituzioni, 348 artisti e 46 curatori raggiungendo oltre 500 partecipazioni. Prestigiose realtà quali Società Dante Alighieri, Fondazione Pastificio Cerere, note e autorevoli gallerie come Gagosian, Mucciaccia Contemporary, Tibaldi Arte Contemporanea e MAC Maja Arte Contemporanea non si lasciano scappare l’occasione di essere presenti sulla mappa della manifestazione insieme ad Albumarte, z2o Sara Zanin Gallery, Spazio in situ e altre numerose realtà che arricchiscono un calendario fitto di mostre, opening, performance, open studio e visite guidate.

La Rome Art Week rappresenta un viaggio a 360° gradi nelle fucine dell’arte contemporanea: il pubblico potrà infatti immergersi da vicino nel lavoro degli artisti partecipando agli oltre 100 open studio presenti nel programma.

La stimolante esperienza della visita negli open studio sarà un’occasione per i visitatori e gli addetti ai lavori di conoscere le novità del mercato dell’arte romana e gli ultimi lavori di numerosi artisti che Rome Art Week ha accolto volentieri nel suo network: dall’opera di Sara Santarelli che si presenta di piccole dimensioni ma con la forza di una grande installazione, fino al poliedrico Tancredi Fornasetti con un uso particolare del colore in ottica quasi post-futurista, per arrivare a Daniela Monaci che proporrà una serie di opere sulla fragilità dei nostri corpi. In questo senso la manifestazione permette anche agli artisti under 30, per la maggior parte formati all’Accademia di Belle Arti di Roma, di emergere e di esprimere il proprio lavoro, mostrando al grande pubblico i propri linguaggi che spesso e volentieri si rivelano forti e personali.

Un ulteriore strumento per scoprire le eccellenze della manifestazione e i giovani talenti viene fornito dai “Punti di Vista”, evidenziati nel sito di RAW, di noti critici, curatori e operatori del settore che guidano il pubblico nella moltitudine di eventi di RAW. I Punti di vista della V edizione sono: Giovanni Albanese che partecipa anche come artista con un open studio virtuale, Nicola Angerame, Paolo Balmas, Lorenzo Canova, Valentino Catricalà, Alberto Dambruoso, Micol Di Veroli, Raffaele Gavarro, Roberto Gramiccia, Helia Hamedani, Maria Giovanna Musso, Massimo Scaringella, Claudio Strinati, Saverio Verini, Claudio Zambianchi.

Anche quest’anno la manifestazione offre la preziosa occasione di partecipare alle visite guidate gratuite che valorizzeranno l’esperienza dei visitatori della settimana dell’arte romana e che si svolgeranno in ottemperanza delle normative vigenti con obbligo di prenotazione al seguente link: https://romeartweek.com/it/visite-guidate

Per questa edizione 2020 il classico appuntamento annuale organizzato da RAW - Kou Associazione no-profit per la promozione delle arti visive si incentra sui 17 obiettivi ONU dell’Agenda 2030 ed in particolare sull’obiettivo 15 “La vita sulla terra”: We as Nature, progetto ideato e curato da Roberta Melasecca insieme a Fabio Milani e Sabrina Consolini, presenta ben 47 artisti che si confrontano sul tema della natura. La mostra inaugurerà il 28 ottobre negli spazi del Ripa Place all’interno dell’Hotel Ripa Roma.

Inoltre dal 29 ottobre presso Kou Gallery saranno proiettati i video, selezionati per il RAW Videoart Contest, di: Raha Tavallali, Manuel De Marco, Andrea Leoni, Alex Caminiti, Methas Chantawongs, Edoardo Ruzzi, Anahi Mariotti, Emanuele Marsigliotti, Angelo De Grande, David Anthony Sant, Matteo Martignoni, Jerusa Simone, Marta Ciolkowska. Tra questi, il corto di Edoardo Ruzzi sorprenderà il pubblico avvalendosi di un linguaggio forte che esplora i possibili parallelismi tra pugilato e arte, raccontando la storia di un ex pugile che si dedica all’arte contemporanea.

I numerosi eventi organizzati e le variegate attività di Rome Art Week animeranno ogni rione e zona di Roma, mostrando quanto l’arte contemporanea sia radicata nello spirito della Città Eterna; ma oltre ai numerosi eventi fruibili durante la settimana in presenza, quest’anno sono attivi il progetto RAW 360°, che permette di visitare le mostre attraverso un tour virtuale, e il progetto RAW Live attraverso il quale il pubblico potrà entrare in videoconferenza all’interno delle strutture e partecipare virtualmente all’evento connettendosi direttamente dal sito di Rome Art Week.

Da sempre il sito www.romeartweek.com è un vero e proprio portale di networking attivo 365 giorni su 365 in cui ogni addetto ai lavori (artisti, curatori e strutture) può inserire la propria biografia, i propri lavori e i propri eventi; la piattaforma è inoltre uno strumento a disposizione del pubblico per trovare tutte le informazioni riguardanti la manifestazione e i percorsi suggeriti ma anche per rimanere aggiornato tutto l’anno sul lavoro delle strutture e degli artisti di proprio interesse.

Rome Art Week vuole essere un regalo per Roma, per la sua capacità di fondere passato e contemporaneo, per il pubblico che ha la possibilità di esplorare la città attraverso un’altra prospettiva ma anche e soprattutto per gli artisti, per i curatori e per le strutture partecipanti che hanno l’opportunità di promuoversi e creare rete. Ormai alla V edizione RAW è una realtà consolidata, un circuito virtuoso e democratico dove tutti possono partecipare, dando largo spazio ai giovani, sviluppando e sostenendo la conoscenza e la diffusione dell’arte contemporanea.

Rome Art Week è promossa da KOU Associazione culturale per la promozione delle arti visive e si avvale del patrocinio di: MIBACT Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo, Regione Lazio, Roma Capitale Assessorato alla Crescita Culturale, Sapienza Università di Roma, Confederazione Italiana Unione delle Professioni Intellettuali.

Sostenitori: Poste Italiane, Edilizia Greco.

Partner: Menexa, Conference Center Ecomap Roma_Sala da Feltre. Media Partner: Dimensione Suono Soft, PPN, Culturalia.

 

INFORMAZIONI UTILI

TITOLO: Rome Art Week 2020

DOVE: Roma – varie sedi

QUANDO: dal 26 al 31 ottobre 2020

CONTATTI

MAIL:Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

TEL: +39 06 21128870

MOB: +39 350 0789289

SITO: www.romeartweek.com

 

 

 

 ritratto luigi magnani

 

Gli armadi segreti della Villa dei Capolavori

La Fondazione apre al pubblico gli armadi che custodiscono testimonianze importanti e oggetti preziosi di Magnani stesso e della sua famiglia, rendendo omaggio all’affascinante storia privata di un uomo dal colto e raffinato.

La Villa dei Capolavori sede della Fondazione Magnani-Rocca a Mamiano di Traversetolo presso Parma, in occasione della mostra dedicata al suo fondatore Luigi Magnani (Reggio Emilia, 1906 – Mamiano, 1984) apre al pubblico gli armadi che custodiscono testimonianze importanti e oggetti preziosi di Magnani stesso e della sua famiglia, rendendo omaggio all’affascinante storia privata di un uomo dal colto e raffinato gusto artistico che dedicò la sua eclettica collezione alla memoria del padre Giuseppe, grande proprietario terriero e imprenditore caseario, e della madre, la nobildonna Eugenia Rocca di Chiavari, nipote di papa Benedetto XV.

La storia della Villa e del suo proprietario si intrecciano con quella degli amati genitori, delle sorelle Ada e Lisetta, morte entrambe ventenni di tubercolosi, e di illustri personaggi del mondo della cultura, dell’aristocrazia colta e dell’arte; tra questi anche l’amico pittore Giorgio Morandi, le cui opere sono esposte al piano superiore insieme a tele di Monet, Cézanne e Renoir. Proprio al piano superiore le stanze private di Luigi e della madre Eugenia oggi ospitano capolavori d’arte, affiancate dai luminosi corridoi con i guardaroba a muro di fine Ottocento, celati dalla boiserie ad ante laccate di bianco, che venivano utilizzati per ordinare gli abiti di famiglia, i raffinati accessori, i corredi e tanti preziosi ricordi.

Eccezionalmente questi armadi, custodi di storie intime e private, in occasione della mostra vengono aperti ai visitatori di sabato e domenica, dal 31 ottobre fino al 13 dicembre, compreso lunedì 7 dicembre (Ponte festivo). Sarà così possibile rievocare gli splendori dell’alta società grazie al ricco abito in pizzo nero degli anni Trenta che la signora Eugenia indossava quando era ricevuta a corte dalla regina Elena di Savoia, di cui era dama di compagnia. Ancora attuale risulta il prezioso abito da ballo in tessuto arricciato con fili in oro degli anni Venti, indossato da Ada, una delle sorelle di Luigi, fra le prime donne in Italia ad adottare il taglio di capelli a la garçonne. Di Luigi Magnani è esposto anche il frac per le serate di gala e il cappello a cilindro, realizzato a Parigi negli anni Quaranta, che riporta all’interno le sue cifre.
A svelare i gusti di un tempo ci sono anche gli accessori (collane, cinture, borsette, guanti) provenienti dalle più rinomate case di moda dell’epoca, tra cui spicca per la pregevole manifattura l’ombrellino Belle Epoque in pizzo nero e manico in ebano intagliato, oltre alla collezione di vezzosi cappellini che ripercorrono un lungo periodo di storia del costume con modelli dagli anni Venti agli anni Sessanta, che Donna Eugenia commissionava in via Condotti a Roma.

Completano la raccolta per la preziosità della fattura e dei tessuti i magnifici corredi ricamati e cifrati fra Ottocento e Novecento, utilizzati dagli ospiti della Villa, come Margaret, sorella della regina Elisabella d'Inghilterra, Giorgio Morandi, Eugenio Montale, Renato Guttuso; di Montale è esposto anche uno dei rarissimi dipinti del grande poeta Premio Nobel, con la passione per l'arte e la musica, amico fra i più cari di Luigi Magnani.
Non mancano i documenti di famiglia: oltre a fotografie d’epoca e al menù del transatlantico Giulio Cesare datato 1957 per un pranzo di commiato in onore dei signori Magnani, sono stati ritrovati e ora esposti al pubblico i cimeli legati alla pratica religiosa della signora Eugenia che, per affrontare il dolore della perdita delle figlie morte giovanissime, aveva preso i voti come terziaria di Santa Teresa con il nome di Suor Teresa dell’Addolorata.
Quelle che oggi sono diventate sale espositive ci fanno immaginare l’atmosfera vissuta dal proprietario, insieme alle supreme opere d’arte acquistate a partire dall’inizio degli anni Quaranta, testimonianze di diverse epoche, stili e correnti, che venivano svelate durante ricevimenti esclusivi. In pochi infatti varcavano la soglia della Villa coi suoi saloni e i suoi eventi; dalla biblioteca, ai concerti, alle cene che riunivano intellettuali, artisti e aristocratici. Rimangono a testimonianza di una speciale quotidianità le due logge all’ingresso della Villa con vista sul vasto parco ottocentesco, in cui era servita la colazione agli ospiti con la marmellata che la governante Elge ricavava dai frutti dei cedri secolari che ancora ornano lo scalone d’ingresso coi tronchi nodosi avvinghiati ai grandi vasi di antica manifattura.

La mostra “Luigi Magnani L’ultimo romantico”, allestita nelle sale espositive della Villa dei Capolavori, si arricchisce così di un omaggio particolare a Magnani stesso; e le opere di Tiziano, Filippo Lippi, Dürer, Goya, Canova, Rubens, Van Dyck, da lui raccolte, dialogano con gli arredi in stile impero e ora anche gli oggetti di una vita intera, seguendo quelle correspondances che egli tanto apprezzava.
Una ulteriore grande sorpresa attende il pubblico che visiterà la Fondazione Magnani-Rocca.

Recentemente, infatti, sono state ritrovate nei solai della Villa vecchie pellicole abbandonate da tanto tempo. Attraverso un procedimento di rigenerazione è stato possibile far rinascere dal passato immagini incredibili. Con grande stupore sono riemersi filmati con Luigi Magnani (gli unici conosciuti), poi i genitori Giuseppe ed Eugenia, i ricevimenti e gli ospiti della Villa, il parco come era un tempo. Un vero batticuore quando sono comparsi filmati di Giorgio Morandi in compagnia di Magnani a Mamiano e a Grizzana; si tratta degli unici filmati conosciuti in cui il maestro bolognese, notoriamente restio, accetta di farsi riprendere.

Un video documentario, visibile nella saletta video della Villa, scritto e diretto da Stefano Sbarbaro raccoglie questi filmati insieme alla testimonianza di Gian Paolo Minardi, celebre musicologo, sulla passione musicale di Magnani, e di Stefano Roffi, da anni studioso di Magnani stesso.
Il pubblico avrà così la possibilità di incontrare virtualmente il signore della Villa e rivivere tempi irripetibili. 

Fondazione Magnani-Rocca
via Fondazione Magnani-Rocca 4, Mamiano di Traversetolo (Parma).
Apertura degli armadi segreti il sabato e la domenica dal 31 ottobre fino al 13 dicembre 2020, oltre a lunedì 7 dicembre (Ponte festivo). Sabato e domenica orario continuato 10-19 (la biglietteria chiude alle 18).
Ingresso: € 12,00 valido anche per le raccolte permanenti, il parco romantico e la mostra “Luigi Magnani L’ultimo romantico”.
Le raccolte permanenti, la mostra e il parco sono visitabili anche dal martedì al venerdì, orario 10-18.
Informazioni: tel. 0521 848327 / 848148 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. www.magnanirocca.it
Consultare il sito www.magnanirocca.it per le modalità di visita in sicurezza.



 

 

 

 kapoor

 

Anish Kapoor realizza un’opera in edizione limitata a sostegno della campagna di raccolta fondi della Collezione Peggy Guggenheim

Si intitola Blood and Earth la fotoincisione su carta da matrice polimerica realizzata in edizione limitata dall’acclamato artista di fama internazionale Anish Kapoor per sostenere la campagna di raccolta fondi "Insieme per la PGC".

Si intitola Blood and Earth ed è una fotoincisione su carta da matrice polimerica, realizzata in edizione limitata dall’acclamato artista di fama internazionale Anish Kapoor, a sostegno della campagna di raccolta fondi "Insieme per la PGC". Membro del Comitato Consultivo della Collezione Peggy Guggenheim dal 2019, l’artista donerà 100 esemplari del suo enigmatico lavoro Blood and Earth ad altrettanti donatori che contribuiranno con una cifra pari o superiore a 5.000 euro alla campagna di fundraising avviata l’8 luglio scorso dal museo veneziano a seguito delle ingenti perdite economiche subite durante i tre mesi di chiusura, che ammontano a oltre 2 milioni di euro.

“Sono felice di poter sostenere con il mio lavoro un’istituzione come la Collezione Peggy Guggenheim, anche alla luce del mio legame con il museo e con una città unica al mondo come Venezia”, dichiara Kapoor. “Il lungo periodo di lockdown causato dalla pandemia del Covid-19 ha causato enormi danni a chiunque, anche al mondo della cultura, ed è nostro dovere oggi aiutare le istituzioni culturali a risollevarsi per far sì che tornino a rendere nuovamente accessibile a tutti il patrimonio artistico in esse custodito”.

“Siamo onorati ed estremamente grati ad Anish Kapoor per questo suo gesto di grande generosità nei confronti del nostro museo”, afferma la direttrice Karole P. B. Vail. “Stiamo portando avanti con tenacia la campagna a sostegno della PGC affinché la Collezione possa tornare a garantire non solo oggi ma in futuro, l’apertura quotidiana, il suo ricco programma di mostre e la gratuità delle tante attività che da sempre rivolge al pubblico. Ringraziamo chi, finora, ha creduto e sostenuto questa raccolta fondi. È anche grazie a questi primi incoraggianti risultati che oggi il museo è tornato a essere aperto 6 giorni la settimana. La strada per raggiungere l’obiettivo è ancora lunga, ma l’entusiasmo non ci manca, alimentato anche da gesti come quello di Anish, e confidando nel supporto di chi ama l’arte, perché sostenendo il museo si aiuta se stessi e gli altri nel costruire un mondo civile, inclusivo e accessibile”.

Due sono le opere di Kapoor presenti nel giardino della Collezione Peggy Guggenheim: la scultura in pietra arenaria Senza titolo (1993), parte della Collezione Hannelore B. e Rudolph B. Schulhof, e il monumentale granito nero Senza titolo (2007), prestito a lungo termine negli spazi museali.

Nato a Mumbay, India, il 12 marzo 1954, Anish Kapoor si trasferisce in Gran Bretagna all’età di diciannove anni, frequentando l’Hornsey College of Art di Londra (1973-77) e poi la Chelsea School of Art (1977-78). Terminati gli studi insegna nel 1979 al Wolverhampton Polytechnic. L’anno seguente tiene la sua prima personale a Parigi, presso lo studio di Patrice Alexandre, che segna l’inizio di un’intensa attività espositiva. All’inizio degli anni ottanta la sua ricerca scultorea, rivolta verso una molteplicità di forme nuove, in un continuo dialogo tra bidimensionalità e tridimensionalità, lo rende uno degli artisti più rappresentativi della New British Sculpture, di cui fanno parte artisti come Tony Cragg e Antony Gormley. In una continua indagine sulla dialettica degli opposti, negli anni ottanta crea sculture con forme in parte astratte e completamente ricoperte da pigmento puro. Negli anni novanta, invece, le sue opere assumono dimensioni sempre più monumentali, spesso incentrate sulla tematica del vuoto, reso tangibile da una cavità che si riempie o da una materia che si svuota. Con la partecipazione nel 1990 alla XLIV Biennale di Venezia, dove gli viene conferito il Premio Duemila, e il conseguimento nel 1991 del Turner Prize, Kapoor raggiunge la fama internazionale. Fanno seguito mostre in tutto il mondo, commissioni pubbliche e private, che spingono i confini già presenti nel suo lavoro tra scultura e architettura verso un panorama sempre più ampio. Nel 2004 Kapoor realizza su commissione il Cloud Gate per il Millennium Park di Chicago, un enorme arco ellittico in acciaio lucidato e riflettente, per la realizzazione del quale trae ispirazione dal mercurio liquido, divenuto non solo punto di riferimento iconico per la città, ma tra le opere pubbliche più celebri al mondo. Importanti esposizioni delle sue opere si sono tenute alla Royal Academy of Arts, Londra (2009); Martin–Gropius–Bau, Berlino (2012); Sakıp Sabancı Müzesi, Istanbul (2013); Museo Universitario Arte Contemporáneo, UNAM, Mexico City; Museo d’Arte Contemporanea, Roma (2016); CAFA Art Museum/Imperial Ancestral Temple, Beijing (2019). Anish Kapoor sarà il primo artista britannico ad esporre alle Gallerie dell’Accademia di Venezia in occasione di una grande personale a lui dedicata durante 59. Esposizione Internazionale d’Arte, nel 2022.