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 Allenza olio su tela 150x150

  1. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(dettaglio), 2016. Courtesydell’artista; e Rodeo Gallery, Londra/Pireo.7. Carolyn Lazard,In Sickness and Study, (2015-in corso). Vedutadell’installazione nella mostra “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis.Foto: Bobby Rogers.EN1. Trisha Baga,Mollusca & The Pelvic Floor, 2018. Installation view in “The BodyElectric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.2. Martine Syms,Notes on Gesture, 2015. Video still. Single channel video (color,sound), 10:27 minutes, loop. Image copyright: Martine Syms. Courtesy of the artist,and Bridget Donahue, New York City.3. View of the exhibition “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis, 2019.Photo: Bobby Rogers4. Ed Atkins,Happy Birthday!!, 2014. Video still. HD video, sound; 6:32min.Courtesyof the artist; and Cabinet, London.5. Sondra Perry,Graft and Ash for a Three Monitor Workstation, 2016.Installation view in “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo:Bobby Rogers.6. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(detail), 2016. Courtesy ofthe artist; and Rodeo Gallery, London/Piraeus.7. Carolyn Lazard, installation view ofIn Sickness and Study, (2015-present) in
     
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    “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.
     
 
 
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"WRITE YOUR ERA" di AIR DARYAL al OPIFICIO PICCITTO

La mostra avrà luogo in una delle location più caratteristiche dell’intero territorio bresciano: L’Opificio Piccitto, spazio restaurato dall’architetto Vincenzo Piccitto.

La nuova mostra di Air Daryal “Write Your Era” arriva dopo le ultime esposizioni: “The Shining Hardness”, a cura di Angelo Crespi al M.A.C. di Milano, in collaborazione con la Fondazione Maimeri, e “The White Shadows” a cura di Luca Beatrice. Alcune opere di Air Daryal sono inoltre comparse nel film “The Burnt Orange Heresy”, 2019, diretto da Giuseppe Capotondi con protagonista Mike Jagger. La mosyra è a cura di Elisabetta Roncati con testi di Elisabetta Roncati e Patrizia Giovannini.

“Write Your Era” avrà luogo in una delle location più caratteristiche dell’intero territorio bresciano: L’Opificio Piccitto, spazio restaurato dall’architetto Vincenzo Piccitto, di elevate metrature e dal design moderno di grande impatto. Un white cube che si sposa perfettamente con l’arte contemporanea.
A corredare la retrospettiva vi sarà un catalogo con testi di Elisabetta Roncati e della storica dell’arte Patrizia Giovannini.

“Le creazioni dell’artista Air Daryal hanno la consistenza di apparizione oniriche, le suggestioni visionarie lasciano trasognati i visitatori ormai perduti in spazi infiniti senza tempo e tra i simboli nascosti nei colori e negli spessori materici. Air consegna visioni trascendentali ed armoniose, dove immagini e note cromatiche tessono una trama impalpabile, che unisce l’antichità classica ed il mito all’età contemporanea, un tessuto artistico permeato di astrattismo sgocciolante di colori, scritte misteriose, spessori materici e da una simbologia figurativa esaltata dalla densità della pittura. L’arcaismo ed il modernismo nelle opere di Air si nutrono l’uno dell’altra in un’equilibrata coesistenza, frutto dell’originale progetto ideale dove il mito ispiratore si fonde con armonia alla contemporaneità a cui l’artista appartiene. Nella dimensione atemporale dei suoi quadri, coabitano tigri accanto a divinità olimpiche; le mute vestigia della statuaria greco-romana e le architetture classiche decadenti sono i corpi immateriali del passato che cerca di ritrovare un campo d’esistenza nella modernità del presente; le automobili, le barche, i grattacieli moderni che costellano le città di Air sono oggetti velati dal tempo che fluttuano sulle vie lattiginose di città smaterializzate.”
(Patrizia Giovannini)


Per informazioni: Univocal Art Gallery + 333 208 6813

1 – 15 Maggio 2021, in mostra ore 10.00 – 18.00

Opening 1 Maggio 2021 ore 14.00 – 19.00


Partner: Artsail, Art Nomade Milan, Architetto Piccitto, Comune di Palazzolo sull’Oglio

Univocal Art Gallery ospita all’Opificio Piccitto, Via XXI Luglio Palazzolo sull’Oglio, 1-15 maggio 2021, la nuova mostra dell’artista Air Daryal, a cura di Elisabetta Roncati.

 

 

 


 celant

  1. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(dettaglio), 2016. Courtesydell’artista; e Rodeo Gallery, Londra/Pireo.7. Carolyn Lazard,In Sickness and Study, (2015-in corso). Vedutadell’installazione nella mostra “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis.Foto: Bobby Rogers.EN1. Trisha Baga,Mollusca & The Pelvic Floor, 2018. Installation view in “The BodyElectric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.2. Martine Syms,Notes on Gesture, 2015. Video still. Single channel video (color,sound), 10:27 minutes, loop. Image copyright: Martine Syms. Courtesy of the artist,and Bridget Donahue, New York City.3. View of the exhibition “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis, 2019.Photo: Bobby Rogers4. Ed Atkins,Happy Birthday!!, 2014. Video still. HD video, sound; 6:32min.Courtesyof the artist; and Cabinet, London.5. Sondra Perry,Graft and Ash for a Three Monitor Workstation, 2016.Installation view in “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo:Bobby Rogers.6. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(detail), 2016. Courtesy ofthe artist; and Rodeo Gallery, London/Piraeus.7. Carolyn Lazard, installation view ofIn Sickness and Study, (2015-present) in
     
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    “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.
     
 
 
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Germano Celant all’interno della mostra / Germano Celant in the exhibition Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943, Fondazione Prada, Milano, 2018. Photo by Ugo Dalla Porta. Courtesy Fondazione Prada, Milano

 

Germano Celant The Story of (my) Exhibitions

A un anno dalla sua scomparsa Silvana Editoriale in collaborazione con Studio Celant pubblica uno degli ultimi lavori del celebre critico d'arte: un volume imponente, a cui stava lavorando da tempo, dedicato a 34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018. 

562 pagine, oltre 300 immagini di cui molte inedite, una ricca raccolta di documenti e testi critici: The Story of (my) Exhibitions – uno degli ultimi imponenti lavori editoriali di Germano Celant, pubblicato da Silvana Editoriale in collaborazione con Studio Celant – testimonia il percorso storico e critico di 34 mostre da lui progettate e curate tra il 1967 e il 2018.

“Celant stava lavorando da tempo a un progetto editoriale che fosse la sintesi della sua ampia indagine critica e questo volume, di cui ha seguito tutte le fasi di lavorazione, ne rappresenta l’esito. In ognuna delle mostre presentate al suo interno è possibile riconoscere il metodo curatoriale attraverso il quale, avvalendosi di diversi linguaggi e media differenti nell’accostare opere d’arte e materiale documentario, giungeva alla creazione del dispositivo ‘mostra’. Lo Studio Celant ha lavorato insieme all’editore Silvana Editoriale per fare in modo che la pubblicazione fosse realizzata seguendo la sua idea originale.” (Studio Celant)

Il volume racconta la logica dell’esporre che ha caratterizzato il lavoro di Celant, la metodologia della ricerca e le diverse tipologie di allestimento utilizzate di volta in volta, presentando una selezione di mostre in ordine cronologico che riflettono la complessità del suo contributo alla storia delle esposizioni.

Si parte dal 1967 con la prima definizione dell’Arte Povera, per poi dedicarsi alle vicende contemporanee internazionali con Conceptual art Arte povera Land art (1970) alla Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino, per approdare nel 1976 alla grande mostra sul tema Ambiente/Arte, alla Biennale di Venezia.

L’excursus continua coprendo diversi ambiti di ricerca, presentati nelle più importanti sedi espositive e museali italiane e internazionali nei decenni successivi: dalla ripresa e rilettura in chiave storica dell’Arte Povera in mostre come Coerenza in coerenza (1984) alla Mole Antonelliana di Torino, The Knot Arte Povera at P.S.1 (1985) a New York, Arte Povera 2011 in varie sedi, alle vicende dell’arte italiana del Novecento in mostre come Identité italienne. L’art en Italie depuis 1959 (1981) al Centre Georges Pompidou di Parigi, Arte Italiana. Presenze 1900-1945 (1989) a Palazzo Grassi a Venezia, Italian Metamorphosis 1943-1968 (1994-95) al Solomon R. Guggenheim Museum di New York.

E ancora il tema della contaminazione tra linguaggi come arte e moda in esposizioni come Il Tempo e la Moda (1996) alla Biennale di Firenze, arte e architettura come in Arti & Architettura 1900-2000 (2004) a Genova, arte e musica in Art or Sound (2014) alla Fondazione Prada di Venezia, o ancora arte e cibo nella mostra Arts & Foods (2015) alla Triennale di Milano.

Al tema del reenactment, infine, sono dedicati progetti espositivi come When Attitudes Become Form. Bern 1969/Venice 2013, alla Fondazione Prada di Venezia e Post Zang Tumb Tuuum. Art Life Politics: Italia 1918-1943 (2018) alla Fondazione Prada a Milano.

Una panoramica da cui emerge l’evoluzione della pratica curatoriale di Celant, dall’interpretazione personale all’attenzione per il documento storico, con lo sguardo sempre rivolto verso i media non tradizionali (libro, disco, fotografia) e verso gli sconfinamenti tra i diversi linguaggi (arte, architettura, design).

The Story of (my) Exhibitions rivela la ricchezza di uno straordinario percorso umano e professionale, in cui una costante tensione culturale, alimentata dal rigore scientifico, si risolve nella spettacolare messa in scena delle opere d’arte, capaci di suggestioni e sensibilità ad ampio spettro: una dicotomia che rivela la profondità del lavoro di Celant, traccia il perimetro della sua eredità scientifica e ne rappresenta un vivo testamento intellettuale.

Il volume sarà disponibile in libreria e online a partire dal 30 aprile 2021. 

 

Studio Celant

 


 Allestimento mostra 141 un secolo di disegno in Italia Fondazione del Monte ph Alessandro Ruggeri 11

  1. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(dettaglio), 2016. Courtesydell’artista; e Rodeo Gallery, Londra/Pireo.7. Carolyn Lazard,In Sickness and Study, (2015-in corso). Vedutadell’installazione nella mostra “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis.Foto: Bobby Rogers.EN1. Trisha Baga,Mollusca & The Pelvic Floor, 2018. Installation view in “The BodyElectric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.2. Martine Syms,Notes on Gesture, 2015. Video still. Single channel video (color,sound), 10:27 minutes, loop. Image copyright: Martine Syms. Courtesy of the artist,and Bridget Donahue, New York City.3. View of the exhibition “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis, 2019.Photo: Bobby Rogers4. Ed Atkins,Happy Birthday!!, 2014. Video still. HD video, sound; 6:32min.Courtesyof the artist; and Cabinet, London.5. Sondra Perry,Graft and Ash for a Three Monitor Workstation, 2016.Installation view in “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo:Bobby Rogers.6. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(detail), 2016. Courtesy ofthe artist; and Rodeo Gallery, London/Piraeus.7. Carolyn Lazard, installation view ofIn Sickness and Study, (2015-present) in
     
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    “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.
     
 
 
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 Allestimento mostra 141 un secolo di disegno in Italia Fondazione del Monte ph Alessandro Ruggeri 

 

141 - Un secolo di disegno in Italia alla Fondazione del Monte di Bologna

Il titolo della grande mostra antologica promossa e organizzata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna nell’ambito del programma di Art City Bologna 2021.

141 - Un secolo di disegno in Italia è il titolo della grande mostra antologica promossa e organizzata dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna nell’ambito del programma di Art City Bologna 2021, che indaga le evoluzioni del segno in cento anni di arte italiana con opere su carta di 141 artisti dalle Avanguardie Storiche ai giorni nostri.

L’esposizione apre al pubblico, nelle sale della Fondazione, in Via delle Donzelle 2 a Bologna, martedì 27 aprile, in occasione della Giornata Mondiale del Disegno. I visitatori potranno intraprendere un viaggio davvero unico, lungo oltre un secolo, nella storia del disegno italiano tra le opere di artisti straordinari, selezionate una ad una dai curatori Maura Pozzati e Claudio Musso. La mostra offre – a partire da un disegno del 1909 di Boccioni fino a opere del 2020 – uno spaccato delle infinite possibilità offerte da una tecnica antica che, anche in questa occasione, non manca di rivelare la sua incredibile attualità. L’ingresso è gratuito ma, nel rispetto delle norme vigenti a tutela della salute pubblica, è necessaria la prenotazione sul sito www.fondazionedelmonte.it.

Con questo percorso espositivo, frutto di una rete di collaborazioni tra archivi, gallerie, collezionisti privati e artisti, Fondazione del Monte sostiene gli artisti, che tanto contribuiscono alla ricchezza del nostro patrimonio culturale, e riapre le porte al pubblico nella ferma convinzione che la cultura sia un bene primario per il benessere della collettività.

Nella lista degli artisti in mostra compaiono figure di spicco dei principali movimenti e delle più innovative tendenze del XX secolo: dal Futurismo alla Metafisica, dall’Informale alla Nuova Figurazione passando per la Pop Art, dall’Arte povera al Concettuale. Allo stesso tempo, attraverso l’eterogeneo panorama delle singole ricerche, sono incluse le svariate tecniche dell’arte contemporanea dalla pittura alla scultura, dalla performance ai nuovi media, unite dal denominatore comune del disegno.

Come sostiene Maura Pozzati nel suo testo in catalogo Le mani pensano quando disegnano: «questa mostra su un secolo di disegno in Italia in fondo è un omaggio a chi ama il disegno, a chi si fa emozionare dal segno, a chi ricerca nell’arte la traccia di una espressione libera, di una energia accumulata, di un pensiero ossessivo».

«Il disegno ‒ spiega Claudio Musso ‒ come il linguaggio, è materia viva, pulsante, brulicante di vita indipendentemente dalla data della sua creazione, tende inoltre a rigettare schemi e regole se non autoimposti e si presenta a tutti gli effetti come un processo creativo che non si esaurisce nel rapporto tra l’artista e la sua creazione, ma che viene sollecitato e riattivato da ogni singolo osservatore».

La mostra è accompagnata da un prezioso volume Corraini Edizioni, realizzato dallo Studio Filippo Nostri e pensato come una raccolta di schede organizzate in ordine di nascita in cui ai lavori sono affiancati testi degli artisti legati all’esperienza del disegnare. Oltre alle riproduzioni delle 141 opere in mostra, il catalogo raccoglie il pensiero degli autori in forma scritta affiancando ai paragrafi dedicati ai maestri tratti da libri spesso introvabili, numerosi testi inediti commissionati ai contemporanei. Concludono il tomo le riflessioni dei curatori in lingua italiana e in inglese.

Artisti: Giacomo Balla, Alberto Martini, Carlo Carrà, Umberto Boccioni, Felice Casorati, Gino Severini, Mario Sironi, Giorgio de Chirico, Giorgio Morandi, Virgilio Guidi, Alberto Savinio, Osvaldo Licini, Filippo De Pisis , Mario Radice, Lucio Fontana, Giuseppe Capogrossi, Marino Marini, Fausto Melotti, Edgardo Mannucci, Scipione, Bruno Munari, Luigi Veronesi, Renato Guttuso, Afro, Giulio Turcato, Carol Rama, Emilio Vedova, Pietro Consagra, Emilio Scanavino, Pirro Cuniberti, Antonio Sanfilippo, Carla Accardi, Enrico Baj, Gianfranco Baruchello, Gastone Novelli, Marisa Merz, Piero Dorazio, Achille Perilli, Emilio Tadini, Lucio Saffaro, Giuseppe Uncini, Rodolfo Aricò, Dadamaino, Giosetta Fioroni, Lucio Del Pezzo, Irma Blank, Mario Schifano, Franco Angeli, Concetto Pozzati, Jannis Kounellis, Paolo Icaro, Corrado Levi, Giuseppe Spagnulo, Claudio Verna, Tano Festa, Marco Gastini, Aldo Mondino, Alighiero Boetti, Eliseo Mattiacci, Maurizio Mochetti, Giulio Paolini, Fabrizio Plessi, Luigi Ontani, Gilberto Zorio, Giuseppe Maraniello, Piero Dosi, Gino De Dominicis, Franco Guerzoni, Luigi Mainolfi, Mimmo Paladino, Enzo Cucchi, Marcello Jori, Piero Manai, Francesco Clemente, Serse, Pinuccia Bernardoni, Antonio Violetta, Omar Galliani, Piero Pizzi Cannella, Arcangelo, Marco Tirelli, Giacinto Cerone, Andrea Fogli, Angiola Gatti, Stefano Arienti, Liliana Moro, Luca Pancrazzi, Sergio Sarra, Bianco-Valente, Luca Caccioni, Roberto Paci Dalò, Mauro Ceolin, Alessandro Pessoli, Sabrina Mezzaqui, Sergia Avveduti, Luca Piovaccari, Karin Andersen, Simone Berti, Andrea Chiesi, Eva Marisaldi, Francesco De Grandi, Marco Neri, Italo Zuffi, Fausto Gilberti, Giovanna Ricotta, Claudia Losi, Margherita Morgantin, Eléna Nemkova, Massimiliano Fabbri, Marzia Migliora, Ivana Spinelli, Andrea Facco, Francesco Pedrini, Federico Pietrella, Giuseppe Stampone, Simone Tosca, Flavio de Marco, Nicola Toffolini, Riccardo Baruzzi, Adelaide Cioni, Marco Di Giovanni, Luigi Presicce, Giovanni De Lazzari, Aldo Giannotti, Nicola Samorì, Sissi, Donato Piccolo, Guido Bisagni (108), DEM, Andrea Mastrovito, Giuseppe De Mattia, Ericailcane, Carola Bonfili, Ester Grossi, Jacopo Casadei, Paola Angelini, Mattia Barbieri, Valentina D’Accardi, Benni Bosetto, Alberonero, Mattia Pajè.

 

 


 storie di artisti

  1. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(dettaglio), 2016. Courtesydell’artista; e Rodeo Gallery, Londra/Pireo.7. Carolyn Lazard,In Sickness and Study, (2015-in corso). Vedutadell’installazione nella mostra “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis.Foto: Bobby Rogers.EN1. Trisha Baga,Mollusca & The Pelvic Floor, 2018. Installation view in “The BodyElectric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.2. Martine Syms,Notes on Gesture, 2015. Video still. Single channel video (color,sound), 10:27 minutes, loop. Image copyright: Martine Syms. Courtesy of the artist,and Bridget Donahue, New York City.3. View of the exhibition “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis, 2019.Photo: Bobby Rogers4. Ed Atkins,Happy Birthday!!, 2014. Video still. HD video, sound; 6:32min.Courtesyof the artist; and Cabinet, London.5. Sondra Perry,Graft and Ash for a Three Monitor Workstation, 2016.Installation view in “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo:Bobby Rogers.6. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(detail), 2016. Courtesy ofthe artist; and Rodeo Gallery, London/Piraeus.7. Carolyn Lazard, installation view ofIn Sickness and Study, (2015-present) in
     
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    “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.
     
 
 
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Pistoia Musei in partnership con Sky Arte presenta "STORIE DI ARTISTI. Sei artisti raccontati da Aurelio Amendola"

Una mini-serie dedicata a sei protagonisti dell'arte contemporanea, visti attraverso le immagini e i racconti di Aurelio Amendola. 

Nell'attesa di poter tornare a vivere gli spazi espositivi, Pistoia Musei in collaborazione con Sky Arte, propone una mini-serie legata alla mostra Aurelio Amendola. Un’antologia, in corso negli spazi espositivi del sistema museale.

Sei video-pillole – una ogni sabato sui siti web e sui canali social di Pistoia Musei e Sky Arte – dedicate ad alcuni degli artisti con i quali Amendola ha lavorato nel corso della sua lunga carriera, stringendo spesso con loro dei rapporti di profonda stima e amicizia. Un racconto intimo e personale che, attraverso lo sguardo ironico di Aurelio Amendola, svela dettagli insoliti, episodi curiosi e momenti di vita privata.

Sei puntate che ci accompagneranno per tutto il mese di maggio alla scoperta di sei artisti, sei giganti del mondo dell'arte con personalità molto diverse tra loro: Giorgio de Chirico, Alberto Burri, Andy Warhol, Claudio Parmiggiani, e Jannis Kounellis.

La mini-serie è prodotta da Pistoia Musei e distribuita in collaborazione con Sky Arte, con la regia di Metilene Design e Comunicazione.

 

 


 centro pecci prato

  1. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(dettaglio), 2016. Courtesydell’artista; e Rodeo Gallery, Londra/Pireo.7. Carolyn Lazard,In Sickness and Study, (2015-in corso). Vedutadell’installazione nella mostra “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis.Foto: Bobby Rogers.EN1. Trisha Baga,Mollusca & The Pelvic Floor, 2018. Installation view in “The BodyElectric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.2. Martine Syms,Notes on Gesture, 2015. Video still. Single channel video (color,sound), 10:27 minutes, loop. Image copyright: Martine Syms. Courtesy of the artist,and Bridget Donahue, New York City.3. View of the exhibition “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis, 2019.Photo: Bobby Rogers4. Ed Atkins,Happy Birthday!!, 2014. Video still. HD video, sound; 6:32min.Courtesyof the artist; and Cabinet, London.5. Sondra Perry,Graft and Ash for a Three Monitor Workstation, 2016.Installation view in “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo:Bobby Rogers.6. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(detail), 2016. Courtesy ofthe artist; and Rodeo Gallery, London/Piraeus.7. Carolyn Lazard, installation view ofIn Sickness and Study, (2015-present) in
     
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    “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.
     
 
 
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Il Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci presenta La digitalizzazione dell’archivio video

30 anni di attività dell’istituzione tra interviste, backstage, mostre e concerti resi accessibili dopo quattro anni di lavoro. 

Iniziata nel 2018 in occasione della mostra Il museo immaginato. Storie da trent'anni di Centro Pecci realizzata per il trentennale dell’istituzione, la completa digitalizzazione dell’archivio video del Centro per l’arte contemporanea Luigi Pecci – tra gli obiettivi del programma artistico e culturale della Direttrice Cristiana Perrella – è in dirittura d’arrivo

Dopo quattro anni di attività di un team di lavoro dedicato, oggi l’archivio, confluito nella Web Tv creata dal museo nel 2016, consente l’accesso per tutti a interviste, backstage, immagini di mostre, concerti, incontri realizzati in oltre 30 anni di attività, restituendo un caleidoscopio di volti, immagini e parole di artisti - a cui si sono aggiunte di recente le voci di Paolo Canevari, Loris Cecchini, Enzo Cucchi, Emilio Isgrò, Ettore Sottsass – capaci di raccontare la vibrante realtà della prima istituzione dedicata in Italia al dialogo tra tutte le arti contemporanee.

Dall’intervista a un giovane Julian Schnabel del 1989 al racconto di Germano Celant della mostra di Robert Mapplethorpe da lui curata nel 1993-1994; dal film documentario su Gerhard Richter Out of the House del 2000 al video della mostra UFO STORY. Dall'architettura radicale al design globale del 2012; dal simposio Au Rendez-Vous des Amis. Identità e opera del 1998 all’intervista del grande artista italo-greco Jannis Kounellis, realizzata in occasione della sua mostra antologica del 2001; dal film Dialogo con Yves Klein di Theo Eshetu del 2000 al primo Laboratorio liberatorio, pensato per bambini e adulti, tenuto da Bruno Munari a Prato nel 1992; dal documentario di Luciano Nocentini che rispecchia il progetto dell'esposizione del maestro dell’Arte Povera Gilberto Zorio del 1992, al racconto della grande mostra personale del fotografo giapponese Nobuyoshi Araki intitolata Viaggio Sentimentale (Sentimental Journey), tenutasi nel 2000: attraverso la raccolta di questi molteplici contenuti, la piattaforma digitale di approfondimento e ricerca della Web Tv rilegge i grandi momenti del passato del Centro Pecci, testimoniandone la storia trentennale.

Un progetto che si è intensificato durante il primo lockdown grazie alla creazione di Centro Pecci Extra – palinsesto on line di approfondimenti montati per l'occasione dedicati a mostre, video d'artista, materiali d'archivio, contributi di scrittori, artisti e critici – inaugurato con l’anteprima del film di montaggio di Maria Teresa Soldani Centro Pecci 30x2. 30 anni x 2 minuti, dedicato alla storia del museo.

Oggi che l’attenzione alla produzione di contenuti digitali assume un ruolo sempre più importante, che la condivisione di pensieri, contenuti, esperienze è essenziale a generare nuovi scenari per l’arte nazionale e internazionale e per continuare ad alimentare il pensiero critico e il confronto con la scena culturale globale, il Centro Pecci ha avviato una convenzione con l'Istituto Italiano di Cultura di Mosca, per condividere alcuni dei contenuti della Web Tv del museo, con sottotitoli in russo.

La digitalizzazione dell’archivio video rientra nel progetto della Web Tv del Centro Pecci realizzato in collaborazione con la casa di produzione indipendente LaGalla23.

In linea con il  progetto di  valorizzazione degli archivi – intesi come  elemento fondamentale  del patrimonio di un'istituzione culturale – e in occasione dell'acquisizione dell'imponente archivio di Lara-Vinca Masini (circa 200 mila oggetti tra libri, documenti e opere, che andrà – come desiderio della studiosa recentemente scomparsa – ad arricchire il CID/Arti visive, centro di ricerca e documentazione del museo), il prossimo 28 aprile il Centro Pecci organizzerà un  webinar pubblico dal titolo ARCHIVI E CENTRI DI DOCUMENTAZIONE D'ARTE CONTEMPORANEA. Pratiche e progetti a confronto tra musei e istituzioni in Italia. Il webinar sarà occasione di riflessione e raffronto tra alcuni dei maggiori archivi del contemporaneo del nostro paese.

 

 

 


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  1. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(dettaglio), 2016. Courtesydell’artista; e Rodeo Gallery, Londra/Pireo.7. Carolyn Lazard,In Sickness and Study, (2015-in corso). Vedutadell’installazione nella mostra “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis.Foto: Bobby Rogers.EN1. Trisha Baga,Mollusca & The Pelvic Floor, 2018. Installation view in “The BodyElectric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.2. Martine Syms,Notes on Gesture, 2015. Video still. Single channel video (color,sound), 10:27 minutes, loop. Image copyright: Martine Syms. Courtesy of the artist,and Bridget Donahue, New York City.3. View of the exhibition “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis, 2019.Photo: Bobby Rogers4. Ed Atkins,Happy Birthday!!, 2014. Video still. HD video, sound; 6:32min.Courtesyof the artist; and Cabinet, London.5. Sondra Perry,Graft and Ash for a Three Monitor Workstation, 2016.Installation view in “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo:Bobby Rogers.6. Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(detail), 2016. Courtesy ofthe artist; and Rodeo Gallery, London/Piraeus.7. Carolyn Lazard, installation view ofIn Sickness and Study, (2015-present) in
     
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    “The Body Electric,” Walker Art Center, Minneapolis. Photo: Bobby Rogers.
     
 
 
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 Sidsel Meineche Hansen,SECOND SEX WAR ZONE(dettaglio), 2016. Courtesydell’artista; e Rodeo Gallery, Londra/Pireo

 

Fondazione In Between Art Film  presenta "STILL - Studi sulle immagini in movimento"

Un programma editoriale sia online sia cartaceo accessibile a tutti, con saggi e testi di critici internazionali commissionati dalla Fondazione.

Fondazione In Between Art Film è lieta di annunciare il primo capitolo di STILL – Studi sulle immagini in movimento, una piattaforma di ricerca che indaga il campo delle immagini in movimento nel contesto artistico, con un programma di testi appositamente commissionati.

Il progetto esplora opere appartenenti alla collezione della Fondazione e le pratiche di artisti con cui la Fondazione ha collaborato e collabora attraverso iniziative di commissione o co-produzione, attraverso una raccolta online di saggi e conversazioni pubblicati quattro volte l'anno sul sito della Fondazione.

Ogni capitolo di STILL è composto da quattro studi: Double Exposure presenta una conversazione tra un artista e uno scrittore o curatore, Close-Up è un’analisi approfondita di un'opera della collezione, Cross-cutting offre un saggio teorico innovativo, First Look è un testo che esamina un'opera recentemente acquisita dalla Fondazione.

Al termine di ogni anno, i quattro capitoli saranno raccolti in un libro pubblicato da Mousse Publishing.

Il primo capitolo, pubblicato il 19 aprile 2021, presenta una conversazione tra l’artista e regista Shirin Neshat e Valentine Umansky (Curatrice, Arte internazionale, Tate Modern, Londra), un saggio di Pavel Pyś (Curatore per le Arti Visive, Walker Art Center, Minneapolis) che esplora i rapporti tra tecnologia e politiche della rappresentazione, un’analisi approfondita dell'installazione a tre canali Unending Lightning di Cristina Lucas (2015-in corso) a firma del Direttore del MACBA – Museu d’Art Contemporani de Barcelona Ferran Barenblit e un testo del curatore e studioso Yang Beichen che esamina il video di Wang Tuo The Interrogation (2017).

Grazie alla collaborazione con artisti, scrittori, curatori e ricercatori internazionali, questa piattaforma di ricerca è concepita come parte integrante della missione della Fondazione nel promuovere la cultura delle immagini in movimento, con il desiderio di contribuire alla letteratura e alla conoscenza che circonda la opera di artisti la cui visione arricchisce e ispira il nostro lavoro.

Fondazione In Between Art Film è nata dal desiderio di sostenere gli artisti e le istituzioni attivi nel campo delle immagini in movimento e nell’esplorazione dei confini tra discipline creative. Nel tempo, e insieme al mio team, ho sentito la necessità di indagare questo territorio anche dal punto di vista della teoria, della storia dell’arte e della parola come spazio di confronto.

È nata così STILL – Studi sulle immagini in movimento, una piattaforma di ricerca con cui estendiamo alla pratica della scrittura l’impegno che, come Fondazione, poniamo nella relazione con gli artisti e le istituzioni” Dice Beatrice Bulgari, Presidente di Fondazione In Between Art Film “Insieme alle immagini che scorrono abbiamo voluto dare spazio anche alle parole che le accompagnano attraverso il coinvolgimento di scrittori, accademici, artisti e curatori. Il titolo di questa piattaforma – STILL – è un invito a trovare un momento di pausa nel flusso di creatività di cui ho la fortuna di essere circondata, creando uno spazio di approfondimento che ci aiuti ad esplorare i confini del linguaggio che gli artisti continuamente reinventano.”

STILL è un progetto sviluppato dal team della Fondazione In Between Art Film su un’idea di Alessandro Rabottini, Direttore Artistico, e curato con Bianca Stoppani, Editor, insieme a Leonardo Bigazzi e Paola Ugolini, Curatori.

Coordinamento: Alessia Carlino, Project Manager. Progetto grafico: Mousse Agency. L'edizione 2021 di STILL - Studi sulle immagini in movimento vedrà il contributo di: Lucia Aspesi, Assistante Curatrice, Pirelli HangarBicocca, Milano Erika Balsom, Professoressa di studi cinematografici, King’s College, Londra Ferran Barenblit, Direttore, MACBA - Museu d’Art Contemporani de Barcelona Richard Birkett, curatore e scrittore indipendente Zoe Butt, Direttrice Artistica, The Factory Contemporary Arts Center, Ho Chi Minh City Barbara Casavecchia, scrittrice, Contributing Editor frieze e Curatrice, The Current III, TBA21 Academy Teresa Castro, Professoressa associata di studi cinematografici, Université Sorbonne Nouvelle, Parigi Flavia Frigeri, storica dell'arte e Chanel Curator della Collezione, National Portrait Gallery, Londra Karen Irvine, Capo Curatrice e Vicedirettrice, Museum of Contemporary Photography al Columbia College, Chicago Nora N. Khan, scrittrice, Professoressa presso l’RISD in Digital + Media, editor e curatrice Mason Leaver-Yap, Curatorǝ Associatǝ, KW Institute for Contemporary Art, Berlino Hammad Nasar, Senior Research Fellow, Paul Mellon Center for Studies in British Art e co-curatore, British Art Show 9 Bonaventure Soh Bejeng Ndikung, Fondatore e Direttore Artistico, SAVVY Contemporary, Berlino Pavel Pyś, Curatore per le Arti Visive, Walker Art Center, Minneapolis Valentine Umansky, Curatrice, Arte internazionale, Tate Modern, Londra Yang Beichen, curatore e studioso E delle artiste e gli artisti Yuri Ancarani, Hiwa K, Cyrill Lachauer, Clare Langan, Cristina Lucas, Diego Marcon, Shirin Neshat, Thao Nguyen Phan, Adrian Paci, Hetain Patel, Hito Steyerl e Wang Tuo.